Maltese – Il romanzo del Commissario, la conferenza stampa in diretta


La conferenza stampa di presentazione della fiction Il Commissario Maltese.


Maltese – Il romanzo del Commissario è la nuova fiction di Rai1 che andrà in onda da lunedì 8 maggio in prima serata. Si tratta di una mini-serie di quattro puntate prodotta da Palomar – la stessa casa di produzione de Il Commissario Montalbano – che racconta la lotta del Commissario Maltese contro la malavita a Trapani e in tutta la Sicilia degli anni ’70. Maltese è interpretato da Kim Rossi Stuart e nel cast ci saranno anche Valeria Solarino e Francesco Scianna. La regia è di Gianluca Maria Tavarelli, che già aveva firmato Il giovane Montalbano. Siamo alla Conferenza Sampa di presentazione nella Sede Rai di Viale Mazzini e ve la racconteremo in diretta.

Nella Sala Stampa è presente il cast quasi al completo: Kim Rossi Stuart, Valeria Solarino, Francesco Scianna, Rike Schmid, Antonio Milo e Michela Cescon. Oltre a loro, il regista Gianluca Maria Tavarelli, la Direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta, il Produttore Carlo Degli Esposti e il co-Produttore Nicola Serra.

Apre la Conferenza la Direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta: “Maltese è un prodotto d’eccellenza, il punto di arrivo di una stagione segnata da produzioni di qualità ed ottimi ascolti per Rai Fiction. Maltese è una mini-serie straordinaria perché riesce a mettere insieme la grande tradizione del racconto civile – mi viene da pensare a La Piovra – con un linguaggio ed un’estetica moderni e sofisticati. Ha un respiro internazionale, da romanzo contemporaneo. Ecco, credo che la serialità sia proprio la forma del romanzo contemporaneo. Non è una storia vera – anche se ispirata alle gesta, alle storie di numerosi grandi personaggi della Sicilia del secondo Novecento – ma è incredibilmente attuale: parla di un personaggio, il Commissario Maltese, solitario, integro, eroico nelle sue scelte etiche e morali. Va avanti anche quando la situazione potrebbe suggerire di desistere.

Fatemi dire, poi, che sono molto contenta di poter rivedere Kim Rossi Stuart di nuovo sugli schermi televisivi. Il personaggio è stato scritto proprio pensando a lui, e Kim ha lavorato con grande professionalità per renderlo memorabile. Rende le emozioni palpabili. Un ringraziamento, poi, a ZDF Enterprises che ha creduto da subito e senza esitazioni a questo prodotto”.

Prende la parola Andrea Fabiano, il Direttore di Rai1: “Maltese è un prodotto a cui teniamo moltissimo e per cui abbiamo profuso sforzi ai massimi livelli. Molto importante non solo per la storia in sé, ma anche perché è l’esordio di un prodotto che può avere molte prospettive future. E poi sono contento per il ritorno di Kim Rossi Stuart. Con Maltese arriveremo idealmente a ridosso della “Settimana della legalità”, una ricorrenza che unisce e deve unire il Paese e per cui la Rai ha messo in piedi una programmazione speciale. Infine, con questa fiction chiuderemo una stagione memorabile per la nostra serialità, con i record di Montalbano e tanti altri successi”.

Sembrano tutti davvero contenti del lavoro svolto e impazienti di vedere come andrà la messa in onda di lunedì 8 maggio.

Ora parla Carlo Degli Esposti, il Produttore della serie con la Palomar: “Mi ha colpito il soggetto dietro cui c’è il lavoro da vero e proprio filologo di Nicola Badalucco. In particolare, quando ho letto un vecchio soggetto de La Piovra, scritto nelle prime fasi di ideazione e poi accantonato, ho intuito che sipoteva fare un gran lavoro. Infatti, per Maltese abbiamo usato lo stesso meccanismo che mescola un racconto di fantasia a fatti di cronaca, di storia italiana. Anche ZDF ha apprezzato molto ed ha messo in moto un meccanismo per la promozione della serie in tutto il mondo. Per me, è venuta meglio di quanto si potesse immaginare. Da Kim a Cloe – la piccola che impersona Noa Maltese – tutti hanno fatto egregiamente. Speriamo piaccia anche al pubblico e che possa diventare il modello per altre produzioni”.

Il regista Gianluca Maria Tavarelli: “Siamo onoratissimi di essere qui. Questa serie è stata un viaggio complicato, faticoso e forse anche questo l’ha resa molto toccante. Rivederla a lavoro finito ci ha fatto uno strano effetto. La televisione sta cambiando, le serie stanno cambiando e noi facendo squadra siamo riusciti a fare una serie con tutti gli elementi per far sì che lasciasse qualcosa, a livello emotivo ma anche come testimonianza civile. Volevamo fare una cosa seria, fatta bene, contemporanea, che andasse dove sta andando la serialità. Siamo stati fortemente appoggiati dalla Rai. È una delle cose più belle che ho fatto, un viaggio straordinario con Kim Rossi Stuart. Non è stato un lavoro ma un percorso molto profondo che ci ha scosso nell’intimo”.

Tocca agli attori.

Kim Rossi Stuart: “L’approccio a Maltese è stato un percorso un po’ diverso rispetto al solito. Sono abituato a ponderare le scelte fino alla noia. In questo caso, invece, per prima cosa ci siamo accordati su un’idea di massima ispirata al modello de La Piovra e io ho dato l’ok quando ancora la sceneggiatura non era pronta. Dopo due anni mi sono ritrovato questa sceneggiatura tra le mani, a poche settimane dalle riprese. E lì ho avuto sussulto, ho sentito il peso di un macigno meraviglioso: avere a che fare con un essere umano stupendo, disposto a sacrificare la propria vita per quella spinta eroica e misteriosa che porta un individuo a donare se stesso e la sua vita. Dopo ore di discussione con la sceneggiatura tra le mani, ho iniziato a fare ricerche e mi sono reso conto con quale superficialità conoscevo i nostri eroi nazionali. Come Ninni Cassarà, che è stato un mio riferimento. Uomini molto colti, sofisticati, capaci di ragionamenti raffinati ma che hanno fatto una scelta di combattere in prima linea fattivamente. Di fronte ad un esempio così alto e commovente, l’avvicinamento a Maltese come attore è diventato un percorso liturgico. Poi mi sono soffermato anche su cose più istintive, ho recuperato alcune immagini fotografiche molto famose e documenti, come quelli su Falcone e Borsellino e mi sono fatto tante domande. Mi sono lasciato trasportare dalle suggestioni che venivano da quei materiali. Mi sono soffermato su particolari apparentemente insignificanti, in cui però ho rivisto quelle persone straordinarie. Ad esempio, la sigaretta di Borsellino, il modo in cui la fumava, parlava di sé”.

Rike Schmid ci parla del suo personaggio. Lei è tedesca e non conosceva minimamente la lingua italiana: in pochissime settimane è riuscita ad imparare la sceneggiatura ed a recitarla come fosse la sua lingua madre. Dice: “Elisa è una fotografa che cerca di far luce sui fatti di mafia e lavora insieme a Mauro Licata – interpretato da Francesco Scianna –  per un giornale di sinistra. Lei è profondamente convinta che le immagini possano mostrare la verità. Il mio personaggio deve molto alla fotografa Letizia Battaglia. Per me una vita come quella della Battaglia è un esempio, io posso solo immaginarla. Ha dedicato tutta la vita alla sfida del raccontare in condizioni proibitive. Ho provato a mostrare cosa significa fare questa scelta. Sono molto contenta d’aver fatto parte di questa esperienza meravigliosa”.

Parla Francesco Scianna, che interpreta il cronista di mafia Mauro Licata: “L’elemento che mi ha aiutato di più è stato il riferimento a Mauro Rostagno. Lo conoscevo, ma troppo poco rispetto a quello che mi serviva. La bellezza del personaggio e quello che ho cercato di fare in prima battuta era di rappresentare quest’umanità meravigliosa: una grandissima integrità, un dono che dona luce e vita. La profondità dello sguardo, la sua umanità, il suo relazionarsi con l’altro. È un mistero come si possa percepire il coraggio della missione. Tutti questi elementi mi hanno segnato ed ho cercato di riproporli in Mauro Licata. Spero venga fuori la guida che ha rappresentato per me Rostagno. Nella storia, poi, ha grande importanza l’amore con la fotografa Elisa Ripstein, impersonata da Rike Schmid: mi ha fatto crescere come uomo perché rappresenta una forma d’amore matura, moderna, basato sulla capacità di abbracciare l‘altro in tutta la sua complessità, le sue sfaccettature”.

Valeria Solarino: “Giulia Melendez è personaggio schiacciato dalla famiglia mafiosa a cui appartiene. Cercherà di venirne fuori in tutti i modi. Apparentemente è una donna forte e determinata, ma in realtà è debole e sola. La sua non è la forza di un’eroina, è un personaggio a cui capita di soccombere in questo suo tentativo e sarà vittima anche delle sue stesse ribellioni. La mafia viene raccontata sullo sfondo ma a me è piaciuto molto il fatto che si passi dal raccontare l’interesse della mafia che controlla il latifondo, a quella che traffca droga o infiltra la politica. Il mio personaggio rappresenta la ribellione a tutto questo. Coltiva orchidee e mi piace pensare sia anche lei una sorta di orchidea, colorata ed apparentemente forte, in realtà debole”.

Antonio Milo nella serie è il Maresciallo Saverio Mandarà. Molti lo accostano all’Agente Fazio de Il Commissario Montalbano, ma il suo personaggio è piuttosto diverso. “In quanto Maresciallo di lungo corso, il mio personaggio è la memoria storica del Commissariato. Per Maltese mi interessa molto una chiave di lettura su due binari: la lotta  contro a mafia e quella per un riscatto personale. Un tratto comune a tutti i personaggi. Una cosa curiosa: non ce lo siamo mai detti, ma ciascuno di noi ha fatto riferimento a materiali come foto e video dei grandi a cui si ispirano i nostri personaggi. Lo scopro adesso ed è molto bello”.

Michela Cescon è il Sostituto Procuratore Gabriella Montano: “Il mio è un personaggio curioso, che viene dalle Alpi e si ritrova catapultata in Sicilia. Donna determinata, autonoma, single, dedita alla carriera, si ritrova in disequilibrio nel contesto siciliano, totalmente diverso. Cambia proprio il modo di relazionarsi, vede ribaltarsi gli schemi dei rapporti umani a cui era abituata e si schianta contro questa cosa. La tensione che ne deriva è il cuore del personaggio”.

Parla anche Max Gusberti, un altro dei produttori: “Per chi come me ha conosciuto varie fasi della produzione questa fiction offre spunti interessanti. Si regge su una grande capacità di racconto. Una delle cose che mi colpiscono oggi è la capacità di raccontare il Paese con delle immagini, con una forza evocativa che sono strabilianti. Si presenta sul mercato con la forza di spingere lo spettatore a voler approfondire senza trascurare la forma. Rai Fiction sta facendo un grande lavoro: ha colto il messaggio che proietta il Servizio Pubblico verso il racconto del Paese non solo in modo pedagogico ma con linguaggi e formati all’avanguardia e giovanili, con produzioni innovative di alto livello. La Fiction Rai riconquista nuovi territori”.

Si passa alle domande dei tanti giornalisti presenti in Sala.

Domanda: “Kim Rossi Stuart, qual è la caratteristica principale del Commissario Maltese e in cosa si differenzia dal Commissario Cattani de La Piovra?”

Rossi Stuart: “Ho rivisto La Piovra trovandola un capolavoro. La drammaturgia, la tensione nella scrittura, i dialoghi fantastici. È stata importantissima per approcciare a Maltese. Però non so quanto ci sia di Cattani, un raffronto così io non l’ho fatto. La caratteristica fondamentale di quest’uomo ha qualcosa di potente e di universale, l’uomo un po’ tormentato che impersona la sua vocazione in modo straordinario. Un essere umano maturo e consapevole”.

Domanda: “Kim Rossi Stuart, chi preferisci interpretare tra cattivi e buoni-eroi?”

Kim Rossi Stuart: “Non ho preferenze. Come attore preferisco alternare. Ma siccome non credo al caso, soprattutto nel mio ruolo di attore, non penso sia stato un caso che io abbia avuto la possibilità di raccontare un eroe positivo in questa fase”.

Domanda: “Francesco Scianna, visto che interpreti un giornalista, del giornalismo di oggi cosa pensi rispetto a quello di Mauro Rostagno?”

Scianna: “Gli anni di Rostagno li ho vissuti indirettamente. Fare un raffronto con quell’epoca è difficile, certe cose bisogna viverle. Non so quanta verità ci fosse in più o in meno in quei tempi. Mi piace credere che nel nostro futuro andrà tutto per il meglio, comunque. Leggo e mi informo molto e vedo incongruenze nel racconto. Posso dire che vorrei persone come Rostagno per dare una sveglia ad un ambiente un po’ sonnolente. Bisogna lottare nella vita, le cose che si fanno vano fatte bene, vorrei sentire più passione. In tutto, non solo nel giornalismo.”

Carlo degli Esposti: “Parallelo velocissimo con l’attualità. I personaggi di questo film somigliano molto agli operatori delle ONG che in questi giorni vengono infangati. Vedo un parallelismo con gli articoli che cercavano di fermare Maltese”

Domanda ai Produttori: “Trovo somiglianze con Montalbano. Le novità continueranno con questo cliché?”

Eleonora Andreatta:”Maltese utilizza tanti generi per fare un grande romanzo. La cosa straordinaria di questa serie è avere personaggi a tutto tondo, complessi. La Rai ha dato prova di infinite possibilità di racconto del genere. Gli altri titoli presentati in questa stagione – compreso Coliandro che torna nella prossima stagione – credo abbiamo dato dimostrazione di declinare in maniera diversa il poliziesco. Per fortuna in Italia abbiamo una serie di scrittori capaci di caratterizzare i generi in maniera molto diversa”.

Domanda: “Mi ha colpito la sincerità di Kim Rossi Stuart sull’approccio alla sceneggiatura. Inizialmente si è posto con sufficienza, come accade a tutti gli attori cinematografici quando hanno a che fare con la fiction. Ma, parlando del personaggio, il poliziotto, in generale, ha dignità?”

Rossi Stuart: “Gli stessi strumenti si possono utilizzare in maniera diversa. Dipende dalla profondità, dall’accuratezza e dalle sfumature con cui i personaggi si rappresentano. Io torno dopo 13-14 anni di assenza dalla Tv – l’ultima produzione è stata “Il tunnel della libertà” – e sono stato molto contento.

La Conferenza Stampa finisce qui. L’appuntamento con Maltese è per lunedì sera in prima serata su Rai1.



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