Crozza nel paese delle meraviglie, la nona puntata


Tutte le imitazioni e le parodie dei personaggi della politica e della società italiana nel programma del comico genovese in onda su La 7


È andato in onda su La 7 “Crozza nel paese delle meraviglie”, lo show  del venerdì sera scritto e condotto da Maurizio Crozza. La politica e la società sono state il bersaglio della satira graffiante del comico genovese. 

Sulle note di “Bella ciao” Maurizio Crozza entra in scena. Domani sarà il 70esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Alle sue spalle c’è l’ultimo numero dell’Unità pubblicato prima del 25 aprile 1945. Spostando il discorso sull’attualità, dice tra lo sconsolato e il sarcastico: “In realtà dopo 70 anni prendiamo ordini dai tedeschi e poi ‘L’Unità’ non c’è più!

Nei prossimi giorni si voterà in Parlamento la nuova legge elettorale, l‘Italicum. Il comico genovese dice che nessuno in Italia si ribella a questo provvedimento, tranne la minoranza PD. Ma anche tra loro c’è qualche spaccatura e ci scherza su. 

La presa in giro nei confronti dei “dissidenti PD” continua. Le vittime questa sera sono Gianni Cuperlo e Pier Luigi Bersani. Nello sketch mandato in onda i due parlano come Stalio ed Ollio. Cercano di trovare una strategia per riprendere in mano il Partito Democratico, ma dopo aver elaborato un piano, Bersani vuole contattare altri colleghi che potrebbero sostenerli. Cuperlo – Stanlio però gli fa capire che ogni possibile alleato potrebbe creare problemi e alla fine l’idea salta. 

Per par condicio, le stilettate arrivano anche per Lega e Forza Italia, i cui leader sono al momento impegnati in altre faccende. Salvini ad attaccare Gianni Morandi sulla questione immigrati, Berlusconi con l’assegno di mantenimento alla moglie. Maurizio Crozza sfotte anche l’ex sindaco di Roma Walter Veltroni, diventato regista. Si mette una parrucca e lo imita: “Posso fare non solo film, ma anche filmini per matrimoni e prime comunioni!”

E naturalmente si arriva anche a Renzi. Il comico genovese con il suo monologo dimostra che ormai tutto è nelle mani del Premier, dai tempi per il voto delle leggi alle questioni interne del Partito Democratico. Insomma, un dittatore. Non è un caso, dunque, che Crozza insceni il “Renzi show” con Renzi affacciato al balcone di Palazzo Venezia a Roma. Con toni mussoliniani dice: “Il motto è credere, obbedire e combattere. Credere alle panzane che dico, obbedire alla Germania e combattere la minoranza del Pd!” E confonde la festa della Liberazione con la nascita di Youtube. “La mia – esclama il finto Premier – è una dittatura 2.0!

Nel “Renzi show”, questa sera il Presidente del Consiglio diventa anche cantante, in un inedito duetto con Guccini, naturalmente impersonato da Crozza. Si tratta di una versione politica di “Magnifico” di Fedez e Francesca Michielin. Il cantautore bolognese è contro Renzi, sia per aver stravolto le tradizioni della festa dell’Unità, sia per le sue azioni politiche e lo canta senza troppi peli sulla lingua. Per il Premier, naturalmente, tutto è “magnifico“.

Crozza inizia il secondo blocco vestito da finanziere. Non a caso, si parla di tasse. Il tema è quello del modello 730 precompilato, che dovrebbe rendere più facile la procedura per dichiarare i propri redditi. Il comico, però, spiega la difficoltà tecnica per attivare il procedimento on-line: “Neanche quelli di Wikileaks sono riusciti ad entrare nel sistema delle Agenzie delle Entrate!”

Quando si parla di tasse, affrontare il tema dell’evasione fiscale è d’obbligo. Crozza snocciola alcuni dati allarmanti sul problema relativi al 2014. Il modo per affrontare l’argomento è originale. Vengono introdotti due personaggi immaginari, un finanziere (Frugnaro) e un evasore (Scialla). Lo sketch è in musica. Stavolta il brano parodiato è “Innocenti evasioni” di Battisti. Ma non solo: ci sono anche “Un’avventura”, trasformata in “Non farò una fattura”, e altri pezzi del cantautore di Poggio Bustone. 

Nel paese delle meraviglie, frodare lo stato e il fisco a volte può essere “un’arte“. Crozza racconta di alcuni casi di cronaca particolarmente curiosi nella loro assurdità. Ad esempio, a Brescia un uomo ha nascosto 1.200 euro all’interno di una lavatrice. La palma di “più furbo” va sempre al senatore Antonio Razzi, che ha addirittura proposto sgravi fiscali per chi va in palestra. Poi entra in scena quello finto, che dice: “Il 730? No, io di solito mi sveglio a mezzogiorno!” Al giornalista (Andrea Zalone), nel fuori onda dice: “Quando parlano delle tasse dovrebbero dire che nuociono gravemente alla salute!” Interpellato sulla Liberazione conclude: “Ma i fascisti hanno fatto qualcosa di buono: le camicie nere! Sfinavano molto!

L’ultima parte dello show si apre con la “maratona televisiva”. Protagonista, ovviamente, il finto Enrico Mentana. Prima, però, Crozza manda una breve clip mostrando i veri episodi in cui il direttore del Tg La 7 ha dovuto affrontare degli imprevisti tecnici in diretta. Poi, arriva puntuale l’imitazione: tra le pene d’amore dell’inviata, lo studio invaso da un’agente immobiliare e gli Ufo che rapiscono l’altro giornalista in collegamento, la maratona come sempre salta. Alla fine, il povero direttore viene anche arrestato! Trattenere le risate è davvero un’impresa ardua.   

 La chiusura è affidata a “Kazzenger“. Tra le domande più assurde che Crozza – Giacobbo si pone c’è: “È vero che dopo il film Frankestein si era montato la testa?” E anche: “Ma se uno ha uno scheletro nell’armadio, che odore avrà la sua giacca?

Termina qui “Crozza nel paese delle meraviglie”. Venerdì 1 maggio sarà mandato in onda una puntata speciale con il meglio delle parodie finora proposte. L’appuntamento con una nuovo appuntamento inedito in diretta è previsto per venerdì 8 maggio, sempre alle 21.10 su La 7



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