Rodolfo Valentino, il mito tra realtà e fiction


L'attore mito del cinema muto rivisitato oggi


  Bello e dannato fu Rodolfo Valentino, una vita artistica straordinaria, intensa e brevissima.  Nasce il 6 maggio del 1895 a Catellaneta, un paesotto in provincia di Taranto e  ad appena 31 anni, vissuti tutti fino in fondo,fra mogli , compagne e  amanti ,  muore  a New York il 23 agosto del 1926 per una semplice appendicite andata in peritonite, fra isterismi collettivi, in quel periodo favolistico del cinema muto. Rodolfo Valentino riuscì ad imporsi come  il primo divo in assoluto del cinema mondiale,  gli fu rifilato un soprannome, quel  latin lover coniato per la prima volta solo per lui.

  Gabriel Garko bello e dannato, ce lo ha fatto rivivere in maniera sorprendente per la naturalezza con cui lo ripropone ,lo stesso affascinante  e inquieto modo di porsi, un grande Garko  lucido, a tratti cinico nella omonima fiction della Ares – Mediaset, andata in onda con  curiosità , qualche polemica per qualche taglio di troppo su Canale 5.  Un mito nella leggenda di  quella sua bellezza considerata straordinaria,  insolente amante, come straordinario è il fascino del nostro attore più dotato,Gabriel Garko  diabolico ,occhi di ghiaccio che non perdonano , sogno erotico irraggiungibile  da parte di una vasta platea femminile. Si parla di molti suoi amori  con Eva Grimaldi  forse il più lungo e tormentato,Manuela Arcuri, Serena Autieri e di tante altre splendide donne che il gossip spesso gli ha attribuito.  E Gabriel  non ci fa  rimpiangere la magia Valentino,  anche per la sua sorprendente somiglianza  e per il suo  immedesimarsi,raccontarlo e farlo suo.  Un lavoro  difficile, pieno di insidie,  poteva uscirne una caricatura mostruosa.

.Gabriel Garko

Rodolfo Valentino è il nome d’arte di Rodolfo Alfonso Raffaello Pierre Filibert Guglielmi di Valentina D’Anguella  un mito che tuttora  è   raccontato e esaltato, raffinato  ballerino, tanghero passionale , sguardo penetrante,emana magia e  sensualità . Valentino  visita la prima volta Parigi in vacanza   giovanissimo,  lì impara  a ballare,  non era  di certo un povero migrante come  cronache fantasiose raccontano .  Fin da ragazzino  dimostra una spiccata personalità artistica, ribelle e orgoglioso, di famiglia agiata,suo padre è un ex capitano di cavalleria , un veterinario  imparentato a nobili papalini, sua madre francese , Marie Gabrielle Bardin dama di compagnia di  principesse, nata in Francia   da genitori con avi  nobili piemontesi al servizio dei Savoia.
 Nasce bene il futuro Rudy , irrequieto e curioso,s’ imbarca  su un mercantile il  Cleveland e raggiunge  ad appena 18 anni New York, i soldi  avuti da i genitori in breve  terminano e Roldolfo non s’ impressiona , non demorde,non chiede ai genitori, fa il cameriere, il giardiniere, quello che trova, lavora in cucina, ma  il suo chiodo fisso  è la ribalta. E’ amico di un musicista di Taranto, diventato celebre in America, Domenico Savino dal quale si fa regalare il suo primo tight , quell’abito che di lì a poco  diventerà  la sua divisa, si presenta  al cabaret Night-Club Maxim fra  i più famosi del mondo in quegli anni e quel ballo imparato a Parigi e la sua bellezza latina  sono la sua fortuna. S’impone e viene assunto come Taxi-Dancer, è un ballerino di raro fascino, bravo,  galante, sorridente, in pratica un danseur pour femme. Mance cospicue fioccano e ormai il futuro Rudy inizia a dilagare. Le più grandi ballerine dell’epoca se lo litigano,  è Bonnie Glass  la sua prima conquista, lo monopolizza  a  50 dollari la settimana , è una fortuna,siamo nel 1914 , una cifra che permette a Rudy le prime grandi agiatezze, camicie bianche su misura con iniziali ricamate , abiti di sartoria, cravatte e papillon, esagerata autostima ,frequenta e viene invitato per la sua avvenenza  e per i primi successi nei  salotti più chic della borghesia, dove  mature babbione vorrebbero “comprarlo”.

Gabriel garko
 Il mito sta nascendo  prepotente e arriva  nella sua vita una nuova  splendida ballerina Joan Sawyer,  con la quale  lavora quasi un anno. Con l’operetta che furoreggia   scappa a San Francisco, inizia  a farsi conoscere  e arriva il primo piccolo, importante  successo. Norman Kerry ,è un’altra donna importante nella sua breve vita, lo convince al primo gran salto, ‘vai ad Hollywood’. Non fu subito apprezzato, molte comparsate  dal 1914 al 1920,  qualche rara particina, circa una ventina in quel primordiale cinema. Si sposa per la prima volta con Jean Acker nel 1919 , un breve matrimonio non fortunato, dopo Valentino incontra  Natalia  Rambowa , che fu la donna più  importante per la sua vita artistica e sentimentale.  Natalia era  energica e vanitosa, una professionista apprezzata per la sua fantasia nelle scenografie e nei costumi che Valentino conobbe nel 1921 al suo quarto film di successo nello stesso anno, era “La signora delle camelie”. Ma anche quella unione terminò per scontri caratteriali. Fu la sceneggiatrice June Mathis che intuì per prima tuttavia Il fascino  che Roldolfo Valentino  esercitava sulle donne e fu in sostanza l’artefice del suo successo. La Metro sempre nel 1921 le aveva affidato il compito di sceneggiare “I quattro cavalieri dell’Apocalisse”, un best seller dell’epoca , ma difficoltoso per la trasposizione in cinema e quel film di Rex Ingram  fu un successo mondiale e proprio da qui che parte la leggenda di Rudy .
   Il moderno Rudy ,è Gabriel Garko.  Lo incontro negli stabilimenti Palatino, dove Mediaset e la Ares di Tarallo  hanno organizzato il lancio del film con un party  colossale alla maniera degli anni ’60, maestro di cerimonie l’ineguagliabile Enrico Lucherini, l’uomo che ha inventato in Italia come si  arriva al successo,  come farlo esplodere attraverso le sue famose ‘ lucherinate’ Le massime dive del nostro cinema devono  soltanto a lui il loro successo. Ma  non c’è una vera e propria conferenza stampa ,e’ una festa ed io inseguo Garko dopo una fugace apparizione in pubblico, sono qui per parlare con lui. Lo blocco fuori dal salone studios,  dove campeggiano gigantografie di Rudy con Dalila di Lazzaro, Asia Argento, Victoria Larchenko il primo amore di Valentino,la madre di Rudy, Angela Molina che dopo la morte del padre  si rimboccò le maniche  prestando servizio  dai conti Banzi. La musica impazza con i suoi blues , quel jazz dell’anima, lo swing ritmato dai sax e basso, mentre una troupe Mediaset lo sta immortalando, è stata la mia pista esplorativa, scorgo il moderno Valentino che emana lo stesso fascino di quel  Rudy di Castellaneta.

Rodolfo Valentino
Un piccolo gruppo di giornaliste giovani  danno segni d’ isterismo, d’impazienza,la telecronista  che lo intervista è impacciata ed è calamitata da  Rudy –Garko, che si ferma in un angolo,  conoscendolo lo saluto e riesco a intervistarlo.
Garko mi appare in tutta la sua maschera  di divo, anni ’20, abito blu profondo, mi pare leggermente gessato , camicia bianca a pizzi lunghi , papillon blu, scarpe alla Duilo blu e bianche, quelle che Fred Astaire non dimenticava mai ,  di straordinaria bellezza , occhi brillanti  e diabolici  come il divo del cinema muto,  magnetico e ambiguo ,lui  è il latin lover quanto mai moderno e differente da ogni modello  stereotipato e datato. A quasi 40 anni, Garko  è un insieme di muscoli, magro  e atletico, ride e sorride in maniera seducente. Denti candidi , saetta con gli occhi le donne che lo attorniano.
 Ma chi era Rodolfo Valentino, un don Giovanni, un Casanova?
“Forse ,mi dice Garko, accorpava  sia l’uno che l’altro,  ma reputo che lui  fosse soprattutto Rodolfo Valentino, conscio della sua bellezza fascinosa,del suo talento ed anche forse inconsapevole che con lui stava nascendo la magia di un mito  che lui  non disdegnava.”
 Fu il primo sex  symbol?
“Certo che sì, credo che proprio con lui nasce il divismo maschile,  fu oggetto di desiderio  per il culto  al sex symbol  dal mondo femminile e fu invidiato  ferocemente dalla massa dei mediocri.”
Era un attore di spessore ?
“Non dimentichiamo che si stavano muovendo i primi passi di un cinema muto , la grande novità, una certa pur esigua produzione che prima di quegli anni  era dedicata a pochi e rari piccoli film,ma la curiosità di quelle figure proiettate tira molto , anche se destinata per una minoranza.  Rodolfo Valentino aveva i suoi  meriti, talento naturale , quella sua recitazione seppur muta ma magnetica, sguardi  e scene madri e tutto questo lo  consegnerà alla leggenda.”

Gabriel Garko
   Ancora si sente questo mito, so che  alla tua villa di Zagarolo, stazionano   plotoni di donne in attesa per autografi e fotografie”
“ Accade,  io penso proprio di sì che la leggenda sia sempre viva,  anche se credo che il divismo ora  non sia così diffuso,troppi  i mezzi di comunicazione che te li portano in tutte le salse, però se vai a ripensare quando nacque quel cinema, che oggi è storia  e leggenda  sicuramente tutto veniva estremizzato e da qui l’esaltazione. Il suo vero primo film da protagonista del 1921 “I quattro cavalieri  del’Apocalisse”,  era tratto da un romanzo di successo e lui era allora poco piu’ di un figurante,  poche  e povere apparizioni fino a quel momento e quel 6 marzo del 1921, la Metro una delle prime Major  americane osò e raccolse un successo a livello mondiale e da  lì che nasce la vera leggenda di Rudy,  solo in quell’anno fece 5 film  compreso “Lo sceicco.”
 Perché, da quel momento dilagò la sua fama ?
“Le cronache raccontano che entrò a passo di tango nella storia del cinema mondiale e su tutto quell’immaginario femminile nasce il mito del grande amante latino, del cavaliere senza macchia, dell’amore che muore giovane
 e  poi fatalmente in realtà accadde tragicamente proprio a lui e a soli 31 anni all’apice di un successo planetario che non le è venuto mai meno e con appena una decina di film importanti “.
Ci provò ne 1977, Ken Russel, genio e sregolatezza , quello de “I diavoli,”
 protagonista era il più  prestante e  mitico  ballerino del mondo  Rudolph Nureyev, che non riuscì a scalfire quella leggenda.

Gabriel garko
  Chiedo a Garko, le donne amavano l’uomo o l’attore?
“ Nel film  c’è una frase molto importante , significativa,  credo molto vicina alla realtà “Le donne non sono innamorate di me, bensì dell’immagine che hanno di me sullo schermo. Io sono soltanto la tela su cui le donne dipingono i  loro sogni…”
   Il fascino in un uomo come può nascere?
“Io penso che siano le donne depositarie del sex di un uomo, sono loro che   decidono se sei un sex symbol e solo loro  decretano  il successo e in questo caso addirittura  un mito.”
 Nella fiction, in una   sequenza a torso nudo, esci dall’acqua che ti scorre sulla pelle molto  acclamata dal pubblico femminile,  ma soprattutto  c’è  una scena che  è stata  quasi tagliata,  ti ha infastidito non poco  mi pare,  perchè?
“ Mi dispiace molto  che quella scena di nudo integrale sia stata  tagliata, non era un nudo gratuito , rappresenta forse per la prima volta   il divo Rudy  che si spoglia e cerca di ritrovare in qualche modo quel Valentino essere umano  forse svanito”
 Rudy è riuscito con una ventina di comparsate e una decina di film a far impazzire le donne  di mezzo mondo,si racconta che alla sua morte ci siano stati una trentina di suicidi e furono  organizzati due cortei funebri, uno a New York,  l’altro a Hollywood.
 Era il 1926   quando è morto Valentino e l’ultimo film leggenda uscirà postumo” Il figlio dello sceicco”,  che riscosse enorme successo . Rodolfo Valentino rappresenta un’epoca di grandi eventi ,aveva fatto il primo provino per un film sonoro.  In quei 31 anni di vita, Valentino segna uno spartiacque storico, dal cinema muto che  segnò la sua leggenda,  al  1926 data della sua morte quando arrivo l’anno successivo’ il primo sonoro con un film epocale” The Jazz Singer” con Al Jolson, un cantante di colore  mal pagato, fu  scritturato soltanto per renderlo ridicolo,  quel colore della pelle non funzionava in quel paese, non era accettato  dalla grande democrazia americana . I bianchi regnavano immuni  schiavizzavano  la popolazione di colore  e l’attore  nero veniva  scritturato  soltanto per alcune gag ridicole di pessimo gusto. Putroppo quel sogno americano  di Martin Luther king, arrivera’ anni dopo.I have a dream,( io ho un sogno) di quel difensore della sua razza, fu pronunciato  il 28 agosto del 1968   di fronte al Linconl Memorial di Wasghington e  ha fatto la storia di quella democrazia .
 Ed in tutti questi anni circa  90 , le spoglie di Rodolfo Valentino sono sepolte nel mausoleo della Cattedrale all’Hollywood  Memorial Park di Los Angeles in California.
 Negli anni a seguire, una  donna  coperta da un velo nero porta da sempre fiori sulla tomba  di Rudy nel giorno dell’anniversario della sua morte.   Tuttora assicurano le cronache americane, accade il rito della donna in nero,  si vedono parecchie di queste figure femminili velate  portare fiori alla più grande leggenda del cinema mondiale che vive dal 1921, data dei “I quattro cavalieri dell’Apocalisse”.
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