Alla salute | nell’attesa della messa in onda in tv vince al Biografilm Festival 2018


Alla salute | nell'attesa della TV vince il Biografilm Festival 2018. Il documentario nasce da un soggetto di Nicola Difino, Brunella Filì e Antonella Gaeta che ha curato anche la sceneggiatura. La vicenda racconta il difficile percorso verso la guarigione del quarantottenne Nick Difino.


Nell’attesa di andare in onda su una delle TV generaliste oppure sulla piattaforma Netflix, il documentario Alla salute di Brunella Filì, presentato al Biografilm Festival 2018, si aggiudica il premio della giuria e anche quello del pubblico. Le musiche del film sono curate da Vincenzo Deluci con la partecipazione di Roy Paci. Nelle ore successive ad un riconoscimento così importante abbiamo incontrato la regista che ci ha parlato del documentario e dei motivi che l’hanno convinta a firmarne la regia.

Come nasce un progetto così importante e delicato?

«Intanto abbiamo raccontato una storia vera, quella di Nicola Difino detto Nick, food performer e presentatore pugliese. Una persona che io conoscevo da tempo e che un giorno è venuto a trovarmi rivelando di essersi ammalato di linfoma non Hodgkin. Mi ha chiesto di voler filmare tutto il percorso della sua malattia con una telecamerina. Il suo desiderio sarebbe stato di realizzare un documentario che potesse anche infondere fiducia e speranza a chi purtroppo ha avuto problemi come lui».

Qual è il percorso che segue il docu-reality?

«Essendo Nick Difino un narratore del cibo, abbiamo deciso insieme di inserire nel racconto noti chef di fama nazionale che raccontano le proprie esperienze dinanzi ai fornelli, preparando un piatto a loro particolarmente caro».

Quali sono i temi di cui parlano gli chef coinvolti?

«Si interrogheranno su temi importanti come ad esempio la malattia, la qualità della vita, la ricerca stessa della felicità e soprattutto spiegheranno l’importanza del cibo durante la cura del cancro. Insomma il cibo sarà il filo conduttore che accompagna il protagonista verso la guarigione. Perché Nick ce l’ha fatta, è uscito dal tunnel e adesso vuole aiutare gli altri ad affrontare con coraggio e serenità i momenti bui della malattia».

Dunque il cibo può essere considerato una ricetta per la ricerca della felicità anche nella malattia?

«È esattamente così. Nick quando nel 2015 si è ammalato ha deciso che la sua malattia sarebbe stata un mezzo, un’opportunità per brindare “alla salute”. Il suo obiettivo era dimostrare che è possibile trovare la felicità anche con il cancro».

Prima di arrivare in TV ci sono altri progetti per il documentario?

«Innanzitutto ci saranno proiezioni in molti altri festival italiani. Ma abbiamo intenzione di far arrivare “Alla salute” anche negli ospedali, mostrarlo ai pazienti e organizzare incontri dedicati su temi specifici. Questo è un obiettivo sul quale stiamo lavorando in collaborazione anche con l’Istituto Tumori di Bari Giovanni Paolo II che ci ha supportato e sostenuto nel corso delle riprese».

Dove si sono svolte le riprese?

«Abbiamo girato tra Milano, Bari, Polignano a Mare, Monopoli, Fasano e Rutigliano. La Puglia è stata il set privilegiato di un prodotto che speriamo possa essere portatore di un messaggio positivo, di speranza e di coraggio per affrontare momenti difficili della vita».



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