Floris: “con DiciannovEquaranta ho conquistato La7”


la presentazione dei due programmi del giornalista che vanno in onda su La7


Mancano pochi giorni all’esordio di Giovanni Floris su La7 con i suoi due nuovi programmi. E il conduttore ne approfitta subito per puntualizzare: “Vogliamo essere concreti fin dall’inizio e dire chiaramente quando andiamo in onda”, e cioè alle ‘diciannovEquaranta’ (dal lunedì al venerdì, dall’8 settembre) e ‘diMartedì’ (in prima serata, dal 16 settembre).

                                                                                                             

Floris, dopo l’abbandono di Rai3 e di “Ballarò”  arriva sulle rete di Urbano Cairo forte di un contratto quinquennale con due programmi nuovi: una striscia quotidiana della durata di 13 minuti circa e un talk show di approfondimento che, nelle intenzioni non dovrebbe essere una riproposizione degli schemi di Ballarò.

A proposito, infatti, il giornalista ribadisce: “Se volevamo fare ‘Ballarò’, saremmo rimasti a fare ‘Ballarò’”. Ma non si può fare a meno di constatare che le somiglianze tra i due programmi ci sono, E saranno senza dubbio evidenti dato che Floris si è portato nella sua nuova collocazione, tutti gli autori e gli inviati del programma che ha condotto per dodici anni su Raitre. Non ha riunciato neppure a Nando Pagnoncelli che definisce “il migliore tra i sondaggisti italiani” e a Maurizio Crozza per il quale afferma: “lo considero il migliore degli attori comici e satirici italiani, il più intelligente”. Crozza, riprende il suo posto,perchè sarà lui a curare, in continuità con il passato, la copertina del programma.

Sembra che cinque anni di contratto non siano sufficienti a Floris che sull’onda dell’entusiasmo svela: “io spero di rimanere ancora di più, spero di inserirmi qui con il nostro linguaggio”.

{module Google richiamo interno}  Rifiuta categoricamente il solo pensiero di aver potuto lasciare la Rai, dove lavorava dal 2006, per soldi: “Se sono qua, è ovvio che c’erano delle divergenze. Ma se la Rai dice che si trattava di divergenze economiche, mi comunicassero quali erano e io risponderò”.

A determinare in maniera sostanziale il suo arrivo tra i tanti colleghi giornalisti di stanza su La7, da Mentana a Santoro, da Formigli a Gruber e Paragone, sembra sia stata l’idea vincente della striscia prima del Tg La7, ‘diciannovEquaranta’. Un’idea che accarezzava da parecchio tempo e con cui, dice, “ho ammaliato La7. Se avrei potuto farla in Rai? Lavoravo la, se ora la faccio qua qualcosa vorrà dire” risponde con molti sottintesi.

Il mini programma quotidiano sarà della durata di dodici-tredici minuti. E anticipa: “sono tutti dedicati alla notizia o alle notizie del giorno. Se servirà, ci saranno ospiti, altrimenti no, dipenderà dalle giornate. Essendo un programma quotidiano, si decide la mattina stessa. Sicuramente ci sarà il sondaggio sulla notizia del giorno”.

E sul talk show che si contrapopone a Ballarò, dice: “di Martedì”, invece, sarà un talk di approfondimento “con ospiti, filmati e interviste. Durerà più di ‘Ballarò’, allungandosi fino a mezzanotte: avere più tempo è sempre meglio, ma devi avere le idee per riempirlo”.

Naturalmente dovrà scontrasi frontalmente con la sua ex creatura,‘Ballarò’, affidata all’ex vicedirettore di Repubblica Massimo Giannini che è stato molte volte ospite dello stesso Floris.

“Siamo molto amici, sono davvero contento che la Rai abbia deciso di affidare a lui un programma che io ho creato e che è il programma più visto d’Italia. Mi sarebbe dispiaciuto se lo avessero lasciato nelle mani del primo che passava”.  Sarà scontro frontale su tutti i livelli?  “Non è una guerra, ognuno farà il suo lavoro” afferma Floris che subito precisa: “Il nostro compito è portare di qua tutti quelli che ci vedevano di là. Sarà un lavoro lungo, non posso pensare di misurare i risultati in giorni o mesi. Vedremo alla fine della stagione”.

  Che accadrà con gli ospiti in una rete già super affollata di programmi giornalistici e di talk show politici? Non rischiano di essere gli stessi che passano da uno studio all’altro? Il problema non interessa Floris, convinto che a fare la differenza sia il punto di vista vincente e inedito con il quale si affronta un programma, non l’ospite. 

  Infine affronta anche l’argomento Renzi. Se gli si chiede se il Premier si senta più tranquillo ora che non è più a Rai3, Floris risponde: “Lui è il presidente del Consiglio ed è un uomo molto attento alla comunicazione. Ci piace pensare che le domande che gli abbiamo fatto di là, gliele faremo anche di qua. Lo abbiamo invitato alla prima puntata, stiamo aspettando la sua risposta”.



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