Daniele Carta Mantiglia: “io unico italiano scelto da Polanski”


Intervista al giovane artista italiano scelto per Le bal des vampires


Classe 1992, diploma al Liceo Classico, Daniele Carta Mantiglia, approda sui palcoscenici internazionali nello spettacolo del premio Oscar Roman Polanski “Le Bal des Vampires”, adattamento in musical del film cult “Per favore, non mordermi sul collo” del 1967, che per la prima volta sarà rappresentato in Francia.

Dal 16 ottobre Carta Mantiglia sarà al Theatre Mogador di Parigi, nel ruolo di Alfred, interpretato nella versione cinematografica da Roman Polanski stesso. Daniele è l’unico protagonista italiano, non di madrelingua francese. Lo abbiamo incontrato.

Ci dice, innanzitutto, come è arrivato a Parigi e a Polanski?
“Grazie ai bandi pubblici che la produzione aveva divulgato. Una amica mi ha segnalato le audizioni. Dopo una prima fase di preselezioni con materiale inviato via web, sono arrivate le tre convocazioni  a Parigi fino al final call back, dopo il quale mi è stato comunicato che avevo ottenuto la parte”.

Come è stato l’incontro con il regista?
” L’ho sempre considerato un artista, è un genio, un mito. E le mie sensazioni sono state confermate. Infatti si è sempre dimostrato una persona semplice, molto auto ironica, rispettosissima dei ruoli e delle funzioni di tutti. Alla conferenza stampa, alla domanda di un giornalista che chiedeva perché aveva deciso di non interpretare lui stesso Abronsius (uno dei protagonisti) la sua risposta è stata: c’è molto testo da imparare e inoltre io non sono in grado di cantare”.

Quando ha cominciato il suo percorso nel mondo del musical e dell’arte?
“Il mio avvicinamento al mondo dello spettacolo ( musical, teatro, cinema) è nato proprio dalla musica. I miei nonni mi hanno iniaiato al  genere classico. Fin da piccolo ascoltavo Mozart, Beethoven, Bach, Händel, Vivaldi. La passione per la musica è il leit motiv di tutta la mia famiglia. Mio padre, senza aver mai studiato, suona il pianoforte in modo sorprendente: ed è stato un ulteriore stimolo per me.  Successivamente, ho incontrato il teatro e il primo impatto è stato al Teatro Sociale di Mantova, dove vidi allestita la Madama Butterfly di Puccini. Fu amore a prima vista. Dopo mi sono avvicinato anche alla prosa, al cinema e al canto. E, all’indomani di una serie di esperienze come Aida, Bohème, La Gioconda, Turandot, La Tempesta, scoprii (sempre per merito della mia famiglia) Notre Dame de Paris di R. Cocciante. E da li iniziò veramente la mia passione per il teatro musicale, nelle più diverse forme, da quella italiana a quella, ovviamente, britannica e statunitense.

Dove ha studiato?
“Ho avuto diverse influenze e molti insegnanti importanti nella mia formazione. I miei studi di pianoforte li ho iniziati presso la Nuova scuola di Mantova.
L’iniziazione alla prosa e alla scena l’ho avuta invece con la “Scuola di Teatro di Mantova/ARS”. Attualmente, da ormai due anni, frequento l’accademia Nazionale d’arte drammatica “Silvio D’Amico” per la quale mi sono preparato con i miei docenti presenti nella scuola di Mantova: Raffaele Latagliata, Adriano Evangelisti e Valeria Perdonò”.

La prima performance importante?
“Coincide con il primo ingaggio a livello professionale. Nel 2007, a 15 anni, entrai a far parte del cast di “Giulietta e Romeo” di Riccardo Cocciante, dove ero uno degli interpreti selezionati per il ruolo di Romeo. Se fino a quel momento la possibilità di una carriera era soltanto un sogno, con quell’opportunità è divenuta più tangibile. È stata una meravigliosa esperienza, che ho vissuto in modo intenso e alla quale guardo con amore e nostalgia. L’armonia con il cast e l’emozione che tutti condividevamo in scena ha permesso di creare un ambiente familiare. Le amicizie più forti e vere credo proprio di averle costruire in quel periodo e ancora oggi durano. Sicuramente è stata una grande opportunità di crescita artistica e anche personale, di creazione di legami e contatti lavorativi. Una bella scuola in un anno e mezzo di tournée”.

Emozionato?
“La prospettiva di essere tra i protagonisti, di uno dei miei musical preferiti, in una delle città che più amo, con un regista premio Oscar è esaltante. Sono emozionato e anche un po’ preoccupato. Ma sono sicuro che con l’aiuto di tutto l’entourage di Stage Entertainment France andrà tutto perfettamente”.
Come ti stai preparando?
“Prendo lezioni di francese, continuo a frequentare l’accademia “Silvio D’Amico” fino alla conclusione di luglio. E, come tutti gli “emigranti”, cerco casa aspettando con ansia agosto, quando mi trasferirò a Parigi per iniziare le prove dello show”.



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