Marco Bocci al Giffoni Film Festival: non sono un sex symbol


L'interprete di Domenico calcaterra parla di se e del suo prossimo film Italo


Oramai è divenuto un vero e proprio divo, amatissimo soprattutto dal pubblico femminile e dalle adolescenti. Ma lui, Marco Bocci, afferma di non sentirsi assolutamente un sex symbol, ma una persona comune alla ricerca soltanto di qualità nella vita professionale e di semplicità nel privato. E’ quanto l’attore ha affermato al Giffoni Film Festival, dove incontra anche i giurati della manifestazione cinematografica.

 Primo ospite della quarta gionata della kermesse dedicata al cinema per ragazzi,  Bocci è arrivato per presentare il trailer del film “Italo”, opera prima della regista Alessia Scarso. La vicenda, singolare e commovente, racconta la storia di un cane molto speciale, divenuto la mascotte di un intero paese, perchè frequentava chiese, feste, e addirittura accompagnava i turisti in giro.

Ma pur trattandosi di una pellicola molto attesa (sarà nelle sale in autunno), la maggior curiosità, quando si parla di Marco Bocci, è legata a Squadra antimafia, la serie trasmessa da Canale 5 di cui, nella prossima stagione televisiva, andrà in onda il quinto sequel. La domanda che tutti i fan di Domenico Calcaterra (il personaggio di Bocci) vorrebbero fare all’attore è “chi ha aperto la botola e ha salvato Calcaterra, nell’ultima puntata di Squadra antimafia 4″? Ma naturalmente, a questo interrogativo, non c’è risposta perchè tutto è top secret e perchè sul misterioso personaggio che ha aperto la botola sarà costruita quasi tutta l’intera quinta stagione di Squadra antimafia.

Marco Bocci, però, è prodigo di altre risposte. Dice, ad esempio, di voler rincorrere solo la qualità e di fare le sue scelte, in ogni settore dello spettacolo, proprio in quest’ottica. Afferma di sentirsi soddisfatto dei risultati conquistati finora che sono rimasti sempre ad un livello professionale molto dignitoso. E in tempi duri, come quelli attuali, si tratta di un obiettivo non facile da raggiungere. Sul difficile mestiere di attore, dice, con ironia, che bisogna essere del tutto folli per poter accettare di sottoporsi al giudizio altrui, ma la ricompensa è che si tratta di un mestiere da sogno che fa sognare. Quindi, il gioco vale la candela.

L’attore, inoltre, sottolinea di non sentirsi assolutamente un sex symbol, di non aver mai agito in maniera da scatenare tali affermazioni. E ribadisce di aver sempre protetto la sua vita privata, tenuta ben distante da quella professionale.

Per quanto riguarda i suoi ruoli, dice di non aver mai sentito la sindrome da indentificazione con il personaggio. Non è accaduto con Scajola in Romanzo criminale e non accade adesso con Domenico Calcaterra in “Squadra antimafia”. Il motivo, a suo parere sta nel fatto, che ha avuto modo di mettersi costantemente alla prova in parti sempre differenti. E, elemento ancor più importante, i suoi personaggi sono entrati nell’immaginario collettivo del pubblico: prova che hanno colpito nel segno.

Adesso sta lavorando sul set di “Il profumo delle pesche” pellicola diretta dalla regista bosniaca Laura Hallilovic, di etnia rom

Infine: per quanto riguarda le riprese di Squadra antimafia 5, sappiamo che si sono svolte in un clima da top secret per non togliere la sorpresa, si spera nelle prime immagini della nuova stagione, di conoscere l’identità del salvatore (o della salvatrice) di Domenico Calcaterra. Nell’attesa, Bocci ha fatto anche una rapida incursione nell’ultima edizione di Amici, come giurato. E, naturalmente, ha avuto un grande riscontro personale.



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