Luciano Onder: via dalla Rai


Il contratto del giornalista non è stato rinnovato


La notizia è ormai nota: Luciano Onder lascia la Rai. Il contratto del giornalista è scaduto, e il direttore generale Luigi Gubitosi ha deciso di non rinnovarlo più.

Onder è stato uno dei volti storici di Rai Due, dove per ben 35 anni ha curato la rubrica del Tg2 Medicina 33, in onda dopo l’edizione delle 13.00 del notiziario.
In pensione dal 2008, in questi ultimi anni Onder ha proseguito la sua attività di divulgazione medico-scientifica con un contratto di collaborazione. La rubrica, curata e ideata dallo stesso giornalista, continuerà ad esistere ma, a partire dal 21 settembre, affidata a qualcun altro: Gubitosi infatti, ha scelto di applicare una norma secondo cui un ex dipendente del servizio pubblico non può avere contratti di collaborazione con la Rai.
{module Google richiamo interno} Secondo quanto trapelato finora, il nuovo volto di Medicina33 firmerebbe un contratto di circa 400mila euro l’anno; dal suo canto Onder lamenta che la decisione sia improvvisa e non tenga conto della sua indiscussa professionalità.

La rubrica è stata per anni un esempio di vero servizio pubblico, fornendo ai telespettatori informazioni utili riguardo la salute: con il suo operato, il conduttore ha fornito una sorta di alfabetizzazione medica ai telespettatori. Prima che le persone iniziassero a sbirciare su Google per le diagnosi fai da te, l’ambulatorio televisivo di Rai Due ha spiegato qualsiasi tipo di patologia, dai semplici virus influenzali alle malattie più rare.

Nato nel 1943, 71 anni, laureato nel 1965 in Storia Moderna con Renzo De Felice, Onder entra in Rai l’anno seguente: inizia collaborando con Sergio Zavoli, con cui realizza Nascita di una dittatura per poi proseguire con Gli anni del consenso in Italia: 1936-39 e Svastica. Le origini del Nazismo.
Dalla divulgazione storica passa quindi a quella scientifica, divenendo uno degli uomini simbolo della tv di Stato; nel 2002 il direttore Mauro Mazza lo nomina vicedirettore del Tg2.
Il successo della sua attività è apprezzato all’unanimità, tanto che nel marzo di quest’anno è arrivata l’ufficialità da parte del mondo accademico, quando l’università di Parma gli ha conferito la laurea honoris causa in Medicina e Chirurgia.
Il giornalista è stato il primo a parlare in tv di Aids, quando questa era volgarmente associata all’omosessualità e definita “sindrome dei gay”. Era il 1981, e da quel momento Medicina33 non si è mai interrotta, caratterizzandosi come uno dei programmi più longevi e amati della nostra tv.
Tra i riconoscimenti ricevuti, il titolo di Cavaliere del Lavoro della Repubblica.



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