Claudio G. Fava: addio ad un signore della tv e del cinema


Ricordo del critico cinematografico scomparso


Ricordarlo come il funzionario televisivo che decise di portare in Italia, la soap opera Beautiful, sarebbe riduttivo. Claudio G. Fava è stato molto di più. Profondo conoscitore del grande schermo, studioso del cinema non solo italiano,critico cinematografico, giornalista, persino conduttore, con uno sguardo sempre attento alla tv.

 Una figura a tutto tondo, una spiccata personalità che ha lasciato la sua impronta nel campo della cultura. Ed è stata sempre la rincorsa dell’approfondimento culturale sul piccolo e sul grande schermo a muovere la sua professione. Persona schiva, elegante, sempre disponibile al dialogo e al confronto, è stato lui, in qualità di capostruttura di Rai2 a portare sul piccolo schermo la soap opera Beautiful. Era il 1990 e iniziava l’epopea della serie che continua oggi, su Canale 5 a collezionare, ogni giorno due milioni e mezzo di spettatori.

Lui aveva avuto un’intuizione, avera guardato al di là di quanto visibile ad occhi comuni. Una caratteristica che ha sempre distinto la sua personalità fin da quando è divenuto giornalista professionista nel 1961 ed era entrato alla RAI nel 1970, dove aveva lavorato prima per Rai1.

Ma sono state molte le serie statunitensi che ha introdotto nella nostra tv in un periodo in cui il piccolo schermo guardava soprattutto alle produzioni proprie.

Come autore, conduttore e anche ospite ha preso parte a cinque programmi televisivi per Raitre scritti da Gloria De Antoni e Oreste De Fornari (Perdenti, Infedeli, La principessa sul pisello, Pacem in terris, per due edizioni, La fonte meravigliosa). È stato insieme a Rita Forte conduttore su TMC di 78 puntate della striscia preserale quotidiana “Forte Fortissima!”

La sua attività professionale si intensifica  con il programma “Cinema di notte” che conteneva decine di cicli di opere.

 Aveva una particolare passione per il cinema francese, soprattutto conosceva alla perfezione l’opera del cineasta Jean-Pierre Melville, e ha cercato sempre di portare sul piccolo schermo italiano, prodotti made in France. Per questo il governo transalpino lo ha nominato “Officier des Arts et des Lettres”.

Quando era dirigente RAI ha commissionato migliaia di ore di doppiaggi per far rivivere film  scomparsi come Il grande sonno, I migliori anni della nostra vita, e introducendo al pubblico italiano opere mai prima presentate in televisione, a cominciare dal film forse più famoso dei fratelli Marx, Duck Soup, ribattezzato La guerra lampo dei fratelli Marx.

E’ stato anchei responsabile delle iniziative cinematografiche del Comune di Finale Ligure e direttore artistico di Voci nell’ombra, il primo Festival italiano dedicato interamente al doppiaggio cinematografico e televisivo. Ed è stato anche attore con Maurizio Nichetti (Ladri di saponette) e in televisione con Ombretta Colli (Una donna tutta sbagliata)



0 Replies to “Claudio G. Fava: addio ad un signore della tv e del cinema”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*