Dieci cose, la recensione


Riflessioni sulla prima puntata del nuovo programma di Rai1 condotto da Flavio Insinna e Federico Russo.


E’ stato un impatto deludente: la prima puntata di Dieci cose, il nuovo programma del sabato sera di Rai1 condotto da Flavio Insinna e Federico Russo, si è rivelata un mix di ingredienti vecchi, dejà vu. La formula è stata appesantita dai soliti obsoleti elementi spettacolari, da ospiti che passano disinvoltamente da una rete all’altra, da un chiacchierarsi addosso che ha soltanto distolto l’attenzione del telespettatore. 

 Cercare l’originalità in Dieci cose è stata un’impresa impossibile, nonostante qualcosa di accettabile ci fosse. Ma era nascosto fra troppi luoghi comuni. Abbiamo trovato lo show infarcito di personaggi della concorrenza. Si inizia con Alessandro Cattelan conduttore di X Factor, lontano anni luce dal target di Rai1 e caratterizzato da un “giovanilismo dialettico” spesso ansiogeno che ha attraversato la puntata con irritante insistenza. Si continua con un altro Alessandro made in Sky, Chef Borghese che propone una sorta di MasterChef musicale dai ritmi velocisssimi e incalzanti. Quanto di più stridente dalla “normalità” di Rai1 che ha il suo cooking show storico ne La prova del cuoco. E si dedica una sorta di parodia anche a Il pranzo è servito, programma cult del mezzogiorno di Canale 5 condotto da Corrado Mantoni. Sul palcoscenico c’è Claudio Lippi che ne ha preso il testimone.

Il programma vuole che i protagonisti di puntata si raccontino attraverso le Dieci cose più importanti della loro vita. E tra queste Dieci cose ci sono anche personaggi del mondo dello spettacolo. Così abbiamo ritrovato Nino Frassica (il mito di Cattelan) pronto a riproporre la sua solita, stantia comicità che ha assunto dei tratti persino imbarazzanti per la banalità dei contenuti.

Si è scomodata anche la Gialappa’s band presente in voce per i ricordi di Cattelan al quale non ha risparmiato una sottile ironia.

Lo show nasce con la pretesa di rivolgersi al pubblico familiare e vuole comunicare proprio attraverso le Dieci cose dei protagonisti, messaggi positivi e rassicuranti. L’idea è stata di Walter Veltroni che, fuori dalla politica, ha deciso di provare a fare l’autore. Con risultati non entusiasmanti, purtroppo e con una pretenziosità da primo della classe.

Si è visto che Rai 1 ha profuso un notevole sforzo (anche economico) per la preparazione del programma che, fortunatamente, dura solo quattro puntate. Ma potrebbe anche chiudere prima, visto lo striminzito 10,89% di share racimolato.

Ed eccoci ai due conduttori: Federico Russo e Flavio Insinna sono oramai onnipresenti in tv. Insinna soprattutto è sovraesposto, reduce da un’estate di presenzialismo anche nel settore della pubblicità. Tutto questo ha fatto danni già su Affari tuoi precipitato negli ascolti rispetto alla concorrenza.Qui a Dieci cose ha riproposto il suo stile, ha persino cantato e recitato, senza aggiungere quel quid che avrebbe fatto la differenza riscattandolo da un torpore troppo lungo.

A proposito. anche Dieci cose è stato troppo lungo. Essendo un programma registrato avrebbe potuto sfruttare un montaggio più efficace e scattante, evitando molti tempi morti.



One Reply to “Dieci cose, la recensione”

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    Chiara

    Pago il cannone RAI d’obbligò e poi vedo come pubblicità la SKY? SAPETE DOVE dovete ANDARE …….. Fc. Ognuno ha diritto di vedere cosa vuole senza pagare come lo fanno le altre antenne tv. Chiara treviso

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