La D’Urso denunciata dall’Ordine dei Giornalisti


La denuncia sporta dall'Ordine dei giornalisti alla conduttrice per esercizio abusivo della professione


Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine dei Giornalisti, lo aveva annunciato domenica mattina con una nota ufficiale pubblicata sulla sua pagina Facebook : “Basta soubrette, ora le denunciamo“.
L’intenzione manifestata era di prendere provvedimenti contro chi, senza averne i titoli professionali, si addentra nella cronaca nera; in particolare chi sfrutta il dolore solo per alzare gli ascolti passando sopra a diritti e sentimenti.

In conclusione, scriveva Iacopino: “L’esecutivo dell’Odg nazionale ha deciso che, senza eccezione alcuna, denuncerà alle magistratura per esercizio abusivo della professione giornalistica quanti galleggiano sul diritto dei cittadini all’informazione, senza dover rispondere a quelle regole deontologiche che impongono precisi doveri ai giornalisti”.
Si tratta di una nota in cui, seppur non esplicitato, molti avevano letto un riferimento a Barbara D’Urso che, proprio in quei giorni, stava sviscerando il caso Ceste in tutti i contenitori pomeridiani di Canale 5, settimanali e non. Come vi avevamo già riportato nel corso della domenica precedente infatti, la conduttrice aveva dato voce al “presunto amante” della Ceste, indugiando sui particolari e cercando in tutti i modi di sapere se i due stessero consumando un tradimento ai danni di Michele, il marito della vittima.
La settimana successiva dunque, l’ammonimento di Iacopino. Il messaggio però non è stato raccolto, tanto che, quello stesso pomeriggio, ad Elena Ceste è stato dedicato un ampio segmento. Non solo: è stato collocato nell’ultima parte di Domenica Live, quella che traina i telespettatori verso la fascia dell’access prime time, dunque il più visto. La vicenda è stata trattata secondo i soliti canoni tipici dei programma della D’Urso, senza accortezze di chi mostra di aver preso atto della comunicazione di Iacopino.
Ecco allora la notizia, divulgata prima dal Presidente e poi dall’istituzione-Ordine: la prima denuncia è stata rivolta proprio a Barbara D’Urso. Le viene imputato “esercizio abusivo della professione”. L’esposto è stato indirizzato alle procure di Roma e Milano, all’Agcom, al Garante per la protezione dei dati personali e al Comitato Media e minori, in quanto il comportamento della conduttrice avrebbe leso non solo la memoria della Ceste, ma anche oltraggiato i suoi figli.

Iacopino infatti, parla proprio di “femminicidio” che non “si consuma solo con l’uccisione di una donna, ma, oltre la morte, anche con l’oltraggio alla sua vita e a quello della sua carne: i suoi figli”.

La deriva dei programmi di Barbara D’Urso del resto era cosa nota; spiace solo che il ridimensionamento arrivi da un Ordine esterno anziché dai vertici di rete.



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