Fuori onda, il ritorno di Labate e Parenzo su La7


La prima puntata della nuova stagione del talk condotto da Tommaso Labate e David Parenzo


Sono tornati “fuori onda” Tommaso Labate e David Parenzo. Dopo aver scaldato i motori con lo speciale del 23 dicembre, la coppia è ora impegnata a gestire  di domenica lo spazio che, durante la settimana, è occupato da Lilli Gruber con il suo Otto e mezzo.

In questo modo, la rete si assicura un commento quotidiano alle vicende politiche, domenica inclusa.

Per la prima puntata del 2016, Labate e Parenzo hanno ospitato in studio il Ministro degli Interni Angelino Alfano, per discutere sul tema “massoni e faccendieri mainacciano il governo?”

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Studio glaciale, il direttore di Libero Maurizio Belpietro in collegamento, la discussione ha virato anche sulla questione immigrazione, riguardo cui Alfano ha sottolineato di considerare una vittoria personale l’abolizione del reato di clandestinità. Il ministro ha ribadito che non gli si può chiedere di non tendere una mano a deboli e bambini ma poi, per non scontentare il suo elettorato, ha anche aggiunto che bisogna procedere al rimpatrio per chi lo meriti, valutando i vari casi.

Naturalmente, Alfano ha fatto Alfano, con lo stile che conosciamo grazie alle sue presenze televisive. Frasi preparate, monologhi che i due giornalisti Labate e Parenzo, pur tentando di ironizzare o stoppare, non sono riusciti ad arginare con efficacia.

Prima di cedere il posto in studio a Roberto Giachetti del PD, Alfano ha avuto modo di lanciare un ultimo slogan, cioè “si ai diritti, no alle adozioni da parte degli omosessuali”. Un argomento che è stato lasciato cadere nel vuoto: con Giachetti infatti, probabilmente affidandosi alla scaletta di puntata, i conduttori sono ripartiti da questioni interne al partito. Innanzitutto il tentativo del Partito Democratico di volgere a proprio favore la vicenda del sindaco di Quarto per “screditare” i 5 Stelle, poi la proposta del premier Renzi di poter licenziare entro 48 ore i cosiddetti fannulloni. 

La discussione ha virato nuovamente sui temi civili verso il finale di puntata quando, dopo un servizio sulla “grande bruttezza delle strade e dei cantieri romani, è stato proposto un intervento di Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte auspicava Giachetti come futuro sindaco di Roma, in quanto, a differenza di Marino, non avrebbe saltellato a favore di telecamera per celebrare nozze omosessuali. Ma per Sgarbi l’orrore non è certo l’omosessualità, quanto la celebrazione del matrimonio in sé come rito, a prescindere dall’orientamente delle persone coinvolte.

La puntata di Fuori Onda si è così conclusa con una nota di equilibrismo: a dispetto della dichiarazione irriverente di Sgarbi, Giachetti ha chiosato dichiarando che se esistesse una legge che li riconosce, celebrerebbe volentieri le nozze gay. L’ appuntamento con Fuori Onda è per domenica prossima.



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