L’Allieva, la recensione


Le tematiche sono sempre le stesse e la delusione è stata davvero forte. L'Allieva, la nuova serie direi uno che ha debuttato martedì 27 settembre in prima serata, non si è discostata dalla classica fiction standardizzata ed obsoleta di Viale Mazzini.


Le tematiche sono sempre le stesse e la delusione è stata forte. L’Allieva, la nuova serie di Rai1 uno che ha debuttato martedì 27 settembre in prima serata, non si è discostata dalla classica fiction standardizzata ed obsoleta di Viale Mazzini. Con in più l’aggravante che Alessandra Mastronardi, la protagonista nel ruolo di Alice Allevi, non riesce a discostarsi dal suo ruolo nella fiction “I Cesaroni” a cui deve la grande notorietà. 

Infatti la recitazione della Mastronardi evoca quella che i telespettatori avevano conosciuto proprio nella serie targata Cologno Monzese

Lo schema è sempre quello: una giovane e bella donna, un uomo altrettanto fascinoso nel ruolo del suo capo, un altro protagonista maschile che rappresenta il terzo incomodo nel triangolo sentimentale necessario per catturare un pubblico trasversale. Questo almeno nelle intenzioni di Rai Fiction.LAllieva Alessandra Mastronardi 744x445

L’Allieva è un mix di commedia simile a “I Cesaroni” e di noir con atmosfere thriller solo accennate e mai approfondite convenientemente. Vi si aggiunga il fascino degli ambienti ospedalieri ed il cocktail degli ingredienti è servito. La Mastronardi nel ruolo di una studentessa di medicina che ambisce a diventare medico legale, appare poco credibile. Spesso si ha la sensazione che in qualche modo ci si sia ispirati, oltre che ai romanzi di Alessia Gazzola da cui la fiction è tratta, anche ad una serie andata in onda alcuni anni fa sempre su Rai 1 dal titolo “Valeria medico legale“. Erano i primi anni 2000 e l’introduzione nella fiction della figura del medico legale appariva come una novità. La serie era interpretata da Claudia Koll alle prese con omicidi, traffici illeciti e intrighi internazionali. All’epoca sembrava un prodotto di bassa qualità. Oggi sulla scorta dell’evoluzione della fiction e soprattutto dell’arrivo de L’Allieva, ci si ritrova a rivalutare quanto in passato era stato aspramente criticato. {module Pubblicità dentro articolo}

Tutti intorno un insieme di personaggi da fiction parenti, amici, colleghi e soprattutto la tendenza della protagonista a non farsi gli affari suoi in fatto di omicidi. Spunta così la classica voglia da detective che spinge la protagonista ad occuparsi di casi di cronaca nera con la leggerezza propria di un prodotto la cui sceneggiatura è al di sotto delle aspettative.

Di serie come l’Allieva ce ne sono state molte sia in Rai che a Mediaset. Il fine sarebbe anche di avvicinare a Rai1, o meglio al racconto televisivo della RAI, un pubblico giovane. E proprio per questo motivo sono stati ingaggiati due personaggi cari al pubblico degli under 30: la MastronardiGuanciale. Molto infine si gioca anche sulla fisicità dei due protagonisti, “belli e possibili” e sulle loro intricate love story.  Tutto già visto, nessuna novità.

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8 Replies to “L’Allieva, la recensione”

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    Laurina

    Sono perfettamente d’accordo con la sua recensione sto leggendo i rom e questa serie si discosta parecchio in fondo è successo anche in Provaci ancora Prof.Ha ragione anche quando dice che è una delusione noi Bones ce lo sognamo,mi dispiace solo per Alessia Gazzola

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    Alle

    Concordo in tutto e per tutto, anzi, aggiungerei che il messaggio sulla qualità/professionalità di docenti universitari e studenti (esame di medicina legale studiato in quanto? 1 settimana? Voto 30 dopo 1 domanda?) è davvero deprimente. Per non citare le “avances” del professore all’allieva… se non fosse giovane e bello avrebbero tutti gridato alle molestie! Ma come si fa a produrre cose di così scarso valore e credibilità?
    Un personaggio protagonista che dovrebbe avere 26 anni e si comporta come se ne avesse 16 (ogni essere umano di sesso maschile di bell’aspetto è oggetto di sguadi e sospiri sognanti).
    Siamo ad anni luce dalle serie medico-legali straniere.
    Prodotto giusto per attirare quindicenni o poco più, non certo una prima serata con ambizioni!

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    Elisa

    Io invece sono stufa di leggere sempre le stesse critiche, lo stesso assillante snobbidmo…pretendere a tutti i costi che attraverso la televisione si debbano ricevere insegnanti, messaggi seri o petulanti argomentazioni di politica, scuola o chissà quant’altro. Caspita, stiamo parlando di televisione, di fiction che, a parer mio,hanno l unico scopo di distrarre la gente e ,al contrario, allontanarla, da ciò che facciamo tutti i giorni nella REALTÀ! !! Parliamo di finzione! !!! E chi non vuol staccarsi dalla vita reale,mai, beh ,è pregato di non guardare una FICTION, ma di continuare a lavorare, studiare e bla bla …o seguire documentari altrove . E allora io dico Grazie, grazie che esistano momenti di svago e sognanti come la fiction “l ‘allieva”. E io ho 41anni! !!

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    Adelmo Banchetti

    La recensione è molto benevola. La fiction è scritta male, recitata peggio e girata in modo sciatto.
    Farla più brutta era veramente difficile.

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    anna maria

    E’ vergognoso che in prima serata su rai 1 si trasmetta una fiction in cui una donna
    si lascia trattare così da un uomo e poi sul posto di lavoro. E questo comportarsi come se noi fossimo altro da noi stessi. Facciamo tutto quello che vogliamo, ci riteniamo sempre innocenti, pensiamo che non ci saranno conseguenze. E’ inconcepibile!

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    Sofia916

    Questo film è stupendo,mi ha preso talmente tanto, perché ti dà la voglia di vivere la vita,ti invoglia a cercare lavoro, perché come si vede nel film non è solo lavoro ma è anche stare in società,mettersi in gioco e vivere la vita,con i mille dubbi, errori, paure….. bravissimi a tutti gli attori in particolare al dottore che è davvero affascinante

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    Corbo

    la domanda profonda che mi suscita la visione de “L’Allieva” è: chi ci lavora non ha mai visto una serie tv ben riuscita per non rendersi conto della cagata a cui partecipa, o lo sa e fa finta di niente? non so cosa sia peggio.

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