Il sospetto, la recensione


Riflessioni sulla serie che ha esordito su canale 5 in prima serata


Un mix tra poliziesco, mistery e soap opera. Il classico coacervo di ingredienti finalizzato a catturare l’interesse del pubblico attraverso una suspense spinta all’ennesima potenza. Il sospetto, la nuova serie che ha esordito ieri sera, su Canale 5, ha presentato, fin dalle prime immagini, atmosfere cupe, intrise di segreti, sottolineate da musiche che amplificavano la tensione. Una tensione sempre presente, la vera protagonista di un racconto che parte dalla sparizione di una bambina nel giorno della sua Prima Comunione.

 La piccola sembra scomparsa nel nulla, la polizia punta le indagini sui componenti della famiglia, gli unici presenti alla festa con cui è stato celebrato l’evento. Per cercare di scoprire chi ha fatto sparite la piccola, arrivano, in paese, due poliziotti sotto copertura: un uomo e una donna.

E’ subito chiaro che principale indiziata è proprio la famiglia della bambina: ognuno dei componenti ha un mistero da nascondere, un segreto da custodire. Un intreccio molto sofisticato che coniuga tradimenti, passioni, amori nascosti, verità inconfessate. La rappresentazione del nucleo familiare ne esce penalizzata da bugie, vecchi rancori, sentimenti che nascono, crescono e si sviluppano nell’ombra.

{module Google richiamo interno}Insomma, almeno da questa prima puntata, si è avuta la netta sensazione di stare assistendo ad una sceneggiata di persone che vivono in maniera ambigua, tra menzogne e ipocrisie. E custodiscono molto bene la loro privacy, consapevoli che, se soltanto un tassello sfuggisse dal proprio posto, tutto crollerebbe e l’incolumità generale sarebbe messa in pericolo.

Il sospetto è una serie spagnola ambientata ai nostri giorni, mentre Il segreto, la soap per eccellenza di Canale è in costume. Anche se in una veste differente, con trama e sceneggiatura diverse, Il sospetto ripercorre le strade della soap opera ma ammicca alle serie statunitensi  e al poliziesco. Ma spiccato è anche l’elemento investigativo: tutto è affidato, infatti, ai due poliziotti sotto copertura che hanno il compito di far luce sul mistero della sparizione e al capo che li coordina.

I segreti, però, coinvolgono anche i poliziotti in un crescendo di situazioni che, troppo spesso, ha dell’incredibile. Seguire la soap opera significa precipitare in una sorta di mondo parallelo, nel quale la verità, la sincerità, i comportamenti normali, sono merce rara. Naturalmente la tensione è spinta al massimo, soprattutto nelle prime puntate per fidelizzare gli spettatori e accrescere la curiosità.

Il sospetto attinge molto dai casi di cronaca. I telespettatori italiani vi trovano ingredienti che rimandano a sparizioni di bambini realmente accadute. Quella della  piccola Denise Pipitone è solo un esempio.



0 Replies to “Il sospetto, la recensione”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*