Luca Zingaretti, da Montalbano ai documentari del Pesaro Doc Fest


Luca Zingaretti


Luca Zingaretti sarà ancora direttore artistico del Pesaro Doc Fest, il Festival del Documentario sociale e di costume. Il Montalbano televisivo, per il decimo anno consecutivo è al timone della rassegna di documentari, che si svolgerà a Pesaro dal 24 al 26 giugno. Si tratta della seconda edizione nella città marchigiana, dove i cittadini hanno partecipato con un interesse inaspettato.

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Concluse le riprese dei due nuovi film del commissario di Vigata, prima delle vacanze, Zingaretti si occupa di quello che lui definisce un “genere poco frequentato in Italia”. Due in particolare saranno i temi intorno a cui si articolerà il festival: integrazione e terrorismo. L’attore ha chiarito i motivi della scelta nel corso della conferenza stampa di presentazione, svoltasi al Teatro Argentina di Roma.
“Si tratta di temi che ora scuotono le coscienze –ha spiegato– e se non li si vuole affrontare solo emotivamente, è necessario comprendere alcune dinamiche. Occorrono approfondimento e descrizione della realtà, proprio le caratteristiche del documentario”. E ancora: “Sento che molti non comprendono, perché mancano gli elementi base per capire il terrorismo; stessa cosa accade anche con i fenomeni migratori”. Insomma, scopo primario del Pesaro Doc Fest sarà “fare chiarezza” sulla contemporaneità.

Il progetto è nato dieci anni fa, quando Zingaretti aveva appena realizzato un documentario in Uganda in veste di regista: “Mi resi conto delle potenzialità che questo genere di racconto ha. Il documentario ha la funzione di riappropriarsi della notizia, del suo approfondimento e verifica in un momento in cui, invece, la notizia è veloce e, a causa della velocità, perde queste peculiarità fondamentali”.
Naturalmente, forte del riscontro ottenuto, non mancherà la proiezione di Fuocoammare come opera fuori concorso.

fuocommare

                                                      Fuocoammare

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A Pesaro arriveranno Paolo Mieli, il direttore de La Stampa Maurizio Molinari, il generale Franco AngioniCorrado Formigli e Diego Bianchi, che terrà un incontro in piazza in seguito alla promessa nata nello spogliatoio di “una sofferta partita”. Il conduttore di Gazebo ha documentato spesso le frontiere e i campi profughi, mentre Formigli invece è stato il primo giornalista italiano ad entrare a Kobane. Ospiti chiamati “per chiedere lumi perché hanno una competenza specifica”.
Ma ci saranno anche Cesare Bocci e la compagna Daniela Spada, per raccontare la storia di riabilitazione della donna in seguito a un embolo al cervelletto che l’ha colpita pochi giorni dopo il parto. Una vicenda dolorosa che, però, non ha fermato la coppia né la loro famiglia.

Nel corso della manifestazione, Zingaretti reciterà un monologo dedicato alle false convinzioni che circolano sull’immigrazione. Il progetto, ammette l’attore, potrebbe trovare spazio nei teatri, magari ulteriormente sviluppato. L’esempio è quello di The Pride, spettacolo sull’omosessulità con cui tornerà a teatro nella prossima stagione.



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