Non è la Rai, su Mediaset Extra maratona per i 25 anni


La maratona che Mediaset Extra dedica ai 25 anni del programma cult Non è la Rai


Si inizia alle 10.30 del mattino fino a notte fonda: oggi Mediaset Extra festeggia i 25 anni del fenomeno televisivo degli anni ’90, Non è la Rai.

Ideato da Gianni Boncompagni e Irene Ghergo, il programma divenne un vero e proprio fenomeno di costume che lanciò le carriere di molte ragazze, in particolare di Ambra Angiolini.

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A sgambettare, cantare e intrattenere c’erano Claudia Gerini, Romina Mondello, Sabrina Impacciatore, Lucia Ocone, Nicole Grimaudo, Antonella Mosetti, Alessia Mancini, Alessia Merz, Miriana Trevisan, Laura Freddi, Yvonne Sciò, Antonella Elia, Veronika Logan, Maria Monsè e naturalmente Ambra Angiolini. All’epoca giovanissima, la Angiolini ne divenne anche conduttrice nelle ultime due stagioni.

Le prime due infatti, furono presentate da Enrica Bonaccorti e Paolo Bonolis.

In omaggio alla trasmissione divenuta simbolo della tv anni ’90 del paese, oggi Mediaset Extra propone una maratona di 16 ore  con il meglio di Non è la Rai. Dalle 10.30 del mattino fino alla prima serata, per poi proseguire in seconda serata con due speciali che ripercorreranno la storia del programma attraverso i racconti delle protagoniste. Inoltre, era il 1997, l’Uno contro tutti di Ambra al Maurizio Costanzo Show.

Il programma esordì il 9 settembre 1991, in onda in diretta dallo Studio 1 del Centro Palatino di Roma. Il debutto fu su Canale 5, poi lo show venne spostato alla rete giovane Italia 1, dove precedeva i cartoni animati del pomeriggio. La collocazione iniziale però, era a mezzogiorno.

Il fenomeno singolare fu che, mano a mano, le ragazze riuscirono ad oscurare i conduttori professionisti, finendo per diventare loro le protagoniste indiscusse.  E non a caso, poi sarebbe stata proprio una di loro ad assumere la guida: nel corso dei due anni precedenti infatti, il target di riferimento era cambiato, spostato dalle casalinghe ai più giovani.

ambra non è la rai

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Fu un varietà in cui ragazze poco più che adolescenti si esibivano in balletti, canzoni e giochi; molte di loro avrebbero poi trovato il proprio posto nel mondo dello spettacolo. Si trattava del primo show di intrattenimento  quotidiano delle reti Fininivest. La regia e le scenografie erano curate da Gianni Boncompagni, che ne scelse il nome ispirandosi al suo programma radiofonico No, non è la BBC (in seguito tornato ad essere Alto gradimento).

La terza e la quarta edizione vennero affidate ad Ambra Angiolini, che fu al centro di aspre polemiche: innanzitutto perché si disse che fosse “tele-guidata” dallo stesso Boncompagni attraverso un auricolare, poi perché alcuni movimenti femministi iniziarono a condannare il tipo di spettacolo che Non è la Rai offriva. Fu proprio a Non è la Rai che Boncompagni inaugurò quelle che poi furono definite “inquadrature ginecologiche” e che ancora oggi sono i pilastri di una certa tv guardona e pruriginosa.

Destò inoltre scalpore l’esternazione di Ambra a favore di Silvio Berlusconi: nel 1994, in piena campagna elettorale, durante un momento giocoso in cui fingeva di parlare con un diavoletto, disse che secondo il diavoletto, Satana teneva per Achille Occhetto mentre il Padreterno sosteneva Silvio Berlusconi.



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