Ghezzi: “nessuno padroneggia la tv”


Parla l'ideatore della striscia satirica di Rai3


 

Dei 25 anni di Blob vi abbiamo già parlato. Il 17 aprile del 1989, per l’appunto 25 anni fa, andava in onda la prima striscia quotidiana della creatura partorita dalla mente di Angelo Guglielmi e sviluppata da Enrico Ghezzi e Marco Giusti. Il programma ha resistito all’inerzia del tempo e fa quasi sorridere che il primo volto di questa striscia a comparire sia  stato quello di Beppe Grillo, quando ancora faceva il comico.

Sono andate in onda 7335 puntate di cui 893 monografiche dedicate a personaggi politici o dello spettacolo, eventi televisivi o cinematografici, avvenimenti della cronaca, della politica o del sociale. Questi sono i numeri di Blob – di tutto di più, il programma di Raitre nato 25 anni fa per riassumere la giornata televisiva e diventato un baluardo di satira libera dentro al palinsesto della tv di Stato.

Blob ha resistito alla ruggine corrosiva sotto i cui effetti sono stati costretti a soccombere programmi con lo stesso principio fondativo. La tutela che Raitre esercita nei confronti del programma è stoica. E’ fuori di dubbio che dopo un quarto di secolo Blob non possieda la spinta propulsiva e la considerazione mediatica di cui godeva un tempo. Primo perché l’usura è uno dei mali che affliggono il mondo, secondo per questioni che non riguardano il responso del pubblico, quanto semmai l’universo che si andava a raccontare. Forse oggi, sollecitati come siamo da mille immagini provenienti da Youtube e dalle timeline dei social, Blob non è più quel programma rilevante che fu negli anni ’90. Però il suo archivio caotico che simulava il nostro zapping televisivo ha anticipato una certa idea di rete, di consumo dell’informazione e modalità di intrattenimento che quotidianamente sperimentiamo sul web. I tempi sicuramente si sono ristretti e i 15 minuti del Blob ghezziano sembrano infiniti rispetto ai 4-5 minuti del tempo medio di un video su Youtube. Tuttavia quel mix di cultura alta e bassa, rimane un grande patrimonio del nostro immaginario e del nostro vissuto. Ma anche un pezzo di storia.

Ghezzi, perché Blob, nonostante tutto, resiste ancora?

Per motivi psico-politico-quantitativo economici. E’ un programma che costa pochissimo rispetto a qualsiasi cosa si cerchi di mettere alla stessa ora. Ed è anche l’unico a resistere in uno spazio in cui il programma dominante è Striscia la notizia e questo è molto importante. Un altro motivo di resistenza è quello dello sbattere la testa sempre contro lo stesso muro, soprattutto contro le stesse teste, gli stessi stomaci”.

La tv si può dominare?

Nessuno padroneggia la tv. E neanche il cinema che, rinviando il futuro, vive un tempo procrastinato. Ma la tv meno ancora. La tv è la scoperta che la vita si trasmette, ma non trasmette la vita”.

Cos’è per lei la tv?

La tv è diluvio di mancanza. Di fronte alla tv sperimentiamo l’impossibilità della realtà. La tv è strana perché attiva quello che vorrebbe essere”.

La televisione per lei è un mass media controllabile o no?

No, non lo è affatto e questo spiega i casi in cui scappa dalle mani dei suoi stessi conduttori. Il problema è che ci manca l’abitudine a guardare l’immagine per vederla davvero. Ma la televisione resta un mezzo che davvero non è controllabile. La tv siamo noi. E quindi non è nostra



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