X Factor 10, bilancio alla vigilia dei Bootcamp


Concluse questa sera le 3 puntate di audizioni di X Factor 10. Con l'ultimo appuntamento andato in onda si sono definiti i concorrenti che accedono alle due puntate di bootcamp il 6 e il 13 ottobre prossimi. Ma questi appuntamenti sono bastati per avere un'idea esaustiva del comportamento della nuova giuria composta da Arisa, Fedez, Manuel Agnelli e Alvaro Soler e di come si sia evoluto il format del talent show dalla scorsa edizione ad oggi.


Concluse le prime tre puntate di X Factor 10, si stanno definendo i concorrenti che accedono ai Bootcamp. Ma questi appuntamenti sono bastati per avere un’idea esaustiva del comportamento della nuova giuria composta da Arisa, Fedez, Manuel Agnelli e Alvaro Soler e di come si sia evoluto il format del talent show dalla scorsa edizione ad oggi.

 Nonostante i toni trionfalistici utilizzati da Sky Uno, X Factor 10 ha mostrato, almeno in queste tre puntate iniziali, i limiti di una formula obsoleta che avrebbe urgente bisogno di essere rivista e rimodernata. Non bastano le atmosfere da mega discoteca e da eventi stellari con un contorno di luci, colori ed effetti “speciali” per decretare la credibilità di un talent show. X Factor vive a stento del suo passato, sta cercando di riciclare tematiche, argomenti e tutto un bagaglio di ingredienti già ampiamente sfruttati.

Neanche il montaggio, nonostante i toni da grandeur, riesce a convincere. E danno persino fastidio i toni gridati e trionfalistici dello stesso Alessandro Cattelan che in questa fase ha un ruolo più limitato. 

x factor 10 terza puntata

La giuria annunciata come il grande evento della decima edizione, alla fine si è rivelata una delle meno riuscite di tutte le edizioni di X Factor targate Sky Uno.

Innanzitutto è estremamente discutibile il riciclo di Arisa di cui telespettatori ricorderanno la famosa litigata con Simona Ventura nel 2012. La cantante appare costantemente sopra le righe sia negli atteggiamenti che nel linguaggio, fornendo così un pessimo esempio al pubblico giovane che pure segue il talent show. Bisognerebbe che frequentasse una scuola di eleganza.

Manuel Agnelli, frontman degli Afterhours, in apparenza sembra calmo e sereno, ma i suoi giudizi difficilmente riescono a convincere. Nonostante l’indiscussa competenza musicale, il suo rapporto con i partecipanti appare freddo e distaccato.

Alvaro Soler sembra la rappresentazione di un bel quadretto. Per lui tanti primi piani e una regia che ne mette troppo frequentemente in evidenza l’aspetto estetico indubbiamente godibile per tutti coloro che lo ammirano. Ma il suo comportamento è altrettanto statico e spesso sembra che l’artista non abbia quasi nulla da comunicare ai partecipanti sul palcoscenico ad eccezione di quel “si” o “no” finale. Tutto questo prescinde dalla sua conoscenza della lingua italiana ma a nostro parere dipende dalla considerazione che si trova in un ruolo a lui confacente. {module Pubblicità dentro articolo}

Il bilancio di queste prime tre puntate di audizioni non promette molto per il futuro ovvero per le prime due puntate di bootcamp e per la Home Visit che precede l’inizio delle puntate live.

Certo queste fasi di X Factor sono registrate ed il regista e gli autori avrebbero anche potuto eliminare qualche passaggio linguistico non proprio confacente alla prima serata televisiva. Si poteva fare a meno anche di qualche battuta un po’ più spinta di Arisa che cerca in questo modo di catturare la simpatia di un pubblico al quale molto probabilmente simpatica non è.

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