Cavalli di battaglia la recensione


Riflessioni sull'esordio del nuovo show di Gigi Proetti di cui è andata in onda la prima puntata su Rai1.


La grandezza di un artista risiede nella capacità di coinvolgere il pubblico, di ipnotizzarlo dinanzi al piccolo schermo costringendolo a dimenticare il telecomando. Gigi Proietti possiede questo grande dono acquisito calcando i palcoscenici italiani per cinquant’anni. E lo ha dimostrato sabato sera, 14 gennaio su Rai1, mettendosi al servizio dei telespettatori nella prima puntata di Cavalli di battaglia, con la semplicità dei grandi che rifiutano per cultura ed educazione, il sussiego e la tracotanza.

Dopo innumerevoli sabati sera trascorsi tra il sottobosco dello spettacolo, fra programmi di tale pochezza da far letteralmente scappare il pubblico dall’altra parte dell’etere, finalmente Rai1 ha avuto un sussulto di dignità. Una presa di coscienza necessaria dopo il clamoroso flop di sette giorni fa, quando la rete precipitò all’8% di share con la replica di Nemicamatissima.

Gigi Proietti, sul palcoscenico del Teatro Verdi di Montecatini, non si è risparmiato. Tutte le corde della sua professionalità hanno vibrato all’unisono nel tentativo di rendere accessibili al grande pubblico televisivo quei “cavalli di battaglia” realizzati in 50 anni di carriera. E con la sobria ironia che ne caratterizza il bagaglio culturale, ha spazzato via settimane di trash e di volgarità. Il telespettatore ha finalmente compreso che si può realizzare uno show che coniughi intrattenimento, musica, parodie, comicità, teatro, cinema e tv. Basta affidarlo ad un vero Artista.

A Proietti anche il merito di aver ricordato Monica Vitti, di non aver dimenticato la poesia, di aver dialogato con sobrietà con i suoi ospiti toccando sempre tematiche interessanti.

L’istrionica bravura e l’arte di affabulatore del padrone di casa hanno di gran lunga oltrepassato la reale capacità artistica degli ospiti intervenuti. Ad un mediocre Alessandro Siani e ad un Caccamo (Teo Teocoli) senza sorprese, ha rimediato con la sua presenza sempre garbata, che non ha mai prevaricato sui personaggi intervenuti. Al contario, a loro ha fatto, con modestia ed eleganza, da spalla. Ma una spalla di lusso. Proietti non ha sgomitato nei duetti e nei siparietti spettacolari, al contrario, si è fatto da parte per dare ai suoi ospiti la possibilità di esprimersi. E talvolta, quando era assente, la qualità dei dialoghi scendeva pericolosamente. Un esempio: i momenti in cui Marco Marzocca nel ruolo del filippino Ariel, si accompagnava ad altri personaggi. 

Molti i momenti di varietà e non si è trascurato l’avanspettacolo.

Proietti è riuscito a dialogare musicalmente con Claudio Baglioni ed ha portato Corrado Guzzanti e Serena Dandini su Rai1. Guzzanti ha riproposto il personaggio di Quelo un santone che i telespettatori forse ricordano nel programma L’Ottavo nano andato in onda nel 2001 su Rai2 condotto proprio dalla Dandini.

Altro merito dello show è di aver presentato ospiti ben assortiti, protagonisti di siparietti brevi, che si sono alternati in un contesto ben costruito e finalizzato all’economia dello show. Certo, ci sono state anche alcune inevitabili “promozioni” ma sono state molto discrete.E se proprio c’è da fare un appunto, è la durata troppo lunga dello show. 



7 Replies to “Cavalli di battaglia la recensione”

  • Flavia

    CONDIVIDO QUASI TOTALMENTE IL GIUDIZIO SULLA TRASMISSIONE , FINALMENTE IL RUGGITO DEL LEONE X LA RAI . UN TITANO HA TENUTO PIÙ DI TRE ORE INCOLLATI ALLO SCHERMO TANTI ITALIANI !! FANTASTICO MIX , COMICITÀ ED INTELLIGENZA .. MUSICA ED OPERETTA … TEATRO … NOSTALGIE SENZA ALCUNA RETORICA … E NON È’ VERO CHE MARCO MARZOCCA ABBIA FATTO CALARE GLI ASCOLTI … ANZI …. PERSONAGGIO COMICO DI UN CONTENITORE PASSATO NEL TEMPO , MA GIÀ ALLORA INNOVATIVO ED ANCORA OGGI CONTEMPORANEO !! BRAVO , BRAVISSIMO GIGI UN CAMEO ITALIANO ! Flavia

  • Serena

    Grazie Gigi, molto semplicemente……..non ridevo così da anni !!!! Sei superlativo e non lo fai pesare. Grazie ancora !!!

  • Cristina maresca

    Finalmente una serata davanti alla tv senza girare continuamente per tutti i programmi alla ricerca di qualche cosa di interessante!Un artista,Gigi senza confini,una persona di una grandissima competenza e umanità che spazia dalla poesia alla musica,alla comicità senza mai mettersi in mostra ma dando spazio a tutti con garbo e intelligenza!!!!!!!!per me è uno dei grandi che nasce ogni cento anni.Complimenti anche per le scene e i costumi:tutto spettacolare!!!!!!!!!!!!

  • Alessandro Zitkowsky

    D’accordo su Proietti. Un mostro sacro del teatro. Ma proprio per questo non si può distruggere il teatro e Proietti con una regia orribile, senza idee e, cosa ancor peggio, con lacune tecniche inconcepibili. Per non parlare dell’orribile scenografia che impastava tutto, annullava il soggetto, accecava lo spettatore creando un unico piano luminoso senza profondità. E le luci definirle orribili è poco. Tutto piatto, stesso tono. È così che si è ridotta la Rai?

  • Margherita Ernstbrunner

    Gigi Projetti come sempre unico, ma poteva risparmiarsi l´invito di Francesco Cichella che imita Massimo Ranieri in un modo offensivo e offende anche il pubblico vicino a Massimo Ranieri. guardando il pubblico in sala si poteva Notare visi scontenti per quell´imitazione
    Margherita

  • paolo

    io vado controcorrente, purtroppo i limiti dell’età si fanno sentire e ho trovato ogni gag una copia rallentata e appesantita di cose che 20 o più anni fa facevano ridere, ma oggi sono superate, noioso e pesante anche perchè il ritmo del “mattatore” è giocoforza calato.
    Penso che si dovrebbe avere il coraggio di voltare pagina ogni tanto, invece sempre più la RAI ci ricorda il “come eravamo”, come quei parenti anziani che ti raccontano sempre la storia della loro vita..
    Direi che è un programma dedicato alla fascia di età “over” che non ha di meglio da fare il sabato sera.

  • Maria

    Non amavo proietti ma mi sono dovuta ricredere caro proietti sei veramente un grande misei piaciuto moltissimo

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