Squadra antimafia6, stragi mancate e trasformazione di Rosy Abate


tutto quanto è accaduto nella seconda puntata della serie in onda su Canale 5


 

La prima puntata di Squadra Antimafia 6, andata in onda lo scorso 8 settembre, ha lasciato il pubblico con tanti interrogativi e poche risposte. Veronica Colombo, uscita di prigione grazie all’aiuto di De Silva sta iniziando a fare accordi con la famiglia mafiosa dei Ragno, il vicequestore Calcaterra ha mandato in carcere come infiltrato Pietrangeli che deve cercare di avvicinare un altro importante boss di Catania, Don Carmine, vicino ai Ragno mentre Rosy Abate continua a rimane chiusa in ospedale, sotto l’attenta osservazione dei medici.

                                                                                            
Alla fine dell’ultima puntata avevamo lasciato De Silva mentre vagava per un bosco e li lo  ritroviamo, all’inizio di questa seconda puntata, pronto ad assalire una camionetta di militari che trasporta un carico di armi provenienti dal Montenegro da inviare a Catania e finalmente grazie ad una nuova registrazione Calcaterra riesce a dimostrare a tutti che De Silva è tornato, Crisalide lo ha tirato fuori dalla cisterna dove sembrava morto.

Non passa molto e Calcaterra con la sua squadra capisce dove è il covo di De Silva e si prepara ad un’irruzione a sorpresa, ma il mafioso viene avvertito prima, forse da un infiltrato e riesce a scappare in tempo. Protagonisti continuano a rimanere i rapporti Stato-Mafia e la corruzione interna alle Istituzioni, l’ex sindaco infatti riesce ad ottenere le concessioni per avviare sale da gioco che verranno controllate proprio dalla nuova famiglia mafiosa, ma già da questa seconda puntata non pochi sono gli indizi che ci fanno capire anche che il rapporto tra il vicequestore e Lara Colombo è in crisi, la ragazza è molto preoccupata per l’assoluzione della sorella e vorrebbe il sostegno di Calcaterra che invece sembra interessato solo a Crisalide e meno ai suoi sentimenti.

{module Google richiamo interno} A metà della puntata, improvvisamente, contro ogni aspettativa, torniamo in ospedale, dove è rinchiusa Rosy Abate, durante la prima puntata l’attrice era apparsa solo di sfuggita e questa volta scopriamo che la ragazza è uscita dallo stato catatonico ma non ricorda nulla, ne chi sia ne di avere un figlio, non riconosce neanche Calcaterra quando la va a trovare. I medici avvisano il vicequestore che la giovane non deve venire a sapere quello che è successo al bambino poiché un secondo choc potrebbe farla cadere in uno stato di schizofrenia.

Impossibile, per il pubblico, riconoscere la forte e coraggiosa Rosy, mafiosa senza paura, che sembra ora impaurita da tutto e da tutti, un cambiamento improvviso e coraggioso su uno tra i personaggi più amati della serie, che potrebbe non piacere ai telespettatori affezionati. E durante questa seconda puntata, anche i colpi di scena iniziano forse troppo tardi, solo dopo più di un’ora ci sarà infatti la prima vera azione, Calcaterra ha scoperto il luogo dove sta per avvenire lo scambio di armi arrivate dal Montenegro e che verranno consegnate ad Ettore Ragno, ma la faccenda si conclude velocemente, senza troppa suspance, con una sparatoria, l’unico momento di tensione è lo scoppio di una bomba che rischia di ferire Calcaterra e la sua squadra.

Così la puntata prosegue abbastanza lenta, al centro dell’indagine la famiglia Ragno di cui si cerca di scoprire qualche cosa in più, soprattutto i legami tra i mafiosi, Don Carmine, Crisalide e i vertici dello Stato, ma ciò che preoccupa maggiormente Calcaterra è che dietro tutto quello che avviene c’è la mano di De Silva, che da questa prime due puntate appare come uno tra i principali protagonisti della serie.

Continuano ad apparire nuovi volti di cui ci viene raccontato poco, molti i morti e i collegamenti sembrano infiniti, è difficile per i telespettatori capire tutti i legami. Il primo vero colpo di scena ci sarà verso la fine della puntata, deve esplodere una bomba ma fino alla fine non ci viene svelato chi deve colpire, sarà Lara ad avere l’informazione riuscendo a far parlare la sorella che le confessa che la bomba esploderà alle quattro di pomeriggio, in centro, davanti la facoltà di legge.

Mancano pochi minuti alla strage, la bomba è pronta ad esplodere e la squadra sembra non poter fare nulla per  evitare il massacro, inoltre mentre cerca l’esplosivo Calcaterra viene attaccato da un uomo ma interviene un infiltrato della Duomo che accoltella l’attentatore mandando in fumo la sua copertura per evitare la strage e salvare il vicequestore che riesce così a trovare l’ordigno pochi secondi prima dell’esplosione e ad allontanare i ragazzi.

Squadra antimafia 6

E i colpi di scena sembra non finire, concentrati esclusivamente nel finale, Nicola Ragno scopre che è stata Veronica Colombo ad avvertire la Duomo così la raggiunge a casa, la litigata finisce tragicamente, l’ex sindaco per paura di essere uccisa attacca con un masso Nicola che cade morto in terra. Sarà De Silva ad aggiustare la faccenda fingendo un regolamento dei conti. Veronica, impaurita per la sua sorte, per allontanare da se qualsiasi sospetto decide allora di andare a trovare Ettore, il fratello, che sedotto dalla donna, le confessa di essere innamorato di lei. Con l’ultima scena torniamo in ospedale dove troviamo un De Silva travestito da medico che va a trovare Rosy, appena l’uomo inizia a parlare la giovane mafiosa sembra riconoscere la sua voce. Così la seconda puntata, che fino all’ultimo è stata priva di quei sorprendenti cambiamenti che ci aspettavamo, ci lascia con altri interrogativi. Perché De Silva vuole parlare con Rosy? La ragazza sta solo fingendo di non ricordare? Domande a cui il pubblico troverà forse risposta durante la terza puntata, in onda lunedì prossimo, su Canale5.



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