Paola Marella: in Vendo casa disperatamente sono l’amica della porta accanto


Intervista all'architetto, interior design, conduttrice e mediatrice immobiliare che spiega la nuova edizione del programma


 Milano. La classe e lo stile di Paola Marella, passano anche da qui: dalla location scelta per la presentazione della nuova stagione di “Vendo casa disperatamente” (produzione Endemol Italia per Discovery Italia), in onda dal 5 novembre, ogni giovedì, alle 21.10 su Real Time, canale 31 del digitale terrestre, canale 131 e 132 in HD di Sky e canale 31 di tivùsat.

Una graziosissima teeria in Brera, noto quartiere nel cuore di Milano, dove l’architetto, interior design, conduttrice e mediatrice immobiliare, tra una tazza di the e un delizioso pasticcino, ci racconta tutte le novità del programma, in cui nuove sfide immobiliari, appartamenti da valorizzare e clienti da soddisfare metteranno di nuovo alla prova l’agente immobiliare più famoso ed elegante della tv.

Paola, ci siamo. Finalmente “Vendo casa disperatamente” torna…

Sono molto contenta anche io che questa avventura, giunta ormai alla sua sesta edizione, torni. Tra l’altro è stata richiestissima dal pubblico che ci segue e che ci è affezionatissimo.

Paola Marella

Perché, secondo lei, il programma e lei, soprattutto, riscuotete così grande successo?

In questo programma, in modo semplice e divertente, spieghiamo alle persone i trucchi per migliorare la propria abitazione con budget ridotti. Diamo consigli, mostriamo come anche piccoli interventi mirati possano dare nuova veste all’appartamento, proponiamo soluzioni facilmente realizzabili. Si potrebbe dire che entriamo letteralmente nelle case delle persone. E poi, diciamocela tutta: con “Cerco casa disperatamente” e “Vendo casa disperatamente” Real Time ha davvero lanciato una moda, un filone che ora tutti portano avanti. Ma noi siamo stati i precursori, e ne siamo molto orgogliosi.

Che differenza c’è tra “Cerco casa” e “Vendo casa”?

“Cerco casa” è il programma in cui sognavi grazie alle case meravigliose che venivano proposte, “Vendo”, invece, ha un valore più pratico, in quanto mostra dei restyling a budget contenuto che rendono però una casa vendibile.

Paola Marella è in giro per le vie di Milano e…

(sorride) Mi fermano, mi chiedono consigli. Le persone mi considerano come la vicina di casa, l’amica della porta accanto cui chiedere un parere, la soluzione di un problema. E questo mi piace molto, lo ammetto.

Quali le novità di questa nuova stagione?

Innanzitutto Andrea Spera, architetto romano e grande amico, che mi aveva già affiancata in “Cerco casa disperatamente”. Abbiamo un ottimo feeling, ci troviamo molto bene a lavorare insieme e soprattutto ci divertiamo. Altra novità è la presenza di un solo appartamento da ristrutturare per puntata. Nelle passate edizioni ce n’erano invece tre. Infine c’è l’Open day all’americana, una giornata dedicata ai potenziali acquirenti e che va in onda a fine puntata. Gli interessati all’acquisto della casa che abbiamo appena ristrutturato e che prima dei lavori avevano aspramente criticato sono invitati a vederla di nuovo. Verrà consegnato loro un questionario valutativo rispetto al nuovo aspetto della casa. Poi vedremo se riusciremo a concludere l’affare.

A proposito di affari, ne ha chiuso qualcuno in questa edizione di “Vendo casa…”?

Posso dire che l’appartamento che mostreremo nella prima puntata, e che era sul mercato da ormai nove mesi, dopo il nostro intervento è stato venduto in pochissimi giorni. Questo mi rende estremamente orgogliosa; significa che abbiamo fatto un buon lavoro (sorride).

E che casa era?

Una casa davvero in condizioni disastrose. Era abitata da un gruppo di quattro coinquiline. Quando l’ho vista mi sono messa le mani nei capelli. Tuttavia siamo riusciti a renderla un gioiellino, tanto che è già stata venduta. Non c’è che dire, è stata una partenza…super!

Mi dica che il motivetto che accompagnava il confronto tra il “prima” e il “dopo” c’è ancora…

No no, quel jingle non c’è più. Lo abbiamo reso più moderno, come del resto tutto il programma, totalmente rinnovato. Spero tanto piaccia.

In cosa troviamo questa modernità? In Paola?

Io spero di essere stata abbastanza moderna anche nelle passate edizioni… A parte gli scherzi, credo che la si troverà nel taglio e nel montaggio che abbiamo realizzato – e che non è opera mia, ovviamente – che è più veloce e dinamico. Inoltre le battute mie e di Andrea sono divertenti, un po’ alla Sandra e Raimondo…

Nel programma effettuate ristrutturazioni per dare nuova vita a una casa. In questi interventi quanto c’è di Andrea e quanto c’è di Paola?

C’è un mix, perché ci confrontiamo sempre molto. Io sono un po’ più tosta sui colori e a volte mi piace osare un po’ di più, anche perché secondo me il colore, paradossalmente, arreda molto di più di tante altre cose. Io preferisco un bel colore e molti meno oggetti che riempiano un ambiente, mentre Andrea è un po’ più tranquillo. Ma ci intendiamo e ci confrontiamo sempre comunque e molto. Siamo una bella squadra.

E “Vendo casa” cosa ci sarà per lei?

Ora mi godo il mio ufficio, se no non riesco a fare più il mio lavoro. Poi vedremo se il futuro mi riserverà altre possibilità lavorative in televisione. Adesso godiamoci questa sesta edizione di “Vendo casa…disperatamente”, che va in onda fino a Natale (sono in tutto sette puntate, ndr), poi l’anno prossimo ci penseremo.

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Lei è diventata una vera e propria icona di stile. Non le piacerebbe cimentarsi con la moda?

Amo molto la moda, ma è molto lontana dal mio ambito professionale. Mi diverte molto, lo ammetto, ma non sarei proprio in grado di occuparmene in veste di esperta. Ho una cugina che lavora nel campo del fashion, a lei chiedo consigli e spesso vado a curiosare in quello che fa. Ma diventare come Carla Gozzi mi sarebbe davvero impossibile.

Qual è il suo stile, Paola?

Sono molto classica, non amo gli eccessi. E non amo molto seguire la moda in senso stretto, le tendenze. Mi riferisco sia all’abbigliamento sia all’arredamento. Mi vesto classica e lascio il tocco eccentrico a un dettaglio come la borsa, la scarpa, il mio ciuffo bianco. Nel mio armadio non manca mai il tubino nero, naturalmente, ma neppure un bel jeans e una décolleté. E mi piace “vestire” la casa come faccio con me stessa. Amo molto i pezzi gli anni ’50 e ’70, come complemento d’arredo a una base tradizionale…



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