Melania Agrimano: ho preferito la Radio a Cento vetrine


L'intervista alla vincitrice del talent show trasmesso da Sky 1


 

Melania Agrimano ha vinto la seconda edizione di “Rds Academy”, il talent nato con l’obiettivo di trovare la nuova voce di Radio Dimensione Suono. La 34enne torinese ha sconfitto in finale Alessandro Corsi e Riccardo Russo. L’abbiamo incontrata al termine della trasmissione e ci ha raccontato le sue impressioni alla fine di un lungo percorso durato circa due mesi e mezzo.

Melania, come ti senti dopo questa vittoria?

Stranamente ora sono tranquilla, ma non ho dormito per due settimane! La puntata finale è stata girata circa un mese fa, ma non sapevamo nulla circa l’esito. Siamo stati per tanti giorni in fibrillazione per sapere il verdetto e quindi l’emozione per l’attesa è stata molto forte.

Te l’aspettavi di vincere?

Sinceramente no, ero convinta che avrebbe vinto Alessandro. Quando ho concluso tutte le prove mi tremavano le braccia ed ero certa che avrei potuto fare molto meglio. Per questo non ero assolutamente sicura della mia vittoria.

Qual è stato l’elemento chiave del tuo successo?

La “paresi” (ride), che mi ha accompagnato fin dalla prima puntata. Ho imparato a migliorare me stessa ripartendo dagli errori commessi, soprattutto perché ho rischiato per ben due volte di essere eliminata. Non mi sono mai abbattuta e questo mi ha aiutato molto. Credo che anche l’età abbia giocato a mio favore: tra i tre finalisti ero la più “anziana” e l’esperienza ha fatto la differenza.

L’ostacolo più grande che hai incontrato lungo il tuo percorso?

Oltre alle difficoltà tecniche, per me è stato complicato conciliare la radio con le telecamere, che ho sempre visto come due mondi separati. Considero la radio come qualcosa di molto intimo, mentre la televisione è l’esatto opposto. Ho fatto anche una piccola parte in “Cento Vetrine”, ma ho scelto di fare radio perché la sentivo più vicina al mio modo di essere. Mettermi dietro ad un microfono mi ha fatto sempre sentire molto gratificata.

In cosa credi di essere migliorata alla fine di questa avventura?

Soprattutto dal lato tecnico. Ho imparato pian piano a familiarizzare con gli strumenti del mestiere: il microfono, il mixer, il computer. Prima lavoravo in una radio privata torinese, dove mi limitavo ad annunciare e disannunciare i pezzi, quindi di mio c’era ben poco. In più lo studio non era insonorizzato e questo comportava che dovessi “mangiare” il microfono per far ascoltare la mia voce. Qui invece è tutto il contrario. Infatti, nel corso delle prove, ho anche fatto saltare un microfono proprio per l’abitudine di avvicinarmici troppo!

Quali sono gli speaker a cui ti ispiri?

Mi piace molto Rosaria Renna, che conobbi qualche anno fa quando ho frequentato a Roma l’accademia di arte drammatica Sharof. Tenne un incontro sulla radio e da lì ho cominciato ad appassionarmi sempre di più a questo mezzo. Apprezzo molto anche Isabella Eleodori di R 101.

Da telespettatrice, cosa ne pensi di Giuseppe Cruciani, la novità di quest’edizione?

Credo che abbia fatto la differenza rispetto allo scorso anno, anche nel rapporto con gli altri coach. Con lui non bisogna mai essere banali e l’ho imparato sulla mia pelle. Tra noi c’è sempre stato un rapporto di odio-amore, ma alla fine mi ha rivelato che ero io la sua scommessa. In fondo gli voglio bene!

Chi è Melania fuori da “Rds Academy”?

Non sono molto diversa da come mi avete visto in televisione. Mi piacere fare yoga, ascolto molta musica e sono una fan sfegatata dei Subsonica. In questo periodo ho fatto anche volontariato presso il carcere “Le vallette” di Torino, facendo parte di un gruppo di lettura. Credo che la parola sia molto importante per aiutare a recuperare un individuo che ha sbagliato.

Qual è il consiglio che vuoi dare a chi vuole sfondare nel campo della radio?

Bisogna “buttarsi”. L’importante è provare, esercitarsi sempre, riascoltandosi con un registratore o provando a parlare davanti allo specchio, senza aver paura di sembrare ridicoli. Credo che oggi le webradio siano un’ottima opportunità per fare esperienza. Con le radio in FM è più difficile perché bisogna mantenersi con gli sponsor ed è un’impresa ardua. Con il duro lavoro però si possono raggiungere traguardi importanti, com’è successo nel mio caso.  

Qui il racconto della finale vissuta nell’auditorium multimediale di Rds. 



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