Spot in tv: De Cecco e Wudy Aia


Analisi di due campagne pubblicitarie attualmente in onda in tv


Per la rubrica dedicata agli spot, oggi ci spostiamo nel campo alimentare: la pasta De Cecco e i wurstel Wudy Aia. Se la De Cecco punta su un messaggio costruito in maniera tradizionale, volto alla semplice promozione del prodotto, Aia lo carica invece di valore emozionale.

In tempi in cui gli chef sono le nuove star televisive, protagonisti di programmi culinari e ospiti nei vari salotti, mentre sul piccolo schermo i cooking show imperversano, la De Cecco sponsorizza la sua pasta svelando qual è il segreto per la realizzazione di un buon piatto di pasta. Si tratta di un ingrediente semplice, a dispetto di molte ricercatezze viste sul piccolo schermo: è la pasta.

spot De Cecco

La campagna nasce nel 2013, e comprende una serie di episodi tutti con la stessa struttura narrativa e lo stesso protagonista, Michele La Ginestra. L’ultimo spot è stato lanciato lo scorso marzo, stavolta riguardante la preparazione della pasta alle vongole.

In linea con le tante trasmissioni e i segmenti dedicati alla cucina, anche la De Cecco sceglie di mettere in scena la realizzazione di un piatto, ma con ironia. Nella cucina di casa, grambiule addosso, il protagonista elenca il necessario: vongole veraci, prezzemolo preso direttamente dal contadino e, infine, pepe nero, questo comprato però al supermercato. Ma poco importa se non tutti gli ingredienti sono di altissima qualità, tanto il vero segreto è la pasta. E a dimostrazione di ciò, la tavolata finale con gli amici, dove l’uomo prende atto della realtà: più che veraci, le vongole sono “voraci”.

Lo spot Wudy Aia

Passiamo ora al secondo spot analizzato, quello dei wurstel Wudy Aia.  Lo spot è in realtà stato lanciato nel 2012, ma lo si vede ancora spesso passare in tv. Mentre lo spot della De Cecco promuove la sua pasta in maniera diretta, Aia fa leva invece sull’aspetto emozionale, sottolineato dal pezzo di James Blunt che fa da colonna sonora.

Ecco dunque che i wurstel, in quanto cibo, come avviene in molte campagne pubblicitarie, diventano elemento di aggregazione. Ma lo scopriamo soltanto alla fine: prima infatti, lo spot segue la giornata di Pietro. Il ragazzo prima gioca a rugby con gli amici sotto la pioggia, poi, dopo essere tornato negli spogliatoi con i compagni,  va a casa insieme ai suoi amici. Qui trova a sua volta altre persone ad attenderlo, in un’atmosfera gioiosa in cui i wurstel serviti in tavola costituiscono la degna conclusione di una giornata trascorsa in allegria.

Così come il protagonista Pietro è l’elemento unificante della squadra di rugby, il wurstel lo diviene poi di tutte le persone che si ritrovano la sera a cena.



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