60 anni di sigle Rai al Ravenna Festival 2015



Questa sera 20 giugno 2015, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino suonerà a Ravenna, per il RavennaFestival 2015, nel Palazzo Mauro De André alle ore 21, per la diretta di Rai Cultura. Si è a metà strada dell’arcinoto appuntamento culturale, musicale, teatrale, coreografico e quant’altro, diretto dal 1990 da Cristina Mazzavillani Muti, moglie dell’insigne direttore d’Orchestra Riccardo Muti, la quale  ha dato al Festival un carattere fortemente idealizzante e spiritualizzato, rispetto ai fini spettacolari di tanti altri in Italia.

Il concerto di oggi tuttavia – “60 anni di Sigle Rai” –  è a sua volta a metà strada fra il repertorio musicale classico e l’ingresso della TV, con le sigle dei più noti dei suoi programmi a partire dai primi tempi, dai suoi varietà, sceneggiati e intersigle, che si alterneranno ai brani classici e alle improvvisazioni al pianoforte.

L’Orchestra sarà diretta dal parmigiano Pietro Mianiti, che dirige il Conservatorio di Parma, e che viene da un retroterra davvero formativo vissuto in America Latina coi ragazzi del ‘Sistema Abreu’ coi quali si è fatto le ossa: è stato poi il primo direttore musicale della RomaTre Orchestra dell’Ateneo Roma Tre, e ne ha festeggiato da poco il decennale con un concerto su Beethoven.

Danilo Rea

Al pianoforte per le libere improvvisazioni  siederà Danilo Rea, figura si spicco nella musica jazz e pop, collaboratore di Rino Gaetano e di Cocciante, esibitosi all’ultimo Festival di Spoleto del 2014 con Gino Paoli.

Nella serata ravennate, si comincerà con l’antica sigla di Carosello, appaiata al bellissimo finale dell’ouverture del “Guglielmo Tell” di Rossini – in cui dopo il tema della tempesta ecco appare il primo raggio di sole – sin da allora divenuto sigla dell’inizio delle trasmissioni TV.

Pietro Mianiti

Seguirà la celeberrima e celestiale ‘Aria sulla quarta corda’ (quella del violino), dalla “Suite n.3 BWV 1068” di Bach, passata alla maggiore notorietà quando divenne sigla dei documentari  ‘Quark’ di Piero Angela e poi di quelli del figlio Alberto. La sigla di ‘Almanacco’ è invece legata a “Les Préludes di  Franz Liszt, così come le sonorità austere degli ottoni del “Te Deum” di Marc-Antoine Charpentier lo sono per la rubrica ‘Almanacco’, e come le asperità timbriche delle Danze Russe del “Petrushka” di Igor Stravinskij lo sono diventate dell’omologo programma TV di Rai5. Dolcissimo è il tema della settecentesca “Toccata in fa maggiore per arpa e archi” di Domenico Paradisi, tuttora la musica che riempie gli intervalli in TV: poi le sigle di rubriche, intermezzi, spettacoli di gradimento popolare si succedono  per generi.

Il Varietà (sigla di Studio Uno, di Canzonissima, di Settevoce, di Indietro tutta); Quiz, sport, informazione (sigla di TV7, di Chi l’ha visto, di Almanacco del giorno dopo, di Mixer, di Tribuna politica, di 90° minuto: questo sui porterà per sempre dietro il vivacissimo motivo jazzistico “Pancho”, dell’americano Jan Stoechart). La Fiction (sigla di Sandokan, di Il segno del concerto, di Pinocchio, di Il Giornalino di Gian Burrasca col suo indimenticabile “Viva la pappa pappa, col popo popo popo pomodro” di Nino Rota cantata da una giovanissima Rita Pavone, di Scaramouche, di Ufo Robot, di Spazio 1999); La TV TV (sigla del Telegiornale, di Carosello, di Che tempo fa, della TV dei Ragazzi, dell’Eurovisione e della Fine delle Trasmissioni). Tutto sarà presentato da Massimo Bernardini, mentre il prezioso materiale musicale è stato prestato dalle insostituibili Teche Rai: infine,  trascrizioni ed elaborazioni recano la firma di Andrea Ravizza.



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