Olive Kitterdge, da gennaio 2015 su Sky Cinema


anticipazioni sulla serie in onda il prossimo anno sulla piattaforma satellitare


 

Il romanzo capolavoro di Elizabeth Strout, Olive Kitterdge, vincitore del premio pulitzer nel 2009, arriverà da Gennaio 2015 sul canale Sky Cinema. La miniserie, di solo quattro puntate, prodotta da HBO, è stata presentata fuori concorso durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

                                                                                    

La storia racconta la vita apparentemente tranquilla di una piccola cittadina del New England, Maine, in realtà pervasa da delitti, tragedie e relazioni illecite, tutto attraverso l’occhio vigile ed attento di Olive, insegnante di matematica in pensione, una donna rigida e forte ma che nasconde una speciale sensibilità.

Venticinque anni raccontati in quattro puntate, al centro degli episodi la vita di Olive, interpretata dalla vincitrice dell’Accademy Award, Frances McDormand anche produttrice della serie e di suo marito Henry, interpretato dall’attore Richard Jenkins, nel ruolo di un farmacista, generoso e comprensivo, dolce e altruista, molto amato dalla comunità. Non si possono non citare del brillante cast: John Gallagher che interpreta invece il ruolo di Christopher, il figlio di Olive e Henry, un ragazzo depresso che risente molto del mancato rapporto con la madre; il vincitore del Golden Glob, Bill Murray, nel ruolo di Jack Kennison, un vedovo che diventa amico di Olive; l’attore candidato agli Emmy Awards, Peter Mullan, nel ruolo di Jim O’Casey, insegnante insieme a Olive; Rosemarie DeWitt nel ruolo di Rachel Coulson, una madre che vive reclusa in casa ed infine Zoe Kazan nel ruolo di Denise, una giovane ragazza, debole e docile, l’esatto opposto di Olive, che con il tempo si avvicina sempre più ad Henry.

La prima ora della storia si svolge quando il matrimonio di Olive e Henry è in crisi, la donna lega una stretta amicizia con Jim, amico e insegnante, segretamente innamorato di lei. Intanto Henry, assume nella sua farmacia una nuova giovane assistente, la gentile Denise, felicemente sposata con un giovane, ma dopo un tragico incidente il rapporto tra i due sembra divenire pian piano più intimo. E nella storia incontreremo anche Rachel, vicina di casa di Olive e madre di uno dei suoi studenti, affetta da una debilitante malattia mentale che l’ha trasformata in una reclusa e molti altri i personaggi che intervengono, trasformano e sconvolgono la vita della piccola comunità.

Olive Kitterdge.

Un racconto accattivante, che prende vita pian piano, ma anche una storia sensibile di cui Frances McDormand si è innamorata subito decidendo di acquistare i diritti del romanzo e di adattarlo poi allo schermo, “Non è stato un lavoro semplice…raccontare la storia di una donna che vive alla periferia della vita degli altri, non solo del marito e del figlio, ma dell’intera comunità e riuscire a rendere lo stesso impatto è una vera soddisfazione”, così commenta questa esperienza l’attrice protagonista, che ha visto salire a bordo come produttori anche Tom Hanks, Gary Goetzman e Jane Anderson, che ha riadattato il libro al piccolo schermo.

Olive Kitterdge è un racconto profondo, che scava nell’anima dei suo personaggi, narra la storia di un matrimonio che sopravvive alla depressione solo grazie al lavoro costante dei due coniugi, è il ritratto di una donna complessa, pluridimensionale, da un lato intrattabile, brusca, a volte crudele, dall’altro piena di vita e profonda. Un racconto che è la vita di un gruppo di persone che vivono in una cittadina di provincia, dove nulla sembra mai cambiare, dove nulla di sconvolgente sembra accadere, una storia che in alcuni tratti diventa poesia perché racconta la vita di una donna radicata in una piccola città, profonda pensatrice, una filosofa non capita dalla maggior parte delle persone, ironica e arguta, schietta e critica.

                                                                                           

Jane Anderson, ha cercato di trasformare il romanzo in una vera e propria opera teatrale, cercando di mantenere la vera essenza delle parole utilizzate da Elizabeth Strout, ad aiutarla nel cercare di ricreare la giusta atmosfera, la production designer Julie Berghoff e la sua squadra che hanno avuto l’arduo compito di catturare il mondo di Olive e rappresentare l’evoluzione della comunità del Maine durante i venticinque anni, tra la metà degli anni Ottanta e il Duemilacinque, con la decisione di ambientare la serie sulla costa nord del Massachussetts, splendido sfondo per l’immaginario paesino di Crosby.



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