Che tempo che fa, la recensione



Anche Che tempo che fa è tornato in video. L’esordio di domenica 29 settembre ha messo subito in evidenza che il nuovo corso del programma condotto da Fabio Fabio è ancor più pretenzioso rispetto al passato.

 Innanzitutto si ha la sensazione che il programma di Rai3 sia divenuto ormai la terza Camera bis della politica, accanto a Porta a porta di Bruno Vespa. Infatti, tra i due programmi, si sta svolgendo da tempo una sorta di guerra sotterranea per il privilegio di ospitare i personaggi più prestigiosi della politica.  Nella puntata d’esordio, tanto per mettere subito in chiaro la propria posizione, avrebbe dovuto esserci il Presidente del Consiglio Enrico Letta ospite in studio. I noti eventi che hanno caratterizzato la giornata politica hanno costretto Fazio ad un cambio di scaletta. Letta è intervenuto da Palazzo Chigi con un lungo collegamento nella seconda parte, dopo cioè la performance di Luciana Littizzetto. L’intervista è stata dettagliata e ben organizzata: il Premier ha fatto il resoconto della giornata, annunciato le mosse future, sottolineato le linee che hanno ispirato i suoi cinque mesi di governo. E non ha trascurato alcuni aspetti della sua vita. Insomma, Fazio ha voluto evidenziare che oramai nel suo salotto vengono ospitati soltanto personaggi di rilievo. E il suo comportamento “deferente” nei riguardi del Premier dimostrava una superiorità radical chic apparentemente minimalista.

Gli interventi di Luciana Littizzetto si sono dimostrati in sintonia con quelli delle edizioni precedenti e del suo stile dissacrante e disinibito, ma incisivo. E spesso infatti sono stati sottolineati dagli applausi del pubblico. Sapevamo, però, che la comica avrebbe dovuto chiudere la puntata domenicale con una sua personalissima “Buonanotte” che invece non c’è stata. Probabilmente per la durata del collegamento con Palazzo Chigi. La speranza è che, almeno in questa edizione, l’incisività delle battute non venga volgarizzata dal linguaggio consueto.

Tra gli altri ospiti della puntata d’esordio, c’era Ettore Scola. Il regista ha presentato il suo ultimo film “Che strano chiamarsi Federico“. Con il suo aplomb e la sua signorilità distaccata, Scola ha ridimensionato la personalità esuberante del padrone di casa e con uno spirito ironico degno del più grande umorista, ha raccontato la pellicola e ha ricordato Fellini. E’ stato uno dei momenti migliori della serata. Da dimenticare, a nostro parere, gli interventi di Massimo Gramellini che hanno la pretesa di essere spiritosi e originali. Questa volta sono arrivati a fine puntata. Ultimo ospite Stefano Bollani, protagonista, subito dopo la conclusione di Che tempo che fa e del Tg3 del programma Sostiene Bollani tornato su Rai3.

E poi c’è lo studio: nuovo, cangiante nei colori, quasi avveniristico. Uno studio che evoca il palcoscenico di Sanremo in una  varietà di colori che mutano dal profondo rosso al blu e che spesso danno anche la sensazione di una discoteca multicolore con sullo sfondo grattacieli che svettano verso l’alto. Le musiche di Raphael Gualazzi hanno sottolineato le varie fasi del programma domenicale per la cui presenza sono stati modificati i palinsesti di Rai3, spostando al lunedì i programmi  Report di Milena Gabanelli e Presa diretta di Riccardo Iacona.



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