“I delitti della salina” seconda puntata di venerdì 25 agosto su Canale 5


La miniserie "I delitti della salina" ha esordito su Canale 5 il 24 agosto. Ecco le anticipazioni della seconda puntata.

La miniserie “I delitti della salina” ha esordito su Canale 5 il 24 agosto. Noi vi abbiamo già anticipato ampiamente tutti i contenuti soprattutto quelli della prima puntata. Venerdì 25 agosto va in onda la seconda puntata di cui adesso vi anticipiamo la trama.

L’appuntamento è sulla principale rete Mediaset alle 21:20 con un cast che comprende tra gli altri l’attore Bruno Madinier (Franck Mercœur) noto al pubblico italiano per avere interpretato la serie poliziesca “Il commissario Cordier” in onda su La7. Come vi abbiamo detto nel cast ci sono anche Ingrid Chauvin (Marion Ravel), Frank Geney (Olivier Morel) e Dimitri Rataud (Jérôme Farche). La serie è ambientata al giorno d’oggi ma ci sono molti flashback nel passato e riferimenti anche allo scorso secolo in quanto accadono degli omicidi che ripercorrono le medesime dinamiche con cui sono accaduti quelli di 100 anni fa.

Nella prima puntata abbiamo visto come nella Clinica Psichiatrica gestita da Paul (Emmanuel Patron) e Catherine Creuzot (Virginie Pauc), una paziente che soffre di allucinazioni disegna molto spesso scene di omicidi che puntualmente poi accadono qualche giorno dopo. Ad indagare Marlon e Frank che si trovano dinanzi ad un caso estremamente complicato. Tutto diventa ancor più intricato quando viene ritrovata una mano mozzata nella salina in cui lavora un operaio con precedenti penali. Dalle indagini dei due poliziotti Marion e Frank si scopre che la mano appartiene alla bisnonna di Catherine scomparsa il 16 ottobre del 1918.

Poco dopo una seconda mano mozzata viene trovata nella stessa salina e il proprietario della clinica psichiatrica viene arrestato con l’accusa di istigare la paziente a disegnare scene di delitti.

i delitti della salina attori

Le indagini vanno avanti e si scopre l’esistenza di un serial killer che sta ripetendo in sequenza gli omicidi di 5 donne uccise nel lontano 1918.

Qualche mese dopo viene rapita Mathilde Viguier (Stéphanie Pasterkamp) una giornalista che sta facendo delle indagini personali sui casi dei delitti avvenuti. Mathilde riesce a fare un importante scoperta che però non ha il tempo di comunicare alla polizia. In particolare avrebbe voluto parlarne con Franck Mercœur con il quale in precedenza aveva avuto una relazione. Quando il procuratore Farche viene a sapere di questo rapporto tra Mathilde e Mercœur solleva quest’ultimo da ulteriori indagini sul caso. Ma Frank decide di continuare a cercare la soluzione per proprio conto e ben presto scopre che se la prima mano apparteneva alla bisnonna di Catherine, la seconda apparteneva alla bisnonna di Mathilde. E, fatto ancora più singolare, ambedue le donne erano state uccise nel 1918 dal serial killer.

 

Intanto Marion riceve un messaggio minatorio, ciononostante continuando le indagini scopre che le due mani delle persone scomparse nel 1918 erano state nascoste in una grotta per molti anni. Quando Marion e Frank arrivano alla grotta scoprono il cadavere di Catherine Creuzot con una mano mozzata, mentre la giornalista Mathilde è accanto al corpo in stato di shock.

E’ da qui che ripartono le indagini del poliziotto e dell’antropologa. La strada per scoprire l’assassino seriale è ancora lunga e piena di nuove insidie.

 L’arto amputato viene consegnato in un pacchetto a Mathilde Viguier, ricoverata in ospedale. La ragazza è terrorizzata. E, dopo essere stata aggredita da un tizio presentatosi come Adrien Creuzot, fugge impaurita in cima all’edificio e si schianta al suolo dopo un volo di sei piani. Mercoeur, che era sul tetto, è sospettato di averla spinta e viene arrestato. Ma una prova inconfutabile lo tira fuori dal carcere.

Attenzione: se non volete sapere come va a finire la serie fermatevi qui.

Alle saline viene trovata un’altra mano, appartenente alla bisnonna di Marion. L’antropologa, insieme a Mercoeur, trova un passaggio che conduce alla parte abbandonata dell’istituto psichiatrico.

Qui, molti anni prima, il padre di Paul Creuzot, Gabriel, vi aveva rinchiuso un ragazzo per “curarlo dalla delinquenza innata”. Le impronte digitali del giovane appartengono a Baptiste Sauvaget, amico d’infanzia di Creuzot e Mercoeur. Si scopre che Baptiste, tempo prima, aveva ucciso il vero procuratore Farche, ne aveva nascosto il cadavere nel cimitero assumendone l’identita’. Aveva così dato inizio al caso della mano bianca per vendicarsi di Paul Creuzot e Franck Mercoeur, responsabili della sua prigionia.  Baptiste attira i due amici nella grotta e cerca di ucciderli, ma muore a causa del fuoco da lui stesso appiccato…



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