Segreti pop, su Rai1 dal 20 dicembre


il programma in tre puntate sugli aspetti segreti della musica italiana


Dal prossimo sabato 20 dicembre va in onda su  Rai1, alle 23,05, il nuovo programma dal titolo Segreti pop. Sono tre puntate che si concluderanno il 3 gennaio nelle quali si mettono in evidenza gli aspetti più nascosti, scomodi e misteriosi del mondo della musica leggera. Non ci sarà un conduttore professioniata, ma avvocati, criminologi, tecnici di Intelligence.

Il primo appuntamento “La Musicarmata” è basata su storie di cantanti e malavitosi, a dimostrazione di quanto la musica e i suoi interpreti abbiano sempre esercitato  fascino sui criminali, Inoltre l’inchiesta spiega come l’industria delle armi abbia spesso viaggiato in parallelo con quella discografica.

Ci verrà svelato che le musicassette di Mina sono state ritrovate nel covo del capo mafioso Bernardo Provenzano, i dischi di Lucio Battisti nei nascondigli delle Brigate Rosse e i boss di Cosa Nostra, Vedremo anche come la criminalità abbia cercato di condizionare il Festival di Sanremo e imporre sul mercato statunitense le voci di artisti italiani.

Da Mina (bersaglio prediletto delle cosche italo-americane) a Maria Scicolone, da Dori Ghezzi a Franco Califano, da Tony Renis a Fausto Leali, da Massimo Ranieri a Pupo. Si raccoglieranno le testimonianze di cantanti, musicisti, addetti ai lavori di epoche diverse.

{module Google richiamo interno} Con il titolo “La Musica Vietata” , arriva su Rai1, sabato 27 dicembre, la seconda puntata di Segreti pop che raccoglie le testimonianze di cantanti, musicisti, funzionari Rai, addetti ai lavori della ex Commissione Ascolti e affronterà lo scomodo problema  della Rai delle censure.

Si inizia dagli esordi della tv e si darà una risposta certa ad una serie di interrogativi. Eccone alcuni. Jula De Palma e Miranda Martino furono oscurate perché troppo sexy? Katyna Ranieri fu esiliata perché condannata per bigamia? Giorgio Gaber zittito perché antimilitarista? Herbert Pagani epurato per la sua Albergo a ore ? Claudio Baglioni e Riccardo Cocciante costretti a modificare il testo dei loro brani più celebri per passare in video?

 La Tv pubblica apre i suoi archivi e, dopo anni, smentisce luoghi comuni e leggende metrotelevisive sulla attività della Commissione Ascolti che operò fino al 1975, anno della riforma della radiotelevisione di Stato. A tale commissione era attribuita una tendenza “oscurantista” che non trova riscontro alla luce delle rivelazioni del programma.
Eppure la sorveglianza c’era e si faceva sentire. E le prove ci sono. Ne sono testimonianza le schede con i giudizi negativi su Adriano Celentano, Enzo Jannacci, Mia Martini considerati al limite del buongusto.

  Vedremo poi i dischi con i solchi graffiati per impedire ta trasmissione di canzoni e artisti considerati non inquadrati nei concetti allora in voga di Buona Musica.

Ritrovate e mostrate anche le tante pagine sulle quali erano trascritti i resoconti delle discussioni dei commissari su ciascun brano ritenuto sulla linea di confine di buongusto e buonsenso.

Inoltre vedremo come si sfumavano le canzoni e quali erano le tecniche per proporre in tv un refrain famoso depurandolo però della parte considerata equivoca.
Ma chi  era l’autentico animatore della censura? Il dirigente o il funzionario Rai,  i componenti della Commissione Ascolti o più semplicemente il pubblico dei telespettatori?



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