Le voci di dentro di Eduardo su Rai1: il commento


considerazioni sulla commedia trasmessa in diretta dalla rete leader di viale Mazzini per i 30 anni della morte di Eduardo


Per celebrare Eduardo De Filippo a 30 anni dalla scomparsa, avvenuta il 31 ottobre del 1984, Rai1 ha trasmesso la commedia “Le voci di dentro”. Scritta dal drammaturgo napoletano nel 1948, è andata in onda in diretta dal San Ferdinando di Napoli, teatro testimone della sua lunga e brillante carriera artistica da lui ricotruìto a sue spese dopo i bombardamenti dell’ultima guerra che lo avevano quasi completamente distrutto.

                                                                       

 La commedia andata in onda al posto di Domenica in, ha mostrato subito un allestimento molto curato. Il ruolo del grande Eduardo era interpretato da Tony Servillo (protagonista del film Premio Oscar “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino). Al di là di ogni paragone, improponibile perchè De Filippo è stato uno dei più grandi maestri del teatro del Novecento, Servillo è riuscito ad interpretare in una maniera estremamente convincente, Alberto Saporito, il protagonista.

A sorprendere, piacevolmente, è stata la prova d’artista del fratello Peppe Servillo che si è calato nella parte di Carlo, proprio il fratello di Alberto.

Anche per l’aspetto fisico, soprattutto per il volto molto scavato, Peppe Servillo, a volte ha ricordato l’indimenticabile espressività del grande Eduardo. Abbastanza dignitosa anche l’interpretazione di quasi tutti gli attori che hanno partecipato alla rappresentazione. Hanno, infatti, portato sulla scena i vari personaggi che fanno da contorno ai due interpreti principali con una buona aderenza al testo e con una buona credibilità.

Dopo sessantasei anni dalla creazione, la commedia appare sempre attuale. In tempi non sospetti, Eduardo parlava già di quella incomunicabilità che, dopo molti anni, è divenuto un tema affrontato da vari autori teatrali e cinematografici. Tutta questa incomunicabilità viene compendiata nel personaggio di “Zi’ Nicola” che, da anni, ha rinunciato a parlare perchè l’umanità è sorda: perciò esprime i sentimenti dell’animo con la modulazione di vari fuochi d’artificio.

Gradevolissima l’interpretazione di Tony Servillo che, con la sua mimica facciale, riesce a interpretare dagli spari, il pensiero dello zio.

La commedia che, per l’alternanza delle situazioni è una delle più “pirandelliane” di quelle scritte da Eduardo, ha consentito agli attori che interpretavano i componenti della famiglia Cimaruta, di dimostrare la loro capacità sul palcoscenico, a parte qualche forzatura con toni un po’ esagitati.

L’allestimento scenico è stato ridotto all’essenziale nella prima parte con solo scarni elementi decorativi funzionali all’attività svolta dai due fratelli che fornivano materiali per feste e cerimonie liturgiche. Tutto, poi, è svanito per far posto ad un fondale di un bianco abbagliante, quasi surreale con l’obiettivo di concentrare l’attenzione degli spettatori sulle “voci di dentro” che i vari interpreti hanno cercato di far rivivere sul palcoscenico.

La commeidia è stata salutata da grandi ovazioni del pubblico, alla fine dello spettacolo.



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