Lucignolo 2.0, è arrivata la deriva trash


Riflessioni sule ultime puntate del programma giovanilistico di Italia 1


La delusione è forte: un programma di approfondimento a vocazione schiettamente giovanilistica come pretende di accreditarsi Lucignolo 2.0, ha inboccato la strada della deriva trash. La conferma è arrivata nell’ultima puntata andata in onda domenica 3 novembre su Italia 1, ma le avvisaglie erano evidenti già da prima.

 Salvati i due conduttori Marco Berry e Enrico Ruggeri che cercano di dare una parvenza di dignità alla trasmissione, tutto il resto è divenuto estremamente discutibile. A cominciare dalla “passerella” di starlette del più finto sottobosco televisivo, di cui il programma si è occupato: Sara Tommasi, Alessia Tedeschi e Raffaella Fico. Inoltre Lucignolo 2.0 si ispira sempre più sfacciatamente al programma confratello Le Iene show. Il trend è evidente sia nell’impostazione, sia nella realizzazione dei servizi, sia nei contenuti stessi.  Addirittura, durante la pubblicità, abbiamo notato uno spot con Luigi Pelazza una delle Iene più affidabili, trasformato in testimonial di un’azienda di servizi Internet. E lo spot era realizzato attraverso un’intervista doppia, come è tradizione del programma condotto da Ilary Blasi e Teo Mammucari con la Gialapp’s band voci fuori campo.

Già la settimana  scorsa avevamo avuto la sorpesa di un servizio su Stefania Nobile, la figlia di Vanna Marchi. Domenica la deriva trash è divenuta ancora più evidente: a colpire, in particolare un’intervista a Sara Tommasi che si sarebbe convertita e avrebbe giurato (salvo imprevisti, ci ha tenuto lei stessa a sottolineare) di mantenersi pura fino al matrimonio. A parte che la ritrovata fede non andrebbe strombazzata sotto i riflettori televisivi, la Tommasi ha dimostrato un’ignoranza incredibile delle più semplici nozioni religiose. Non sapeva neppure il nome del monte dove è stato crocifisso Gesù. Il che la dice lunga. Un programma che vuole porsi come punto di riferimento giovanile dovrebbe evitare di diventare un contenitore di gossip. Ovviamente tutto è finalizzato ad un unico obiettivo: conquistare pubblico e far crescere gli ascolti bloccati ad un 5% di share che non soddisfa Videonews da cui dipende il programma.

La ricorsa all’Auditel si basa sul voyueurismo, declinato in tutte le salse: dall’erotismo al porno, dagli sballi del sabato sera agli stupri di gruppo. Fino ad arrivare, quando l’ora si è fatta più tarda, a toccare tematiche molto più esplicitamente sessuali. Ci sono state presentate, in quest’ottica, due rappresentanti femminili di altrettante tendenze sessuali che portano a rifiutare il sesso oppure a frequentarlo con più di un partner. Due ragazze molto giovani si sono presentate dichiarandosi rispettivamente asessuale e poliamorosa. La seconda, in particolare ha espresso la sua filosofia: avere con assiduità rapporti multipli con circa una decina di partner tutti a conoscenza l’uno dell’altro..

Insomma ogni settimana arrivano servizi su tutto quanto apparentemente fa tendenza, ma in negativo. La sensazione, però, alla fine di ogni puntata è di un grande disappunto: non è vero che i giovani sono tutti come li dipinge Lucignolo 2.0. Esiste una realtà migliore, più sana, che però nessuno va a cercare. Tanto meno Lucignolo 2.0 perchè non farebbe ascolti.



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