Claudia Gerini: vorrei fare un varietà tv come autrice e conduttrice


Il sogno nel cassetto dell'attrice adesso sul set di "Tutta colpa di Freud"


Un abitino stretto colore dei suoi occhi, i tacchi a spillo, i capelli biondi, di un biondo caldo, con le onde, a citare un po’ gli anni Cinquanta.  Così Claudia Gerini ieri al Teatro dell’Opera di Roma, dove per due giorni Paolo Genovese girerà scene del film completamente in lavorazione a Roma, dopo un set a New York.

“Tutta colpa di Freud”, il titolo. Una commedia, prodotta da Medusa e realizzata da Lotus Production. Un film con un budget consistente, come ormai non molto spesso accade (costerà 6 milioni di euro, quantifica l’ad di Medusa, Gian Paolo Letta, e uscirà nelle sale il 23 gennaio prossimo). E con un cast importante: Marco Giallini, Vittoria Puccini, Anna Foglietta, Laura Adriani, Alessandro Gassman e, appunto Claudia Gerini. Che torna al genere di film che l’ha resa celebre. Ma che, ci dice, pensa da tempo a una nuova esperienza.
Signora Gerini, quale coniglio le piacerebbe tirare fuori dal cappello?
“Vorrei fare un varietà, un varietà televisivo. Non solo condurlo, ma esserne l’autrice. Un varietà al femminile, con un largo spazio musicale. Un progetto già scritto, ma non definito. Ci vuole un piccolo schermo delle donne. Anche se in realtà io, sul piccolo schermo, guardo principalmente i programmi d’informazione”.
E’ sfumata la sua partecipazione a Miss Italia, quest’anno tormentatissima dopo il divorzio Rai?
“Un’idea in stato di bozzolo. Mi aveva chiamata Castellitto, poi non se n’è fatto più nulla”.
Nel film di Genovese lei è una donna misteriosa, che ogni giorno incanta il protagonista, il barbuto psicanalista Marco Giallini, soltanto passando sotto le sue finestre. Ci sveli qualcosa in più del suo personaggio.
“Questo ruolo è un’occasione nuova per me. Claudia è una donna sicura di sé, fredda, elegante, accompagnata sempre dal suo cagnolino. Di lei sappiamo poco, perché la vediamo sempre attraverso gli occhi dell’analista. Il quale si tende una trappola da solo. La figlia più piccola, diciottenne (Laura Adriani, ndr), si è innamorata di un uomo sposato (Gassman) che ha cinquant’anni. Così lui cerca di riannodare il legame tra moglie e marito sottoponendoli alla terapia di coppia. Ma lo scopo vero è allontanare il piacione dalla figlia. Solo all’ultimo però scopre che la moglie è proprio l’affascinante signora che guarda passare ogni giorno”.
Il personaggio di Giallini nel film si dedica molto, da professionista e da papà, anche alle altre due sue amate figlie, una innamorata di un sordomuto che ruba i libretti d’opera lirica nella sua libreria, l’altra omosessuale che però si impunta a diventare etero. Tre complicate vicende di diversità – d’età, sessuale e di  censo – che il lettino di Freud dovrebbe sbrogliare. Ma lei, signora Gerini, si è mai sdraiata su un lettino del genere?
“Sì. Ho avuto momenti molto difficili, la psicanalisi mi ha aiutato a conoscermi e a capire la strada che dovevo prendere. Per tre anni ho fatto la junghiana, poi quella cognitivista. Mi sono servite. Avendo tempo e denaro, questa cura è un regalo che una persona fa bene a concedersi”.
Lei ha anche conquistato una cintura nel taekwondo. Anche lo sport utile alla difesa personale fa bene alla psiche?
“Mi aiuta a mantenere l’autocontrollo. Da quando sono diventata madre rafforza la mia determinazione a proteggere, attraverso me stessa, i miei cuccioli. Praticare per oltre quattro anni le tecniche di autodifesa mi ha messo in condizione di essere pronta, reattiva”.
Ma si è mai trovata in condizione di pericolo?
“No, ma in quelle in cui bisogna usare la razionalità per stare calmi. Poi, parecchi anni fa, sono stata vittima di stalking telefonico. Peccato che non si possa picchiare attraverso la cornetta. O il cellulare”.


Che ne dice di “Tulpa”, il film diretto dal suo compagno Federico Zampaglione?
“E’ il secondo film girato con lui. Un ruolo diverso dai soliti, una pellicola a bassissimo costo che ci siamo divertiti a fare. Io non sono solo attrice da commedia, sono attrice e basta. Tulpa sarà distribuito in Usa, il pubblico estero ci ha premiati. Più di quello italiano, forse non abituato all’horror”.
In “Indovina chi viene a Natale?” di Fausto Brizzi, che uscirà a dicembre, è accanto alla sua prima figlia, Rosa Enginoli.
“Nel copione c’era una parte per una bambina di nove anni, appunto come la mia. E poiché da un anno e mezzo segue un corso di teatro e le piace molto recitare, l’ho proposta. Detto fatto, Rosa è venuta sul set con la sua mamma. Bellissimo”.



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