Linea bianca | puntata 23 marzo | Ossini sulle nevi dell’Abruzzo


Linea bianca | puntata 23 marzo | Ossini sulle nevi dell'Abruzzo. Un percorso che va da Sulmona a Roccaraso, da Ovindoli a Campo Felice.


 Linea bianca torna in onda oggi pomeriggio, sabato 23 marzo alle 14.00 su Rai1, con Massimiliano Ossini e Giulia Capocchi.

I due conduttori intraprendono un viaggio nel comprensorio sciistico delle “Tre Nevi”, in Abruzzo. Si parte da Sulmona e si arriva a Roccaraso, poi da Ovindoli fino a Campo Felice.
La puntata si apre a 2912 metri sul livello del mare. Massimiliano Ossini è sulla vetta del Gran Sasso d’Italia, in cima al Corno Grande, nella spettacolare cornice dell’unico ghiacciaio di tipo appenninico sopravvissuto, il più meridionale d’Europa. La parete est della Vetta orientale chiamata “il Paretone“, è aspra, rocciosa e incombe con un dislivello di circa 2000 m sulle dolci colline teramane

Con un ricercatore dell’Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia, si seguiranno le attività di monitoraggio del Massiccio del Gran Sasso: ci viene spiegato come una serie di antenne GPS che tagliano ortogonalmente il massiccio, sono in grado di seguire i movimenti della montagna. Inoltre, un sistema di sonde, potrà registrare i cambiamenti molecolari delle acque sotterranee appena prima dei terremoti. Una tecnica di prevenzione.
L’Abruzzo è una Regione ricca di storia. Con Ossini e i suoi ospiti i telespettatori intraprendono un viaggio che va da Roma a Sulmona, la città del confetto, specialità dolciaria tipica della città in provincia dell’Aquila dove esiste la più antica fabbrica del dolce.

Il confetto ha una storia antica, la sua fabbricazione intesa come moderna risale al XV secolo mentre si è evoluta come lavorazione artistica già a cominciare dallo stesso secolo.

Oltre alle mandorle prodotte nella valle Peligna e in Abruzzo vengono adoperate quelle provenienti dalla Sicilia, raccolte tra le province di Siracusa, in particolare la rinomata mandorla Pizzuta di Avola, e in Ragusa.

Si seguirà poi la filiera di produzione dello “zafferano dell’Aquila” D.O.P., un prodotto di qualità che viene coltivato nell’Altopiano di Navelli, tra i massicci del Gran Sasso, Sirente, Valle Subequana, Majella e Valle Peligna. Una coraggiosa spinta di rilanciare l’economia di una terra devastata dal terremoto, una lavorazione che rispetta la natura mantenendo vive la cultura locale e le antiche tradizioni d’Abruzzo, scrigno di preziosi tesori tutti da scoprire.

Si passa poi a Roccaraso, tra parchi e riserve naturali delle regioni Abruzzo e Molise.
Nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, si andrà alla scoperta di un interessante progetto per l’identificazione e la caratterizzazione dei boschi vetusti d’Italia: i piccoli lembi di bosco compresi nelle faggete di Fonte Novello, dell’Aschiero e del Frassineto di Valle Vaccaro, l’individuazione, la localizzazione cartografica e lo studio delle formazioni forestali vetuste.
Infine, ai piedi del massiccio del Velino, ad una quota compresa tra i 1.400 e i 2.000 metri di altezza, si visiterà il comprensorio sciistico di Campo Felice: 30 km di piste, 15 impianti di risalita, un sistema di innevamento artificiale che garantisce piste fruibili sino alla fine di aprile.

Poi si raggiunge una quota massima di 1.268 metri sul livello del mare, in viaggio a bordo della celebre “Transiberiana”d’Italia”, il percorso ferroviario che, secondo solo a quello del Brennero per altitudine, vanta il primato di ferrovia più alta e spettacolare d’Italia.



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