Davide Astori e la morte raccontata in tv | Quali sono i limiti da non superare?


La copertura televisiva della notizia della morte del calciatore Davide Astori. Quali sono i limiti da non superare?


La 27esima giornata di campionato di Serie A è stata funestata da un terribile lutto: come sappiamo, Davide Astori, calciatore e capitano della Fiorentina, è venuto a mancare a causa di un arresto cardiocircolatorio durante la notte tra il 3 e il 4 marzo.

La Fiorentina ha comunicato ufficialmente la tragedia tramite il seguente tweet: “La Fiorentina profondamente sconvolta si trova costretta a comunicare che e’ scomparso il suo capitano Davide Astori, colto da improvviso malore. Per la terribile e delicata situazione, e soprattutto per rispetto della sua famiglia si fa appello alla sensibilità di tutti”.

Quando si parla di raccontare la morte in tv, di come farlo, di quali sono i limiti da non superare, le difficoltà sono note.

C’è il rischio di scivolare nella retorica e di porre involontariamente dei paletti inutili all’esercizio dell’informazione.

Qualche tempo fa, ci fu un caso eclatante a riguardo: Milly Carlucci, ospite di Unomattina, fu informata in diretta della morte di Bibi Ballandi, con tanto di evitabilissimo primo piano dopo l’annuncio dei due conduttori del programma, Franco Di Mare e Benedetta Rinaldi.

E’ superfluo ricordare le polemiche social delle ore seguenti all’accaduto.

Anche nel caso di Davide Astori, c’è stato un episodio che meriterebbe più di un’analisi.

La notizia della tragedia riguardante il capitano della Fiorentina, infatti, è arrivata in concomitanza con l’imminente fischio d’inizio di Genoa – Cagliari, anticipo del mezzogiorno della 27esima giornata di campionato, che, ovviamente, è stato posticipato come tutte le altre partite di Serie A.

Le tv hanno trasmesso le immagini delle reazioni dei calciatori dopo aver ricevuto la terribile notizia.

Il più sconvolto è apparso Mattia Perin, calciatore e portiere del Genoa: sguardo incredulo, per non scrivere sconvolto, e corsa immediata negli spogliatoi.

Tutto è stato ben documentato dalle telecamere, esattamente com’è accaduto con Milly Carlucci.

Certo, ci sono delle differenze: nel caso della Carlucci, si poteva tranquillamente evitare l’accaduto; nel caso dei calciatori, gli stessi si trovavano già davanti alle telecamere e la scelta  di informarli in campo della terribile notizia non è dipesa né da tv, né da conduttori.

Nessuna sentenza e nessun giudizio anche perché, come anticipato poc’anzi, il rischio di cadere in osservazioni retoriche è altissimo.

Vogliamo solamente porre un quesito.

Il limite qual è?

Anche alla luce dei numerosi programmi televisivi che trattano di cronaca nera, che fanno meno rumore perché vanno in onda spesso e il pubblico televisivo appare oramai abituato, ci viene da ripetere: il limite quale deve essere?

Le immagini dei calciatori sconvolti alla notizia della morte di Davide Astori hanno aggiunto qualcosa alla copertura della notizia o il sensazionalismo ha avuto la meglio?

Ripetiamo: nessuna sentenza.

Volevamo solo porre l’attenzione su un quesito per il quale non si trova mai una risposta. Forse è facile trovarla però si finge spesso di non conoscerla.



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