Voyager-Speciale Cuore, 29 gennaio 2018, puntata in diretta


29 gennaio 2018. Ultimo appuntamento questa sera con Voyager-Ai confini della conoscenza, il programma di Rai 2 condotto da Roberto Giacobbo. In onda a partire dalle 21.10, si tratta della puntata che conclude il ciclo invernale.


Per l’occasione, Roberto Giacobbo si occuperà del cuore. Seguiamo la puntata in diretta.

La puntata comincia dall’Abruzzo, in esterna: dal lago di Scanno, tra il comune di Scanno e Villalago, la cui forma a cuore evoca grandi suggestioni.

La puntata va in onda dagli studi di Torino, dove Giacobbo ha condotto tante edizioni. Lo studio farà da raccordo tra i vari segmenti della serata.
Dopo aver riproposto alcune vecchie immagini, ecco che il conduttore spiega quanto vedremo: il cuore trattato in tutte le sue sfaccettature, sia come organo vitale che luogo dei sentimenti che condiziona le scelte. Ma anche il “cuore” del Gran Sasso e il cuore trapiantato: la puntata sarà all’insegna delle storie positive.

Tra i primi organi a formarsi nell’embrione, nel corso di un’esistenza il cuore batte circa 3 miliardi di volte. Assistiamo quindi all’ecografia di Sara, donna incinta che, insieme al compagno, ascolta per la prima volta il battito del loro bambino. Il momento viene condiviso con la telecamera, e Giacobbo sottolinea subito che la redazione ha saputo solo 24 ore prima che questo sarebbe stato possibile.

Si torna in studio per ascoltare la testimonianza di Cristina: la ragazza ha subito due trapianti di cuore, di cui il primo a 20 anni. Dopo il primo ha potuto studia, laurearsi, persino scalare il Monte Bianco; anni dopo però, subentra un rigetto cronico e Cristina si ritrova di nuovo malata cardiopatica.
Trovare un nuovo cuore si rivela difficilissimo, visto che era pure stato sviluppato un rigetto cronico: se non fosse arrivato un cuore entro 24 ore, Cristina sarebbe stata messo in coma farmacologico. Non ha perso la speranza, e infatti è arrivato nelle 24 ore.
Sentendosi in debito, Cristina è intenzionata ad aiutare chi dovrà affrontare un trapianto, dando sostegno durante la lunga attesa.

Attraverso una musica composta usando come metronomo il battito del cuore dell’artista, viene mostrato l’abbraccio tra due uomini: uno il padre di una bimba morta, l’altro il ragazzo che ha il suo cuore. Con lo stetoscopio, il poadre può ascoltare il battito del cuore della figlia.
Si rientra ancora in studio: stavolta il tema è l’arresto cardiaco.

In attesa di cunicoli ed elmetti da indossare, Giacobbo passa direttamente a mascherina e camice. Insieme al cardiochirurgo Massimo Massetti, assiste alla sostituzione di una valvola aortica: siamo al permesso speciale dei permessi speciali, addirittura in sala operatoria. Il conduttore infatti, sottolinea diverse volte che la signora operata, 80enne, ha dato il suo consenso alle riprese.
Troviamo poi il chirurgo in studio, per ripercorrere alcuni casi della propria carriera.  E il cuore degli atleti? Che sollecitazioni deve sopportare? Durante la competizione si attivano dei meccanismi che fanno aumentare frequenza cardiaca e forza di contrazione.

A proposito di sportivi, la storia di un pilota. Tazio Nuvolari: 62 vittorie in moto, 92 in auto, nel 1924 la sua auto perde una ruota ma lui riparte e continua la gara. La macchina camminava sui cerchioni, senza volante funzionante e senza seggiolino di guida: Nuvolari guidava mettendo un bullone sul volante, riuscendo persino a vincere la corsa.
Le auto guidate da Nuvolari sono esposte al museo di Torino. Al Gran Premio di Germania riesce a diventare primo in corsa: quando si ferma ai box per fare benzina e controllare i pneumatici, i meccanici ruppero l’impugnatura della pompa di benzina a causa dell’agitazione. Il pilota allora, a causa della perdita di tempo,perse posizioni: ripartito sesto, non molla comunque. Al punto da riuscire a tagliare il traguardo: dopo 4 ore di gara, Nuvolari aveva trionfato nonostante il malcontento di Hitler, nonostante non ci fosse nemmeno una bandiera italiana per onorarlo.

Dal “grande cuore italiano” di Tazio Nuvolari si passa al “gran cuore del Gran Sasso“. Si tratta del laboratorio all’interno della montagna, luogo in cui si svolgono esperimenti che studiano la materia oscura.
Zichichi ne propose la costruzione nel 1979, avviata nel 1982. La materia oscura, non emettendo radiazioni, ha una sua massa ma non una luce: non può quindi essere rilevata con gli strumenti tradizionali, motivo per cui  è stato approntato lo Xenon.
Grazie a una serie di chiavi da “permesso speciale”, Giacobbo attraversa la struttura. Si dirige verso l’esperimento Cuore, che misura un decadimento nucleare raro. In termini molto semplici, si ricerca un processo in cui vengono rilasciati due elettroni anziché quattro particelle: la ricerca aiuterà a capire come mai l’Universo sia fatto solo di materia e non di antimateria.

Ci spostiamo a New York, davanti al nuovo palazzo della Columbia University: l’ha progettato Renzo Piano, così come quello del New York Times. Giacobbo incontra il professore Eric Kandel, Nobel nel 2000 per le neuroscienze: il suo studio ha dimostrato come l’apprendimento determini un cambiamento nel modo in cui le cellule nervose comunicano tra loro, fatto mai riscontrato in precedenza.

Riproposto un vecchio servizio da Saint Denis sul cuore dei due re di Francia, si va a Roma: a Piazza del Popolo.
Percorrendo Via del Corso, il conduttore arriva Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo: qui venne portato il cuore di San Carlo Borromeo.

All’interno della Basilica, la reliquia con il cuore. Tuttora le donazioni dei fedeli sono spesso dei cuori, come quello d’argento che il conduttore mostra alla telecamera.

Si cambia argomento: c’è memoria nel cuore? Claire, in seguito al trapianto, ha iniziato ad amare la birra e provare attrazione per le ragazze piccole e bionde: proprio come il 18enne donatore, fidanzata con una ragazza bionda e bassina. In California un gruppo di ricercatori sta studiando i rapporti tra cuore e cervello, se i due organi comunicano tra loro: oggi sappiamo che i neuroni contenuti nel cuore hanno  breve e lunga memoria.
Il neuroscenziato a capo del progetto di ricerca racconta un episodio eclatante: una ragazza che ha ricevuto il cuore da un’adolescente come lei, iniziò ad avere indizi che la riguardavano. Ad esempio conosceva i colori con cui preferiva vestirsi. La ragazza cominciò ad avere informazioni, al punto da “vedere” l’uomo che aveva ucciso la sua donatrice: morta per omicidio, la ragazza ha così ottenuto giustizia grazie alla riapertura del caso.

La puntata si conclude qui: Voyager saluta i telespettatori.



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