56esimo Zecchino d’oro, bilancio finale con due vincitori


bilancio dell'edizione che si è appena conclusa


E’ calato il sipario sulla 56esima edizione dello Zecchino d’oro che ha laureato due canzoni vincitrici: Quel secchione di Leonardo e Due nonni innamorati.  La manifestazione è l’unico programma canterino per bambini fatto da bambini, attualmente presente sulle reti generaliste. Anche quest’anno i padroni di casa dell’Antoniano di Bologna sono stati Pino Insegno e Veronica Maya.

E’ stato un piacere, nel corso della settimana appena trascorsa sintonizzarsi su Rai1 durante il pomeriggio e trovare un’edizione  ridottissima de La vita in diretta. Alla solita cronaca nera, bianca, multicolore ma sempre imbarazzante del contenitore di Rai1, era subentrato un appuntamento semplice semplice che da 56 anni catalizza l’attenzione di grandi e piccoli. Il gradimento di pubblico della mini kermesse è stato evidente al punto che lo Zecchino d’oro ha anche superato gli ascolti de La vita in diretta. Segno che la manifestazione è ancora viva, nonostante l’età.

Il bilancio di questa edizione è ancora positivo, ma con qualche riserva. Che riguarda i conduttori. Pino Insegno da anni , come padrone di casa della manifestazione, si muove tra i bambini senza acun appeal, con il suo consueto sorriso stereotipato. Appare persino spaesato, la sua conduzione non ha una visione d’insieme. Ha ripetuto le consuete battute per giorni, ha cercato un trait d’union con Veronica Maya la sua partner nella conduzione. La Maya, volto di Verdetto finale, è un personaggio familiare e credibile, perfetta per lo Zecchino, ma è stata vestita e truccata in maniera non adeguata. A tratti rasentava persino il trash. Riserve non possono mancare neppure sugli improbabili  siparietti spettacolari realizzati dai due conduttori nel corso delle serate. E i costumi non hanno fatto eccezione. Adesso Insegno, salvo qualche rara apparizione, tornerà in ibernazione. Sarà risvegliato da Rai1 in occasione della prossima edizione estiva di Reazione a catena, il bel gioco sulle parole e la lingua italiana che da maggio a settembre, sostituisce L’Eredità.

Il lato forte dello Zecchino d’oro è rappresentato dai bambini e dalle loro canzoni. Da apprezzare la frequenza con cui viene sottolineato che si tratta di una gara tra canzoni non tra bambini, come è giusto che sia. Anche i testi e la musica dei brani presentati quest’anno si sono rivelati gradevoli e adatti alla fascia d’età a cui sono rivolti. Come è consuetudine dello Zecchino d’oro, si cerca sempre, tramite le canzoni di veicolare un messaggio positivo.

Ma c’è una magia che manca nell’atmosfera dello Zecchino d’oro: è Topo Gigio. Il notissimo pupazzzo ideato da Maria Perego ha fatto la storia della kermesse canterina ed era una sorta di spalla di Cino Tortorella che allora conduceva la gara canora. Topo Gigio è stato abbandonato dalla Rai per motivi di budget: il pupazzo si muoveva grazie a sei persone con costi ritenuti non più possibili in tempi di spending review. Peccato davvero.



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