Altri tempi: parla la protagonista Vittoria Puccini


Intervista all'attrice che interpreta il ruolo di una prosituta


Vittoria Puccini è la protagonista della miniserie Altri tempi che va in onda domenica 13 ottobre e lunedì 14 in prima serata su Rai1. Il prodotto è considerato uno dei punti di forza della attuale stagione televisiva della fiction di viale Mazzini.  La vicenda, attraverso il personaggio immaginario di Maddalena interpretato dalla Puccini, è incentrata sulla lotta della senatrice Lina Merlin per ottenere, nel 1958, la chiusura della case di tolleranza in Italia. Nel cast anche Stefania Rocca e Mattia Sbragia. Benedetta Buccellato è la senatrice Merlin. La regia è di Marco Turco. La Puccini anticipa alcuni contenuti della fiction e svela le sue sensazioni a riguardo.

 Ci racconta il personaggio di Maddalena?

Maddalena Benti non è nata prosituta. Sono stati i casi drammatici della vita a portarla nell’inferno delle case chiuse dell’epoca. Da ragazzina, infatti, aveva perso tutta la sua famiglia nell’incendio della tipografia del padre. Rimasta sola ha ceduto alle lusinghe di un avvocato sperando potesse aiutarla. Invece, l’uomo, dopo averla messa incinta l’abbandona. La necessità di provvedere a se stessa e alla bambina che nasce, insieme ad altri eventi, la costringono quasi a fare il mestiere.

Quale aspetto di Maddalena l’ha colpita di più convincendola ad accettare il ruolo?

Innanzitutto la possibilità, come attrice, di interpretare un personaggio femminile dai 16 anni fino  all’età matura. E’ una scommessa, una prova che per me è stata molto significativa perchè amo confrontarmi con ruoli molto differenti. Maddalena è poco più di una bambina quando inizia la sua storia. Alla fine la ritroviamo maitresse del più noto bordello italiano ed è una donna molto differente e non solo fisicamente.

Che opinione si è fatta del suo personaggio?

Io l’ho sempre vista come una vittima, una donna che aveva bisogno di credere in un’idea che alla fine si rivela solo un’illusione. Quando da prostituta diventa tenutaria del bordello dove aveva lavorato, Maddalena vuole essere una maitresse illuminata che si prende cura delle ragazze sotto tutti gli aspetti, soprattutto quello sanitario. Ma alla fine si rende conto di aver sbagliato tutto. E si affianca alla senatrice Merlin nella sua battaglia per la chiusura delle case di tolleranza.

Vuol dire che c’è un substrato di grande umanità in questa serie?

C’è un grande carico umano in ogni personaggio e i telespettatori lo avvertiranno subito. Tutte le ragazze che lavorano al Raffaello, la casa di tolleranza di cui Maddalena riesce ad avere la gestione dopo averci lavorato come prostituta, hanno alle spalle situazioni personali drammatiche che vanno dalla povertà alle disillusioni d’amore.Ognuna cerca un riscatto e sogna una vita migliore. Ma nel frattempo stringe i denti e va avanti.

Una scena della serie

Quali sono state le scene più difficili da girare?

In moltissime giornate di lavorazione eravamo mezze nude sul set, dalla mattina alla sera, per ovvi motivi di copione. Ma a parte la considerazione che tutti gli uomini coinvolti nelle riprese sono stati sempre molto rispettosi nei nostri riguardi, tutte noi attrici siamo riuscite a creare tra di noi un clima di amichevole complicità che ci metteva a nostro agio.

Vuol dire che è stato difficile entrare nella parte di Maddalena?

Io, durante tutte le riprese, ho cercato sempre di non uscire mai dal personaggio, di non dare mai giudizi sul suo operato. Una sola volta mi è capitato e confesso, di essersi stata male. Ma alla fine ho visto la miniserie e, sinceramente, non me la sono sentita di condannare Maddalena. Lei non è certo un’eroina, è una donna con chiaroscuri nella sua personalità. E questo è un elemneto di grande modernità suggerito dalle serie statunitensi nelle quali il confine tra il bene e il male non è più netto e definito come una volta.

Possiamo parlare di “Altri tempi” come di una fiction al femminile?

Certamente. Tutte noi attrici che lo abbiamo interpretato abbiamo avvertito di avere a nostra disposizione un’occasione unica: sentirci, per una volta contemporaneamente donne e interpreti. L’una non poteva prescindere dall’altra. Questo ha garantito al racconto televisivo l’autenticità dei sentimenti e delle passioni

Quali sono stati gli aspetti legati alle case chiuse di un tempo che l’hanno colpita maggiormente?

Soprattutto la mancanza di libertà. Le prostitute venivano schedate dalla Polizia e automaticamente perdevano tutti i loro diritti.Veniva loro preclusa non soltanto la libertà ma anche la possibilità di rifarsi una vita, una volta abbandonato quel lavoro. Lo testimoniano le moltissime lettere, scritte da prostitute, che arrivavano alla sentarice Merlin. In quelle missive veniva raccontata una realtà fatta di patimenti, abusi, violenze, condizioni igieniche precarie, cattive condizioni di salute.

Infine: il suo personaggio è totalmente di fantasia?

Si, ma è ispirato alle storie contenute nelle lettere scritte alla Merlin. Tutte le vicende personali delle ragazze presenti nella miniserie sono tratte da quelle missive a testimonianza di una realtà molto dura e drammatica.



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