Capatonda con Bob Torrent su Infinity


la web serie che pone l'attenzione sulla pirateria cinematografica


In un’epoca contrassegnata da bombardamento mediatico Infinity, il servizio streaming on demand, ha lanciato la serie web Bob Torrent, con la regia di Maccio Capatonda da un’idea dell’agenzia Leo Burnett. Dieci puntate per ironizzare sul lato oscuro della cinematografia pirata in chiave surreale.


Lanciata lo scorso 27 marzo, la web serie ha registrato un interesse significativo tra gli utenti della rete: se il teaser ha generato oltre 500.000 mila visualizzazioni su Facebook e circa 120.000 visualizzazioni su YouTube, il primo episodio, in soli tre giorni, è stato visualizzato oltre 400.000 mila volte su Facebook e 80.000 volte su YouTube.

La prima web serie by Infinity è realizzata in collaborazione con uno dei personaggi più dissacranti del web, Maccio Capatonda. E’ lui a dirigere il gruppo di attori, i fedelissimi delle sue “creazioni” dai tempi dei primi mitici trailer di Mai Dire Gol. Oltre alla regia, Maccio irrompe sulla scena di alcune puntate con camei divertenti e surreali.
<Bob Torrent – racconta Capatonda – è un personaggio megalomane, determinato e perfido. Il suo sogno era lavorare nel mondo del cinema come produttore, ma nessuno lo ha mai voluto. Per questo decide di vendicarsi e produrre nei fatiscenti studios della Torrent Production film e serie tv di bassissima qualità spacciandoli per capolavori Hollywoodiani e serie tv cult e imbrogliando gli utenti del web.
Puntata dopo puntata è alle prese con la creazione di orrendi film indiani, piattaforme in streaming difettose, torrent pieni di virus, insomma tutto quello che può trasformare in un incubo la magia del grande cinema>. Ad aiutarlo un team di collaboratori imbranati e divertenti: l’assistente Licio Chiss me (Herbert Ballerina), raccomandato da suo padre politico; la stagista Assunta May nonostante i quasi sessant’anni e l’amore per il suo lavoro non ha mai ricevuto la gratificazione di un’assunzione; la segretaria ‘tettona’ originaria dell’est Silvia Pelvica; il responsabile informatico It Giobbe, un completo incapace, e il magazziniere factotum truffaldino e coatto, Pino detto Abete (Ivo Avido).

Bob Torrent
A fare le spese gli utenti incauti che scaricano i contenuti pirata, in particolare una coppia di ragazzi: sono loro a scoprire, col passare del tempo, i lati negativi della pirateria e a pagarne le conseguenze con ripercussioni sul rapporto di coppia.
<Sono stato chiamato per Macciocapatondizzare – commenta il regista – revisionando le sceneggiature e cimentandomi nella regia, oltre che in diversi camei. Con Infinity cerco di realizzare prodotti in cui credo e che mi offrano la possibilità di esprimermi in totale libertà. I creativi hanno scritto un concept perfetto per il mio modo di lavorare. Abbiamo cercato di scherzare sul mondo della pirateria digitale raccontando le esperienze di tutti noi. Faccio questo lavoro per divertire, ma soprattutto per divertirmi e con quest’esperienza mi sono divertito tantissimo>.

Un divertimento che affonda radici nel web: <Le persone vivono davanti a schermi e assorbono un’immensa quantità di immagini e suoni – continua Capatonda -. Nella mia infanzia e adolescenza ho assorbito tanto anch’io e ora sto restituendo i contenuti in maniera personale e su altrettanti schermi. La prova è anche la creazione di nomi surreali dei miei personaggi: mi succede di pensarci spontaneamente la mattina appena sveglio, mentre guido o faccio la doccia. Se ci rifletto troppo non mi vengono. Con la piattaforma streaming cambia la logica televisiva e comunque è cambiato il ruolo dello spettatore: non più passivo, ma pronto a scegliere e con internet è possibile. Anche la tv si sta muovendo in questo senso attraverso i contenuti on demand. Ciò che rende speciale internet è la possibilità data allo spettatore di trasformarsi in attore protagonista>.



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