In Treatment-Stagione finale, conferenza stampa in diretta


La presentazione della terza stagione di In Treatment, la serie Sky interpretata da Sergio Castellitto


Torna la serie Sky interpretata da Sergio Castellitto. Questa mattina infatti, viene presentata la terza stagione di In Treatment: si tratta del ciclo finale, in cui il dottor Mari incontrerà nuovi pazienti, per un totale di 35 episodi.

La messa in onda è prevista per il 25 marzo. Seguiamo la conferenza stampa in diretta.

La serie con più visualizzazioni on demand, motivo per cui questa terza stagione sarà tutta disponibile nel box già a partire dal 24 marzo. In Treatment permette una fruizione si a verticale che orizzontale.
“La psicanalisi non finisce mai, perché trovi sempre un fondo su cui scavare; però è naturale la fine della serie”, dice Sergio Castellitto. “Voglio sottolineare -prosegue- il lavoro della scrittura, che langue molto nel nostro cinema”. E pur affondando le mani in storie di sofferenza, la preparazione della performance è stata divertente: “I personaggi sono i nostri cavalli di Troia in cui ci accoccoliamo”.
L’ adattamento italiano è il migliore realizzato, a detta dello stesso creatore della serie originale Hagai Levi. Presente anche lui in conferenza, ribadisce questo merito della serie Sky: “Esprimo la mia più grande ammirazione per essere arrivati alla terza stagione: io personalmente non ce l’ho fatta, e mi sono fermato a due. So quanto il progetto sia faticoso. Negli Usa In Treatment non è stato cancellato: erano previste due stagioni, l’attore che la interpretava parlava di quella sedia come sedia elettrica”. Non si trattava di tradurre, ma di prendere degli archetipi e portarli in un nuovo contesto culturale e sociale: bisogna calarli nelle tematiche locali.
La struttura rimane quella classica: ogni puntata, un paziente per un giorno della settimana. Si parte al lunedì con Rita, interpretata da Margherita Buy: “Penso che peggio di questo non ci sia niente”, ironizza l’attrice in riferimento al “plotone” con cui si è misurata sul set.
Giulia Michielini è Bianca: “Un personaggio bellissimo, perché aveva uno scheletro nell’armadio molto forte: un ruolo tanto appagante quanto frustrante”.
Domenico Diele è don Riccardo: “Il contrasto tra il terapeuta e il sacerdote, che si rivolgono a sistemi completamente diversi per dipanare le difficoltà della vita, è interessante. Un prete che si rivolge a un testimone del laicismo anziché appellarsi alla fede: sono due mondi diversi che si incontrano”.
Brenno Placido è Luca, il paziente che mette più in difficoltà Mari: “Luca ha una personalità complessa, si permette di dire cose molto scomode. Il fatto di essere isolato lo porta a reprimere le emozioni: quando va in terapia, esce tutto fuori”.
Teoricamente la scrittura si potrebbe portare avanti all’infinito, però si è preferito fermarsi ora perché gli autori e il regista sono convinti che il cerchio è compiuto. La storia è essenzialmente quella dell’analista, le perplessità sul valore del suo lavoro: questo dubbio spiega Levi, non può protrarsi a oltranza.“La fruizione è cambiata -aggiunge Castellitto- la serie non finisce realmente perché gli episodi possono essere fruiti continuamente: stanno là, on demand, pronti a essere visti e rivisti quanto e quando si vuole”.
Difficile immaginare un altro adattamento di serie d’importazione: bisogna valutare caso per caso, In Treatment è stato scelto per la sua particolarità, ma con altri prodotti risulta difficile.

La conferenza si conclude qui; l’appuntamento è per sabato 25 marzo alle 21.15.



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