Skam Italia, Bianca Nappi: nella serie i giovani raccontano se stessi


Bianca Nappi interpreta una ginecologa nella versione italiana di Skam, il teen drama norvegese che ha conquistato i Millennials di mezzo mondo. L'abbiamo intervistata scoprendo le peculiarità di quest'opera che promette di affascinare anche il pubblico italiano.


È disponibile sul sito ufficiale e su TimVision la prima puntata di Skam Italia e, in attesa dei prossimi episodi (in totale sono undici settimane, si riparte il lunedì, nda), scopriamo maggiori dettagli della versione italiana del format norvegese di successo. Ne abbiamo parlato con Bianca Nappi, tra gli interpreti adulti di un prodotto che ha per protagonisti gli adolescenti. La Nappi è intervenuta a Cortinametraggio, uno dei più importanti festival di corti in Italia e rampa di lancio di molti registi oggi affermati.La serie è realizzata dalla Cross Productions, la casa di produzione de «Il Cacciatore» che sta andando in onda su Rai2.

Bianca, ci introduce al mondo di Skam Italia?

Si tratta di una serie in cui al centro ci sono i teen agers, infatti ci sono soltanto due ruoli adulti, di cui uno interpretato da me, che dò volto a una ginecologa e, in una storia con questi protagonisti, può tornare utile conoscere una brava ginecologa che ti toglie dai guai o li previene.

Ci parla del suo personaggio e delle peculiarità di questa serie?

È un personaggio presente in tutte le serie di Skam. Nella trasposizione italiana del format norvegese, alcuni elementi inevitabilmente sono stati cambiati, adattandoli alle nostre problematiche. L’aspetto più interessante consiste nell’affrontare tutti gli argomenti che riguardano i ragazzi – dal sesso alla scuola e alla religione (una di loro è musulmana), passando per i rapporti coi genitori – e ogni stagione è dedicata, in particolar modo, a un personaggio.
Uno dei fattori che ha reso molto popolare Skam è la modalità con cui va in onda, ad esempio l’episodio iniziale è stato trasmesso alle 13.20 in quanto il personaggio compie qualcosa di specifico a quell’ora ed è un modo per entrare maggiormente nella vita. Se non si riesce a vedere in diretta, bisogna attendere la fine della settimana per poter recuperare l’intera puntata.
Per tutti i giovanissimi, ancor prima di cominciare Skam costituiva già un caso
.

È questo che l’ha portata ad aderire al progetto?

Sì, conosco da tempo il regista Ludovico Bessegato, che stimo molto e anche per questa circostanza ha messo in piedi un cast di attori molto giovani davvero di qualità (tra cui Ludovico Tersigni, Benedetta Gargari, Ludovica Martino, nda). E poi mi piaceva molto questo ruolo divertente e, al contempo, materno, con qualcosa di bizzarro.

Lei ha preso parte a diverse fiction e serie, qual è stata la sua impressione leggendo la sceneggiatura di Skam Italia?

È molto fresca e giusta poiché tiene effettivamente conto del target giovanile a cui è rivolta:infatti i protagonisti sono quasi tutti adolescenti. Questa serie ha uno stile di mimèsi rispetto alla vita, non ha sicuramente molti filtri. Non viene adottato un approccio da educandi o moralizzatori.

Ph Andrea Ciccalè

Cosa ne pensa del tipo di promozione e di interazione attraverso la rete (con video di lancio, whatsapp e non solo)?

Ritengo che sia già il presente, ma sempre di più sarà una modalità utilizzata nel futuro. Anch’io, pur non essendo un’adolescente da molti anni, seguo ciò che mi interessa online; immagino che tale pratica sia utilizzata da chi ha quindici o vent’anni in meno di me. Skam è la dimostrazione di un modo diverso di veicolare che è già una realtà fortissima.

Qual è il suo ricordo dell’adolescenza?

Ero come le ragazzine di Skam, curiosa, impaurita, sfrontata e coccolona. Penso che, salvo rari casi, le adolescenti si assomiglino tutte.

Che vuol dire, per lei, da artista, parlare ai ragazzi oggi?

C’è sempre una sola parola che vale nell’arte, tanto più se vuoi rivolgerti a un pubblico più giovane, ed è autenticità. I ragazzi, avendo meno filtri, sono più sensibili alla bugia. Noi adulti, a volte, siamo più abituati a mediare.

Per quanto riguarda i temi – come l’omosessualità – crede che ci sia stata un’evoluzione?

Certamente oggi non se ne parla più con quel misto di pruderie e trasgressione; sarebbe ridicolo che si avesse ancora quel tipo di approccio. Se un ragazzo di tredici anni, che magari scopre a quell’età la propria inclinazione sessuale, vedesse veicolare l’omosessualità come un problema non sarebbe per nulla costruttivo. In questo caso si può cogliere in Skam la serena accettazione di sé e degli altri.
Certamente di omosessualità è ancora necessario parlare, non è un caso che si continui a tenere il Gay Pride; così come esistono ancora i cortei femministi poiché è necessario farli
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Pensando al suo ruolo, forse la stessa educazione sessuale andrebbe ripresa e affrontata meglio…

Ahimè l’educazione sessuale non esiste, nelle scuole è carente, molte famiglie hanno timore di fornirla, purtroppo è un problema culturale. Magari Skam potrà fornire un contributo in tal senso: penso che sarà amatissima dagli adolescenti e spero che un pubblico diverso la guardi, anche solo per curiosità, e poi ci si affezioni.

Può anticiparci qualcosa dei suoi progetti futuri?

Nello specifico non ancora, ma sto valutando dei progetti in ambito cinematografico e televisivo.



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