Andrea Castrignano: in Cambio casa, cambio vita interpreto i desideri degli italiani


Intervista all'interior designer che spiega come sono cambiati i gusti degli italiani nel ristrutturare i propri appartamenti


  “Fammi vedere che casa hai e ti dirò chi sei”. Andrea Castrignano, interior design e conduttore televisivo, è la mente di Cambio casa, cambio vita, il docu-reality in onda il mercoledì alle 23.15 su La5 (e in replica il sabato alle 14 e la domenica alle 9) e giunto alla sua sesta edizione. A consacrarlo al mondo televisivo, tuttavia, è stato un altro programma, Vendo casa disperatamente, condotto al fianco di Paola Marella, che ne è poi rimasta il volto, su Real Time.

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Andrea, siamo ormai arrivati a metà del percorso di questa sesta edizione di Cambio casa, cambio vita. Che effetto le fa aver tagliato questo traguardo?

È un traguardo molto importante, perché dimostra che il pubblico apprezza il lavoro mio e del mio team e ci segue sempre con grande attenzione e passione. E svelerò ora un segreto: non abbiamo ancora finito di registrare questa sesta edizione, ma abbiamo già iniziato a preparare la settima, che sarà messa in onda ad aprile 2017. Di questo vado molto orgoglioso.

C’è qualche novità sostanziale rispetto alle precedenti edizioni?

Il format rimane sostanzialmente lo stesso. Ciò che varia sono le storie, le case, le esigenze dei singoli clienti. Ogni narrazione è a sé stante. Ed è tutto un work in progress.

In ogni progetto Andrea Castrignano quanto riesce a mettere della sua vena creativa?

Io faccio la casa del cliente, non la mia, dunque ascolto la confusione che ha nella testa chi viene da me e cerco di interpretarla. Raccolgo le informazioni e cerco di descrivere e poi creare le sue aspettative. La casa è l’ambiente che ti racconta, non può non parlare di chi la abita. Diciamo che sviluppo per i miei cari committenti un vero e proprio viaggio sensoriale che possa coinvolgere tutti i sensi, utilizzando insieme al colore, che guida la scelta di materiali, forme, accessori e complementi d’arredo, anche fragranze e suoni che completassero ogni progetto per renderlo unico e personale.

Nelle sue varie “creazioni”, c’è una nota che ritorna, un suo “marchio di fabbrica”?

Sicuramente l’inserimento del colore è una connotazione che mi contraddistingue. La pima domanda che faccio ai miei clienti è: tu di che colore sei? Il colore è il più grande elemento di cambiamento, per cui è importantissimo individuare di che colore sia chi abbiamo di fronte. Quando si entra in una casa nuova, si entra in un mondo tutto nuovo, il cambiamento è molto forte, ti viene imposto un cambio di abitudini, di vita addirittura. Per cui è importantissimo che tutto ti rispecchi e parli di te che andrai a viverci. Se non ti sentirai un estraneo e la “convivenza” sarà insostenibile.

E se si trova di fronte un amante del total white?

Il bianco è un po’ privo di personalità e il total white non va più di moda. In questo caso, cerco sempre di far capire l’importanza di almeno un punto di colore. Ho vinto un sacco di scommesse con persone che non volevano farmi usare il colore. Ho detto loro: “Lasciami fare, se poi non ti piace a spese mie ritorniamo al bianco”. Non c’è mai stato qualcuno che non sia stato poi contento del mio lavoro. E questo, naturalmente, mi riempie d’orgoglio.

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Lei è anche un grande patito della “luce”…

Proprio così, ritengo fondamentale lo studio illuminotecnico per creare il giusto ambiente, la giusta atmosfera. Poi c’è anche la sartorialità nell’arredamento su misura. Nei pochi metri quadrati che abbiamo a disposizione dobbiamo far stare tutto e nel miglior modo possibile. Insomma, le case si disegnano su misura.

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Quel tocco che non deve mai mancare, secondo un interior design, in una casa.

Sicuramente un mobile di design, come un’opera d’arte alla parete, che è poi il vestito della nostra casa, insieme a tende e tappeti. Così una casa è davvero vestita. E non mi si dica che le tende portano via la luce. Chi lo ha detto che debbano coprire le finestre? Basta lasciarle aperte e far fare loro da cornice.

Qual è la stanza principale della casa, quella su cui i suoi clienti puntano maggiormente?

In assoluto il bagno. Che si desidera sempre più grande, che “ruba” metri quadri alle altre stanze. Soprattutto alla camera da letto, che viene sempre più sacrificata. E poi si tende sempre più spesso ad aprire la cucina sul soggiorno, dove si ricevono gli ospiti. La convivialità parte dalla zona giorno.

La tv ormai è entrata nel suo dna. Oltre alla settima edizione di Cambio casa, dobbiamo aspettarci qualche altro suo programma?

Certamente! Si tratta di Aiuto arrivano gli ospiti, un nuovo format che stiamo girando sempre per La5 e che andrà in onda in autunno o a inizio 2017. Qui la casa diventa l’elemento fondamentale per far vedere chi sei. Il cook e il design si sposano, si uniscono in un matrimonio che deve essere perfetto.

L’abbiamo conosciuta a Vendo casa disperatamente. Forse quel programma, a un certo punto, le andava un po’ stretto? È per questo che lo ha lasciato?

Non smetterò mai di ringraziare Real Time che mi ha permesso di essere conosciuto per la mia professione. Vendo casa è un programma che amo molto, ma ad un certo punto ho scelto un percorso personale, individuale, con un format mio, auto finanziato, che mi rappresenta a pieno. Nel frattempo era nata l’idea di essere autore di me stesso, quindi il passo verso Cambio casa è stato inevitabile.



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