I 60 anni della tv: Studio 1


Il mitico varietà di intrattenimento con le gemelle Kessler


Studio Uno è stato un programma televisivo di varietà trasmesso allora sul Programma Nazionale fra il 1961 ed il 1966. La primissima puntata andò in onda il 21 ottobre 1961, l’ultima il 25 giugno 1966 per un totale di 55 puntate. E’ entrato nell’immaginario collettivo come prototipo dello spettacolo di intrattenimento “leggero” della televisione in bianco e nero degli anni ’60.

Grazie anche al regista Antonello Falqui, Studio Uno segnò l’inizio di una nuova era per il varietà e la televisione iniziò a parlare un nuovo linguaggio. Scompaiono le scenografie sfarzose e le inquadrature mostrano per la prima volta telecamere, giraffe ed altri strumenti tecnici. Il regista, reduce da un viaggio negli Stati Uniti, dove ha potuto esplorare le nuove frontiere dello spettacolo leggero, mette a frutto ciò che ha imparato e manda in onda un programma caratterizzato da un perfetto medley tra sketch, canzoni,balletti ed ospiti. Comici e ballerine si muovono su spazi grandi ed essenziali, valorizzando la mimica e le coreografie. Ad accompagnare i cantanti ospiti nelle esibizioni rigorosamente dal vivo era l’orchestra diretta da Bruno Canfora.

A condurre la prima edizione e quelle del 1965 e 1966 è stata la “signora dello spettacolo” per eccellenza, Mina, che sfoggiò abiti lunghi e generose scollature. Nell’ultima stagione la trasmissione venne divisa in quattro cicli da cinque puntate ciascuna e ogni ciclo comprendeva una primadonna diversa: nei primi tre Sandra Milo, Ornella Vanoni e Rita Pavone; nell’ultimo, a concludere la serie, nuovamente Mina.

Il varietà, che prendeva il nome dallo Studio 1 del Centro di Produzione di Via Teulada, a Roma, dove lo show veniva registrato, registrò un grande successo di pubblico e di critica, grazie, per l’appunto, alle innovazioni apportate dal regista Falqui e dal produttore Guido Sacerdote: niente scenografie sfarzose ma semplicità di spazi ampi arredati con la possibilità di movimenti e cambiamenti di scena a vista, per favorire la partecipazione degli ospiti d’onore e l’esecuzione di spettacolari balletti: determinante risultò l’apporto dello scenografo Carlo Cesarini da Senigallia.

Tanti autori, nella redazione dei testi, si sono alternati nelle varie edizioni: ricordiamo Dino Verde, Castellano e Pipolo, Lina Wertmuller, Guido Sacerdote. Studio Uno è stato un trampolino di lancio per tantissimi attori, soubrette, cantanti che poi hanno fatto tutti una brillantissima carriera. Fra i tanti Don Lurio, ideatore delle coreografie della sigla musicale della prima edizione, Da-da-un-pa cantata e ballata dalle Gemelle Kessler, Marcel Aumont (entertainer di statura internazionale), Mac Ronay (stravagante mimo e prestidigitatore francese che chiudeva i suoi sketch con Hep!), il corpo di ballo delle Bluebell Girls, i ballerini Paolo Gozlino ed Elena Sedlak, il Quartetto Cetra e ancora Luciano Salce, Lelio Luttazzi, Rita Pavone, Milly, Raimondo Vianello, Sandra Mondaini, Emilio Pericoli, Paolo Panelli, Walter Chiari, Zizi Jeanmaire, Dany Saval, Caterina Caselli, Franca Valeri.

La vera rivelazione della trasmissione fu, comunque, Mina, spigliata padrona di casa che, a prescindere dalle indubbie capacità vocali, dette vita alla rubrica L’uomo per me con brillanti duetti con grossi ospiti del calibro di Totò, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Rossano Brazzi, Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni, Peppino De Filippo, Vittorio Gassman, Alberto Sordi.           

    



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