Andrea: voglio insegnare ai grandi a cucinare per i piccoli


L'intervista al vincitore del cooking show per bambini


Andrea Picchione è il vincitore della seconda edizione di Junior MasterChef Italia. All’anagrafe ha 13 anni, ma riesce difficile crederlo quando racconta di essersi “documentato” sulla figura di uno chef che prima non conosceva. Oppure quando argomenta le sue risposte senza che gliene sia ancora stato chiesto il perché o, ancora, quando dice di aver scelto il liceo scientifico: tra qualche anno, confessa, potrebbe esistere la possibilità di non voler più cucinare. Una possibilità remota che difficilmente si verificherà, ma che comunque non si può ignorare.


Appassionato e spiazzante in quanto a maturità e competenza, lo abbiamo intervistato all’indomani della sua vittoria.

Come è nata la passione della cucina?
Insieme a mia madre, quando avevo tra i 3 e i 5 anni. Pensi che non arrivavo ancora al bancone della cucina e prendevo una sedia. Mia mamma preparava i biscotti e altri dolci; io la aiutavo a mischiare gli ingredienti del ciambellone, a montare la panna. Poi ho iniziato a stendere la pasta e a fare gli gnocchi.
Mi è sempre piaciuto stare in cucina, assaggiare…mi divertivo.

Che tipo di preparazioni preferisci?
Preferisco il salato perché consente più scelta: a me in particolare piace un tipo di cucina ricercata, con ingredienti di qualità provenienti da tutto il mondo. In particolare mi piace l’impiattamento dei secondi, che consente più creatività.

È stata tua madre a svelarti i segreti della cucina?
Mia madre è molto brava a fare i dolci, ma le sfoglie, la pasta fresca, la pizza, e tutte queste cose che sono emblema della cucina italiana, le ho imparate da nonna.

Hai seguito qualche corso?
Sin da piccolo, ho sfogliato tanti libri di cucina, ho cercato le ricette in internet, mi sono informato sui tempi di cottura, sul le preparazioni e, così, mi sono fatto un corso di cucina da solo.

Da grande vorresti diventare uno chef oppure pensi di fare altro lasciando magari la cucina al ruolo di hobby?
No no, voglio fare il cuoco. Penso che poter fare un lavoro che rappresenta la tua passione, sia molto gratificante. Proprio perché mi piace, pur essendo faticoso, sono convinto che entrerei in cucina con il sorriso.

Andrea

C’è qualche chef a cui ti ispiri?
Sicuramente la cucina di Heinz Beck: utilizza ingredienti ricercati ma è legata ai sapori tradizionali mondiali, con tecniche di cottura e presentazioni davvero molto moderne. In Italia abbiamo chiaramente Bruno Barbieri. Inoltre, da quando abbiamo fatto la prova a Monza con Giancarlo Morelli, mi sono innamorato di lui: è stato molto carino, ha passato tutto il pomeriggio con noi.
Io poi mi sono documentato su di lui, e trovo le sue ricette fantastiche.

Il prossimo anno andrai alle superiori, quale scuola hai scelto?
Lo scientifico, perché a Roma l’alberghiero è visto come la scelta per quelli che non vogliono studiare. All’inizio ero tentato, ma ho preferito il liceo: metti che in futuro, evento molto improbabile ma possibile, io mi stufi, devo essere pronto e avere una cultura che mi permetta di fare qualsiasi scelta lavorativa.
Comunque non abbandonerò la ma passione: con i soldi che ho vinto, comprerò materiali, attrezzature, mi iscriverò a corsi di cucina.

La vincitrice della prima edizione di MasterChef Junior è protagonista di un programma su DeaJunior. A te piacerebbe?
Magari! A me piacerebbe un programma per grandi e piccoli insieme, in cui io insegno agli adulti ricette semplici per i loro bambini. Ma chissà se esistono trasmissioni simili.



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