Frizzi, vi spiego i motivi del mio impegno nella maratona Telethon


Il conduttore si racconta in occasione della maratona Telethon


Inizia oggi la maratona Telethon, che coinvolge le reti Rai nella raccolta fondi a sostegno della ricerca sulle malattie genetiche. Ne abbiamo parlato con Fabrizio Frizzi, uno dei volti per eccellenza tra i conduttori che sostengono l’iniziativa, intervenuto alla conferenza di presentazione del progetto annuale.

Fabrizio Frizzi ci ha spiegato quanto senta la responsabilità di un simile ruolo. La responsabilità, ha precisato, la si sente sempre, anche quando si è alla guida di un semplice gioco destinato all’intrattenimento del pubblico.

Ma nel caso di Telethon, l’impegno è ancora maggiore: in questo caso infatti, prosegue, occorre fare attenzione alle sfumature della parole che si adoperano, ai toni, al modo in cui ci si approccia. E questo vale sia in studio, quando sono ospiti famiglie su cui gravano problematiche pesanti, che per chi guarda da casa: le malattie sono rare, chiarisce il conduttore, ma relativamente, perché colpiscono comunque molte persone.
Occorre dunque informarsi per quanto possibile e, soprattutto, avere tatto: misurare cioè il ritmo della conduzione, rallentare, scegliere bene i termini da utilizzare. Se un errore è fastidioso a prescindere, lo è ancora di più davanti a temi tanto delicati e tragicamente reali.
L’esperienza della lotta contro la malattia l’ha coinvolto in prima persona, quando nel 2000, fu chiamato personalmente a dare il proprio contributo.
 Fabrizio Frizzi ci ha raccontato la sua esperienza da donatore di midollo osseo, e l’urgenza dell’intervento che gli impegni professionali stavano dilazionando nel tempo. Ma la bambina alla quale il midollo era destinato, affetta da una grave forma di leucemia, era a rischio di vita immediato. Così Frizzi chiese che, eccezionalmente, l’operazione chirurgica alla quale doveva sottoporsi, fosse effettuata di domenica, unico giorno libero dagli impegni professionali. E quella bimba è riuscita a  salvarsi, anche se, in seguito, ha dovuto affrontare e, fortunatamente vincere, un’altra dura battaglia.
Infine, abbaimo chiesto al conduttore quali progetti televisivi lo attendono. E pare che, tra i programmi sperimentati, potrebbe tornare Gli italiani hanno sempre ragione.

Non solo: sembrerebbero esserci buone possibilità anche per Non sparate sul pianista, game show di prima serata in onda nel 2012. Il format prevedeva lo scontro di due squadre composte da tre vip che si sfidavano con i brani della musica leggera.



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