Masterpiece, la recensione


Riflessioni sulla prima puntata del talent show con De Cataldo, De Carlo e Selasi come giudici


La piccola frase che rimanda immediatamente al classico talent show è la seguente “per me è si“. La pronunciano i tre giudiìci di Masterpiece, Giancarlo De Cataldo, Andrea De Carlo e Taye Selasi dinanzi ai concorrenti in attesa della valutazione sui romanzi che hanno presentato. Questa la prima impressione su Masterpiece, in onda da domenica in seconda serata su Rai3.

 La prima puntata delle sei che vanno in onda fino al 22 dicembre, ha evidenziato la presenza forte e imponente del classico format da talent show alla X Factor o alla Italia’s got talent. Ma c’è una differenza determinante: mentre negli altri talent il telespettatore partecipa al programma perchè vede e segue le esibizioni dei concorrenti, Masterpiece non  dà per ora questa possibilità. I partecipanti non cantano e non si esibiscono, non mostrano il proprio talento racchiuso nelle pagine scritte e lette solo dai giudici. Inoltre gli stessi giudici ricalcano in maniera, spesso anche ossessiva, il clichè dei commissari di talent di spettacolo, Tentano persino di essere cattivi, di mandar via in malo modo chi non merita di “passare il turno” e in questo hanno come riferimento la triade infernale di MasterChef. Addirittura De Carlo ha strappato, al cospetto dell’aspirante scrittore, le pagine da lui scritte, proprio come Cracco, Barbieri e Bastianich gettavano i cibi preparati dagli aspiranti cuochi.

Inoltre Masterpiece concede troppo al reality. In questa prima puntata sono stati presentati molti “casi umani”. C’era Daniel ricoverato in ospedale psichiatrico due volte, Antonio con 13 anni di prigione alle spalle, Romina l’operaia che scrive durante la pausa pranzo, la giovane anoressica, il giovane ateo e vergine che pratica la masturbazione. Insomma come un reality che si rispetti, si toccano tutte le corde necessarie a catturare la solita curiosità morbosa del pubblico. Ed è questo uno degli ingredienti cardine almeno di questa prima serata, tra l’altro caratterizzata da una lentezza troppo evidente. Sinceramente questi concorrenti, più che aspiranti scrittori, sembrano aspiranti alla reclusione nella casa del GF. E in questo contesto si inserisce anche l’esperienza da scrittura che hanno vissuto. I quattro che hanno superato la selezione dei tre giudici,  hanno dovuto superare poi la cosiddetta prova di scrittura, una sorta di prova madre come avveniva proprio nel GF.  Ecco due dei concorrenti catapultati in un centro sociale e messi dinanzi a varie realtà anche di integrazione che devono poi raccontare in una lettera. Ingredienti sfacciatamente da reality. Altri due in una balera, durante una gara di ballo, devono immaginare che siano i genitori a ballare. E questa è la parte di Masterpiece più complicata e difficile da seguire per i telespettatori anche perchè è ancora più lenta.
 Inoltre non si comprende bene l’utilità del coach Massimo Coppola che dovrebbe consigliare gli aspiranti scrittori e agire da trait d’union con i giudici. La parte finale assomiglia ad una sorta di confessionale: i concorrenti sopravvissuti salgono in un ascensore insieme all’ospite Vip della serata e cercano di convincerlo della bontà del loro romanzo., Ieri sera la guest star di Masterpiece era Elisabetta Sgarbi.



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