Rai: le iniziative per rievocare “La grande guerra”


Il contributo della Teche Rai per ricordare il conflitto 15-18


A cento anni di distanza, la Rai si prepara a rievocare la Grande Guerra per farne comprendere le conseguenze e il significato che hanno avuto per l’Europa di oggi. Un grande progetto di respiro europeo, prodotto da Rai Educational, presentato con il filmato La Grande Guerra, realizzato in collaborazione con la Direzione Strategie Tecnologiche in tecnica stereoscopica e che sarà trasmesso in 2D sul Canale Rai Storia e in 3D sul Canale 501 RaiHD e sul canale 201 di TvSat.

Il video contiene il miglior repertorio degli archivi Rai digitalizzato in HD, i filmati originali dei campi di battaglia, insieme alle riprese in 3D effettuate nei luoghi degli scontri, nei sacrari, nelle valli d’alta montagna, lungo gli argini dei fiumi, nei forti e nelle trincee. Gli inserti originali sono stati trattati elettronicamente, restaurati e convertiti in 3D dalla Direzione Strategie Tecnologiche con il Centro Ricerche Rai che ha anche fornito le competenze tecniche per le nuove riprese in 3D; l’applicazione della stereoscopia 3D a documenti audiovisivi storici, con l’innovativa tecnica di image processing, apre nuovi scenari per la produzione documentaristica televisiva. L’uso dell’audio multicanale digitale 5.1 aumenta ulteriormente il coinvolgimento del telespettatore che si trova totalmente immerso nel fronte sonoro.

Un filmato costruito  per raccontare il Progetto 2014-2018 per il quale è stato siglato un protocollo d’intesa tra la Rai e la struttura di missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri con l’obiettivo di concordare e procedere insieme nelle commemorazioni del centenario.
Documentari, speciali, un appuntamento settimanale, filler quotidiani, restauro in HD di preziosi materiali d’archivio, un portale dedicato: Rai Educational, dal 28 giugno 2014 all’11 novembre 2018 racconterà il primo conflitto mondiale, giorno per giorno. L’Europa intera per 1599 giorni  si trovò travolta da un conflitto sconvolgente, diverso da tutti quelli che lo avevano preceduto, nel quale consumò tutte le energie che aveva a disposizione bruciando un’intera generazione.

Sono 4 miliardi le missive vistate dall’ufficio censura dell’Esercito italiano; quattro miliardi di lettere: saluti, suppliche, rimproveri, addii, baci, lacrime, raccomandazioni, sentimenti che i soldati italiani scambiarono con le loro famiglie e che ora sono documento eccezionale ed unico del fronte che dal confine con la Svizzera arrivava al mare Adriatico, a 30 km da Trieste.

Per realizzare questo progetto sono stati già firmati accordi di collaborazione e convenzione con la Fondazione Museo Storico del Trentino, l’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, l’Archivio Centrale dello Stato, ma molti altri accordi si stringeranno, con enti e con privati cittadini, per trasformare il canale Rai Storia e il portale www.grandeguerra.rai.it nei luoghi privilegiati per la conoscenza e la memoria sulla Grande Guerra.
A quella guerra, che nessuno sembrava volere ma che tutti stavano preparando, fatta di  mobilitazioni di massa, strategie militari, armi distruttive di nuova concezione, a quei confini e ai suoi territori, saranno dedicati numerosi documentari storici, tematici e biografici.
Si sono appena concluse le riprese del primo documentario dal titolo Costruendo il fronte di guerra, prodotto in convenzione con la Fondazione Museo Storico del Trentino. Si tratta del racconto della situazione in Italia ed in Europa dal 1900 sino al 28 giugno del 1914 e delle fortificazioni che Austria e Italia, sin dalla fine della II guerra d’Indipendenza, costruiscono lungo  i confini. Stanno, inoltre,  per iniziare le riprese del secondo documentario, biografico, sulla figura di Cesare Battisti, il martire per gli italiani, il traditore per gli austriaci, l’uomo che meglio rappresenta le contraddizioni delle terre di confine.
A seguire, La Battaglia delle Alpi, una serie internazionale sullo scontro tra Regno d’Italia e Impero Austro-Ungarico, il fronte più duro e più difficile dell’intero conflitto, una guerra di tecnologie, di strategie, ma soprattutto di uomini; la serie sarà coprodotta da Rai e ORF, la televisione pubblica austriaca per raccontare, a distanza di cento anni, la guerra che ci ha visto contrapposti.
Grande spazio sarà dedicato anche alle storie minori ma universali e affascinanti, come la Legione d’irredenti, italiani del Trentino e del Friuli richiamati alle armi dalla monarchia asburgica e inviati in Galizia, contro i Russi, nel luglio del 1914. La guerra per tanti italiani comincia già allora. Italiani prigionieri in Russia, che assistono alla caduta dello Zar e alla rivoluzione che combattono contro l’Armata Rossa cercando scampo nella delegazione italiana in Cina e che tornano in Italia solo nel 1920, moderni Ulisse dimenticati dalla storia e ignari del paese che avrebbero ritrovato.

Sul portale www.grandeguerra.rai.it  è possibile vedere filmati, gallery fotografiche, testimonianze, il calendario dei principali eventi.
Rai Storia è inoltre impegnata, insieme alla direzione Rai Teche, nel restauro in HD di preziosi documentari custoditi negli archivi. In occasione del 95° anniversario della fine della guerra, a novembre andrà in onda, restaurata in alta definizione, La grande guerra di Hombert Bianchi, la serie prodotta e trasmessa dalla Rai nel 1965.

A guidare le iniziative di Rai Storia, in questo percorso di conoscenza e comprensione de La  Grande Guerra, ci sarà un testimone d’eccezione,  lo scrittore e autore televisivo Carlo Lucarelli, appassionato cultore e conoscitore di questo particolare periodo storico. Sarà insieme a lui, grazie alla sua sensibilità ed esperienza, che verranno selezionate le corrispondenze più emozionanti e significative dei soldati al fronte che costituiranno un appuntamento quotidiano. Carlo Lucarelli introdurrà tutti i documentari e gli speciali di approfondimento dedicati al primo conflitto mondiale.

Questa è una delle tante iniziative della Rai che, attraverso i canali tematici e Rai Storia, in particolare, fa conoscere il passato alle giovani generazioni.



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