Dino Zoff a “La tribù del calcio”: io meglio di Buffon”


Torna il programma sportivo con un'intervista al portiere di calcio del 1982


Un’altra intervista ad un altro grande campione. Dopo Gigi Buffon è la volta di Dino Zoff che questa sera, venerdì 18 ottobre, si confessa all’interno del programma La tribù del calcio in onda di nuovo su Premium Calcio alle ore 24.00. La rubrica, all’esordio nella sua quarta stagione, è curata da Paolo Ziliani.

 Dino Zoff, l’ex portiere di Juventus, Napoli e Nazionale, a proposito degli inizi di carriera, dichiara: “Non tutti sanno che ai tempi del Mantova mi aveva comprato il Milan. Era tutto fatto, poi all’ultimo giorno ballavano 5 milioni e non ci fu modo di mettere d’accordo i due club. Così finii al Napoli, e fu una fortuna”.

A proposito dei Mondiali vinti dall’Italia nel 1982, l’allora numero uno della Nazionale dichiara: “Non c’è appassionato di calcio che non mi chieda come feci a parare il colpo di testa di Oscar nel finale di Italia-Brasile. E lo ammetto: quello fu un momento terribile non solo per i tifosi italiani, ma anche per me. Mi distendo per tutta la mia lunghezza e tengo la palla lì sulla linea, senza fare il gesto di respingerla, perché il movimento del braccio – a rientrare – potrebbe ingannare l’arbitro. Tengo la palla lì ma vedo i brasiliani che esultano come fosse gol, cerco l’arbitro e non lo vedo: secondi terribili. Poi vinciamo il Mondiale e io, è vero, festeggio restandomene in camera con Scirea. Tutti mi chiedono di andare a ballare. Secondo voi io vinco un mondiale a 40 anni e vado a ballare?”

Sugli anni passati sulla panchina della Juventus, Dino Zoff dice: “Divento allenatore della Juventus e nell’89-90 e con una squadra modesta vinco Coppa Italia e Coppa Uefa. Pensate che stagione fu quella! Eppure, la società non mi riconfermò per puntare su un allenatore che era un prodotto giornalistico (Luigi Maifredi, ndr). Ma era una novità, portava lo champagne e allora il buon barbaresco che avevi in casa non andava più bene. No dico, vi rendete conto, puttana Eva?”.

Infine, a proposito del paragone con Gigi Buffon, Zoff dichiara: “Non mi offendo certo se qualcuno dice non sono stato io il miglior portiere italiano di tutti i tempi: c’è chi mi ha preferito Maifredi come allenatore, ormai non potrei più offendermi per nulla. Ma a chi sostiene che Buffon è stato un portiere più bravo di me dico di no, il più bravo sono stato io”.

Inoltre, La tribù del calcio propone un’intervista a Chantal e Alessandra Borgonovo, moglie e figlia di Stefano, che a 4 mesi dalla scomparsa ricordano il marito, il padre e il calciatore che è stato. Infine, una clip dedicata all’eterna sfida tra Milan e Barcellona, in vista della Champions League, uno speciale alla scoperta dei segreti del Bayern Monaco e gli imperdibili cartoons del calcio. Da questa stagione, oltre che su Premium Calcio, la “Tribù” sarà visibile anche in chiaro sabato alle ore 19.00 su Mediaset Italia 2 e lunedì alle ore 21.30 su TgCom24.



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