Teo in the box, la recensione


Riflessioni sull'esordio del programma con il quale Teocoli è tornato in tv da protagonista


 La prima sensazione, dopo l’esordio di Teo in the box, programma andato in onda sabato 28 novembre su Rai3, è che sia stata mortificata la creatività artistica di Teo TeocoliLa nuova proposta della terza rete è apparsa come una sorta di docu reality strettamente legato alla realtà dei luoghi nei quali il protagonista si trovava.​ Il responso dell’Auditel è certamente influenzato dalla curiosità per il ritorno in video del creatore di Caccamo: 4,8% di share e 1.066.000 telespettatori. Attenzione al calo che potrebbe verificarsi nel secondo appuntamento.

In effetti il format del programma lasciava poco spazio all’improvvisazione e alla vis comicadi un Teo Teocoli che abbiamo visto in ruoli molto più significativi.

Il primo luogo dove i telespettatori hanno trovato Teocoli è stata una immensa nave di 360 metri. Il protagonista ha cercato di documentare le vacanze di un’ umanità in crociera descrivendola negli aspetti apparentemente più significativi del relax quotidiano e della vita notturna.

Così abbiamo conosciuto alcuni membri dell’equipaggio: dal comandante che ha anche messo Teocoli al timone della mega imbarcazione, a Sandy, fino a  Sofia, la hostess della nave che gli ha fatto da guida a bordo.Teocoli ha cercato di raccontarci le storie delle persone che ha conosciuto sulla nave: incontri fugaci, non c’è mai stato appeal, curiosità, o qualche altro sentimento emozionale che potesse avvicinare il telespettatore a quanto veniva narrato.

Circondato da una realtà che non conosceva, l’artista ha trovato difficoltà a tratteggiarla con la sua comicità e l’incisività delle sue battute Caccamo probabilmente avrebbe affrontato meglio e con maggiore incisività ironica le situazioni in cui si è trovato Teocoli .

Era lo stesso format, precostituito, a bloccare anche l’improvvisazione. A volte si aveva l’impressione di assistere ad un programma di una rete tematica. Ma qual è veramente il fine del programma,non è dato saperlo e difficilmente lo si potrà scoprire nelle prossime puntate.

L’artista non ha avuto modo di esprimersi nella prestazione di Teocoli: ad eccezione di qualche espressione del viso, come quando l’abbiamo visto nel ruolo di lavapiatti nelle cucine della mega nave, o quando ha tentato una timida imitazione di Adriano Celentano, non ci sono stati altri momenti umoristicamente godibili.

Ma spesso si aveva persino l’impressione di assistere ad una sorta di documentario, di quelli che vengono mandati in onda, ad esempio, in trasmissioni come Kilimangiaro. Insomma Teocoli appariva un turista tra i turisti che si incontrano fugacemente per qualche giorno e dei quali, dopo la conclusione della vacanza, non si ha più alcuna notizia,



One Reply to “Teo in the box, la recensione”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*