Aldo Tirone: parla il volto storico di “Linea verde orizzonti”


Intervista ad un autore televisivo cher ha fatto la storia della tv e della Radio


Da circa quarant’anni il suo nome è conosciuto negli ambienti Rai, sia televisivi che radiofonici. Due trasmissioni a caso? Linea Verde, per la tv, da 24 anni e oggi collabora come consulente a Linea verde Orizzonti e Che lavoro fai?, per la radio, quest’ultima presente nei palinsesti fino a due anni fa dal 1998 e poi improvvisamente soppressa. Chi è il soggetto in questione di cui stiamo parlando? Aldo Tirone, direttore artistico di manifestazioni molto importanti nell’ambiente dello spettacolo (il mitico Cantagiro di Ezio Radaelli, Cantaeuropa, Festival del Reggae con Bob Marley), responsabile della formazione orchestrale del Festival di Sanremo, tra il 1988 ed il 1990, e autore di vari programmi radiofonici e televisivi.

 

Fra le trasmissioni televisive ricordiamo la su citata Linea Verde, Italia Mia, Sotto le stelle, Porto Matto, Uno mattina estate e poi è stato uno degli autori televisivi in occasione del Giubileo del 2000. Per Rai International, sempre come autore, ha realizzato La Giostra di Fine Anno ’97, una diretta di 22 ore con Renzo Arbore e Natale Insieme’98. Fra le trasmissioni radiofoniche ha ideato e condotto Taxi Taxi, Radiorisate, C’ero anch’io, una trasmissione sugli anni ’60 con Elsa Martinelli e Che lavoro fai?, l’ultima in ordine cronologico. Non dimentichiamoci che ha un passato anche come paroliere: ha scritto Daniela per Christian e La notte è fatta per amare, cantata da Catherine Spaak, tratta dall’omonimo film da lei interpretato come protagonista. Nel campo musicale si è occupato, all’inizio della loro carriera, della promozione radiofonica (per Bandiera Gialla e Alto Gradimento di Arbore e Boncompagni) e televisiva di artisti come Antonello Venditti, Claudio Baglioni, Riccardo Cocciante, Eugenio Finardi, Stephen Slacks, David Bowie, Lou Reed, Deodato e gruppi tra i quali Area, Jefferson Airplane. La sua fortuna è stata quella di essere approdato a Roma negli anni ’60. Ma quando arrivò nella Capitale, faceva tutt’altro. Era apprendista segretario d’albergo, presso un grande hotel internazionale: l’ha fatto per anni e lì ha avuto modo di conoscere personaggi che hanno fatto nel vero senso della parola la “Dolce Vita”, quella poi riportata sul grande schermo dal mitico Federico Fellini. Tra le sue conoscenze giovanili, il boss dei fotografi, Rino Barillari, che di cose ne ha viste veramente tante.

Aldo parliamo delle trasmissioni radiofoniche che ricorda con più piacere

Oltre a Che lavoro fai?, che ho ancora nel cuore, ricordo con piacere C’ero anch’io, una trasmissione andata in onda tra il 1998 ed il 1999, con Elsa Martinelli, che ricordava gli anni ’60. Io ed Elsa ricordavamo aneddoti sulle carriere di molti personaggi del mondo dello spettacolo, personaggi del calibro di Alberto Sordi, del press agent Enrico Lucherini, delle Sorelle Fontana, di Franco Califano e di tanti altri”.        

Ma in particolare ce n’è una che le è rimasta nel cuore, Che lavoro fai? Parliamone

Sì è vero, l’idea è nata per caso. Avevo condotto per 3 anni il programma radiofonico Taxi Taxi, dedicato al mestiere del tassista e alle storie che sulle loro macchine essi vivevano ogni giorno. E così, visto anche il buon esito di quell’esperienza, mi fu chiesto di allargare il programma a tutti gli altri mestieri. Ed è nato il varietà d’intrattenimento con inserimenti istituzionali, che prevedevano notizie sui concorsi e le possibilità di lavoro ed impiego, ma anche contrappunti musicali e novità dal fronte della formazione o iniziative del Ministero del Lavoro in fatto di occupazione. A condurre con me Che lavoro fai?, Cristina Bonadei e Marcellino Mariucci”.

Interessante un programma così che univa l’utile al dilettevole…

Che mestiere fai? diventava l’ennesima dimostrazione che quando un programma è costruito con intelligenza, si può fare intrattenimento ed informazione, peculiarità entrambe del Servizio Pubblico. Il programma proponeva interviste ai rappresentanti dei vari mestieri che presentavano al pubblico per mezzo di piccole scenette o di gag divertenti. Gli intermezzi musicali e le news istituzionali erano gli altri due ingredienti che davano vita ad un impasto che produceva un programma utile. Se per esempio ospitavamo un pilota, la canzone giusta era Volare di Modugno, mentre un medico poteva essere introdotto dal brano Buonasera dottore e così via. Naturalmente l’ossatura centrale del programma era data dall’intervista che gli stessi giovani che si affacciavano al mondo del lavoro potevano fare ai nostri ospiti che, a loro volta, raccontavano il loro mestiere e la loro professione, consigliando le mosse giuste da fare a tutti coloro che avrebbero voluto intraprendere la loro stessa strada. Ma poi, cosa importante, al termine di ogni puntata venivano elencati i numeri di telefono e gli indirizzi utili a chi fosse stato interessato a mettersi in contatto con enti o associazioni di categoria”.

E delle trasmissioni televisive quale ricorda affettuosamente?

Fra quelle che ricordo con più piacere e con più affetto le trasmissioni varie effettuate con la presenza del Santo Padre, il Papa Karol Wojtyla, Giovanni Paolo II. Momenti in dimenticabili e commuoventi che rimarranno sempre nella mia memoria”.

Ma torniamo alla sua trasmissione radiofonica preferita, Che lavoro fai?. Perché secondo lei è stata cancellata due anni fa dai palinsesti radiofonici se era così utile ai giovani per trovare loro un lavoro ed era anche un mix di intrattenimento e di informazione?

Il motivo, giuro, non lo conosco e vorrei tanto saperlo anch’io. Durante gli anni della programmazione di questo interessante ed utile programma per tanti giovani alla ricerca di prima occupazione, si sono alternati ben cinque Direttori di Rete. Ho iniziato Che lavoro fai? nel 1998 ed è andato avanti fino a due anni fa. Nessuno aveva mai criticato sul come questo programma fosse strutturato, anzi. Ora è stato soppresso dai palinsesti di Radiodue Rai. Eppure basta leggere gli articoli apparsi sulla stampa, erano tutti più che positivi e lodavano questa iniziativa. Mi farebbe veramente piacere che una trasmissione del genere fosse ripresa, tanto più che il momento di crisi che stiamo vivendo attualmente è abbastanza grave e ai giovani potrebbero essere dati degli orientamenti per l’inserimento nel lavoro”.

In tv ha ripreso Linea Verde Orizzonti. Quali novità ci aspettano?

In linea di massima il programma rimarrà invariato, la durata sarà più lunga, 50 minuti. Una parte sarà dedicata alla scoperta di bei borghi che abbiamo in Italia, mentre un’altra parte agli abitanti di quei borghi che presenteranno i prodotti locali”.

Progetti futuri?

Idealmente tanti. La mia mente è come un vulcano in eruzione; mi balenano sempre nuove idee, spunti per programmi. Speriamo che qualche progetto possa vedere la luce del sole. Se qualche Dirigente ancora mi ascolta, io sono pronto come un buon soldato a mettermi in marcia ed apportare ancora novità in radio ed in tv come ai bei tempi



One Reply to “Aldo Tirone: parla il volto storico di “Linea verde orizzonti””

  • Aldo Tirone

    sono Aldo Tirone autore storico di tanti programmi tv e radio. avendo una eta’ anta sono stato messo da parte dalla Rai senza capire il motivo. il mio curriculum sta sopra questo scritto e magari potere avere un incontr chiesto sia alla segreteria del direttore generale
    Campo dell’Orto o della Maggioni. Spero di ottenere un appuntamento per poter capire il perché di questo loro attegiamento.

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