Cucine da incubo 3 ad Alberobello e Rocca di Papa


Ancora due salvataggi da parte dello Chef che si è recato in Puglia e nel Lazio


Nella puntata di questa sera Chef Cannavacciuolo ha visitato due ristoranti: il primo ad Alberobello, in provincia di Bari, il secondo a Rocca di Papa, in provincia di Roma. Abbiamo visto la quinta puntata di Cucine da incubo, andata in onda su FoxLife. Ne ripercorriamo le fasi salienti.

 L’episodio iniziale è ad Alberobello, dove Chef Cannavacciuolo va ad aiutare il ristorante La Foggia. I titolari sono fratello e sorella: tra di loro non ci sono buoni rapporti, ma solo liti e incomprensioni che pesano sull’economia e dell’andamento del locale.

Lo Chef si rende subito conto dei limiti del Ristorante: porzioni troppo grandi, menù troppo lungo, addirittura 11 antipasti, attese interminabili. Ma non è tutto: il momento degli assaggi si rivela drammatico. Il risotto con i gamberi e la mentuccia è orribile a vederlo e a gustarlo ( o sarebbe meglio dire “dis- gustarlo?). Dai piatti che volano, la seconda versione è la più accreditata.

I secondi sono ancora peggio: una pietà. Allora Chef Cannavacciuolo chiama a rapporto i due fratelli e li rimprovera in maniera durissima.

La prova del fuoco è rappresentata dal pranzo serale: il locale è pieno. Ma le comande sono troppe, conseguenza del menù infinito. Il Salvatore dei Ristoranti se ne rende conto e cerca di venire ai ripari.

Fa capire ai due fratelli che i contrasti sono buoni solo nei piatti, nei sapori associati, altrimenti fanno solo casino: e si riferisce alle continue liti tra i due fratelli.

Comincia la trasformazione: per appianare i litigi tra i fratelli Cannavacciuolo li fa lavorare in sedi differenti: lui prende le comande, lei in cucina. Così i due fratelli si rendono conto l’uno del lavoro dell’altro. E il primo risultato è quasi ottenuto.

Adesso lo Chef prepara una passata di piselli, crema di burrata, riccioli di tarallo e risotto zucchine e gamberi. Sono esempi di come si cucina per i due fratelli e l’aiuto cuoco.

Bisogna pensare alla riapertura: l’ansia è tanta. Chef Cannavacciuolo ha cambiato tutto all’interno, compresa l’insegna fuori. E i due fratelli finalmente si emozionano e si abbracciano. Il menù è tutto nuovo. Ma prima di servire ai tavoli ecco un selfie che viene subito stampato ad uso e consumo dei clienti.

Tutto procede benissimo. I piatti piacciono ai clienti e qualcuno si spinge persino a fare dei complimenti al cuoco. Il pranzo serale è stato un successo: tutto oramai è a posto, compresi i rapporti tra i due fratelli. Chef Cannavacciuolo può prendere il volo, novella Mary Poppins, per un’altra missione.

Ed eccoci, dopo la tradizionale pubblicità a Rocca di Papa. Il Ristorante da salvare è La vecchia stazione. Cannavacciuolo vi arriva in macchina e il primo appunto che fa è l’insegna, non è molto visibile. E il locale è gravato da debiti: cambiali per cifre enormi. I proprietari sono scoraggiati: dopo un inizio coronato da grandi successi, il locale è precipitato. Fabiano e Pina hanno un figlio che, dopo due anni è andato a lavorare all’estero.

Lo Chef pluristellato inziai gli assaggi dei piatti preparati dallo staff del locale: tutto da rottamare, sapore e odore sono completamente inesistenti. Ricette vecchie di oltre mezzosecolo, taglautelle al tartufo immangiabili, porcini surgelati: niente che funzioni.

Tutto il servizio è in tilt, ognuno si sfoga con l’altro, incapace di realizzare qualcosa di buono che possa soddisfare Cannavacciuolo. La prima a cambiare deve essere la vostra presa di posizione nei riguardi del locale: ci vuole ottimismo e fiducia, dice Cannavacciuolo. E da questo momento non vi perdonerò più nulla. Sappiate che ho le mani pesanti. minaccia. A fin di bene, naturalmente.

Per scaricare le tensioni ci vuole una bella e lunga passeggiata per poi fermarsi all’Osservatorio della Rocca. Qui ognuno dseve pronunciare una frase positiva e lasciarsi alle spalle le negatività.

Si parte con le nuove ricette: asparagi, uova in camicia e colatura di parmigiano. Calamari saltati, ricotta e gambi di asparagi. Piacciono a tutti. E poi la metamorfosi del locale. E la notizia da colpo di scena: il figlio che era all’estero torna per la riapertura del Ristorante. Gioia ed emozione: abbracci e baci.  E una nuova spinta vitale per andare avanti con successo.

E’ il momento di far entrare i primi clienti. Pino ha ancora qualche preoccupazione e si ritira nel retro del Ristorante, Cannavacciuolo lo rincuora e lo sprona. Naturalmente la serata è un successo.

Addio! tuona Cannavacciuolo. Ma tornerà la prossima settimana.



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