Il tempo e la storia racconta gli ultimi giorni di Gesù


Massimo Bernardini si occupa dei quattro giorni pasquali


In occasione del venerdì santo, oggi il programma Il tempo e la Storia, condotto da Massimo Bernardini, dedica la puntata a “Gli ultimi giorni di Gesù”. L’appuntamento è alle ore 13.10 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia, ch. 54 del Digitale Terrestre e ch. 23 Tivù Sat.

Al centro del programma ci sono i giorni della Passione di Gesù di Nazareth, i quattro giorni della Pasqua cattolica.  Con il conduttore c’è il professore Alessandro Barbero che ripercorre gli eventi da un punto di vista storiografico confrontando fatti e circostanze con le parole dei Vangeli e indagando sul ruolo di alcuni personaggi chiave, da Giuda a Pietro. Ma si cercherà anche di approfondire la parte svolta dal Sinedrio – il consiglio dei sacerdoti che processa Gesù – e il ruolo  ricoperto da Pilato da Pilato, il prefetto di Roma che i Vangeli raccontano estremamente indeciso di fronte alla condanna di Gesù.

“Nella Storia Giudaica di Flavio Giuseppe, – spiega il Professore Barbero – Pilato è descritto come un governatore crudele che non esitò a far uccidere molti ebrei durante una rivolta scoppiata per la costruzione di un acquedotto, finanziata con un tesoro sacro ai giudei. Perché con Gesù avrebbe assunto un atteggiamento più morbido? Vale la pena ricordare – aggiunge Barbero – che i Vangeli sono scritti alcuni decenni dopo la morte di Gesù, quando in Palestina scoppiano rivolte contro Roma. I cristiani avevano tutto l’interesse in quel momento a distinguersi dai giudei e a smussare le colpe dei romani sulla morte di Cristo, addolcendo il ruolo e la figura di Pilato”.

Ma accanto alla parte prettamente storico- divulgativa, ci saranno anche molte immagini tratte da fiction sull’argomento. In particolare, il filo conduttore del racconto de Gli ultimi giorni di Gesù, saranno i passaggi più intensi e rappresentativi dello sceneggiato “Gesù di Nazareth” prodotto dalla Rai nel 1977 e diretto da Franco Zeffirelli.

La particolarità di questo sceneggiato è la presenza di molte scene di massa con un numero notevole di comparse e un approccio più cinematografico che televisivo in termini di riprese in interni ed in esterni. La co-produzione con la britannica ITC consentì l’impiego di un cast internazionale di alto livello con attori molto conosciuti tanto in ambito cinematografico che televisivo.

L’opera di Zeffirelli intendeva offrire un affresco teso a distruggere “la mitologia del Cristo per fare di Gesù un vero uomo, non un personaggio di favola”. Elementi di cui si discuterà, oggi, nella puntata di “Il tempo e la storia”.



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